

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
LA MAREMMA CHE FU
(narrazione poesia contrasto poetico)
"La mia vecchia Maremma ebbe contrasti
e pure nelle ottave ben s’intenda;
ve li propongo, sperando che basti
e lo sviluppo non li disattenda”.
Alla fine dell'articolo sono elencati i titoli degli articoli precedenti con link per essere letti
Ricordi della scuola elementare
Alla scuola elementare le classi maschili erano separate da quelle femminili, però in terza, non ricordo per quale motivo, la mia classe divenne giocosamente mista.
Circa otto bambine vennero ad arricchire con la femminilità un po’ di mascolinità e il clima cambio radicalmente: quelle treccine con i fiocchi davano un senso di allegria e quei visini invitavano a pensieri d’innamoramento e precoci attenzioni.
Nello sviluppo del sentimento non tutti però siamo uguali e, così, ognuno lo viveva a modo suo. C’era un compagno ripetente, soprannominato Tagliola per la capacità di catturare gli uccelli con quello stramaledetto strumento.
Egli non perdeva occasione per significare a parole o con gesti/azioni l’aspetto sessuale della cosa, Cos’ noi lavoravamo di fantasia, lui non si risparmiava in concretezza.
Una mattina, essendosi la maestra allontanata per andare in una classe vicina, l’amico prese un cilindro di legno, che insieme ad altre figure solide serviva per la lezioni di geometria, se lo pose sull’inguine e, rivolto verso una compagna, mimava l’azione dell’accoppiamento.
La femminuccia diventò rossa, poi lo apostrofò: Sei proprio uno sporcaccione.
L’altro, senza minimamente scomporsi: Ti è andata bene, pensa se avessi preso un cono!.
……………
Questo accadeva in quella scuola elementare, che mancava del bagno e il riscaldamento era assicurato (si fa per dire) da un piccolo focolare, quando la bacchetta e i ceci sotto le ginocchia erano ancora metodo punitivo.
Per le necessità fisiologiche meno impegnative si andava in un angolo di strada, mentre il Comune provvedeva alla fornitura della legna. Restava il problema dell’accensione, perché frasche e ramoscelli secchi non erano forniti. Questa deficienza era per noi motivo di gioia, ché la maestra ci mandava a
farne provvista in un fosso, distante dalla scuola circa trecento-quattrocento metri,
Era come una ricreazione all’aperto. Tanti sono gli episodi scolastici da ricordare, ma uno mi preme in particolare, per il candore di una risposta.
Come sempre accade, è il risultato quello che conta e con questa scala di valori era conseguente. Il più bravo, abbastanza bene, così così, abbastanza male.
Per mia fortuna ho avuto una maestra, che, se pur con severità e badando al risultato,
teneva in considerazione anche l’impegno.
C’era un amichetto che sudava sui libri, ma il risultato non veniva, era come immobilizzato testardamente. Il padre, muratore, veniva spasso a scuola (per i braccianti accadeva raramente, perché erano nei campi) per domandare l’andamento del figlio e alla dispiaciuta domanda di come va(?), la risposta immancabilmente era non va bene. Il padre, con rammarico: Mae’, allora bòtte, bòtte e bòtte.
Figurarsi lo stato d’animo di quel poverino!
Una mattina, come per miracolo, fece un’interrogazione sufficiente (tutto è relativo) e la maestra lo mandò al banco, dicendogli: Bravo P…, vedi che anche tu puoi farcela, continua così. L’amichetto non riuscì a trattenere un sorriso di compiacenza e si sedette.
Poi incominciò a guardare alla finestra, come assente dall’aula, impegnato in pindarici voli.
La maestra se ne accorse e domandò: P…, cose c’è d’interessante fuori dalla finestra?.
Risposta; Mae’, sto aspettando gli asini che volano, ché a casa mio padre mi dice sempre che voi mi direte bravo, quando gli asini voleranno.
Anche questo accadeva nella Maremma che fu.
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La Maremma che fu, gli articoli precedenti
La Maremma che fu - Secondo Contrasto sociale
La Maremma che fu - Primo Contrasto sociale
La Maremma che fu - Una strana processione
La Maremma che fu - Alla villana
La Maremma che fu - L’investitura
La Maremma che fu - Cultura e fede
La Maremma che fu - Il Carnevale
La Maremma che fu - Un piangente vignaiolo
La Maremma che fu - Una cosa buffa
La Maremma che fu - La nostra scuola
La Maremma che fu - In chiesa
La Maremma che fu - Menu villano
La Maremma che fu - I nostri giochi
La Maremma che fu - Un venerdì di passione
La Maremma che fu - Il ciocco
La Maremma che fu - Una cristiana abitudine (o dell’Anima)
La Maremma che fu - Il rito
La Maremma che fu - Una vendemmia bisestile
La Maremma che fu - Due ambulanti
La Maremma che fu - Il calendario contadino
La Maremma che fu - Un equivoco canzonettistico
La Maremma che fu - L’origine
La Maremma che fu - Il pecoraroLa Maremma che fu - La Trinità
La Maremma che fu - La villania
La Maremma che fu - Due poeti
La Maremma che fu - L’iniziazione
La Maremma che fu - Fotografia
La Maremma che fu - Bracciantato
La Maremma che fu - Una porchetta infelice
La Maremma che fu - Il confine
La Maremma che fu - Questua*
La Maremma che fu - Lupo di macchia
La Maremma che fu - La lupa
La Maremma che fu - La fiera
La Maremma che fu - Al lavatoio II
La Maremma che fu - Serenata maremmana
La Maremma che fu - Dal barbiere
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Don Giustino
La Maremma che fu - Zazzerone
La Maremma che fu - Zooerastia
La Maremma che fu - Canto del soldato contadino
La Maremma che fu - In vino veritas?
La Maremma che fu - Verso Natale
La Maremma che fu - Il vecchio contadinoLa Maremma che fu - Nel pollaio
La Maremma che fu - Due pulcini devoti a Bacco
La Maremma che fu - Canto dello zappatore
La Maremma che fu - Ricordo di un maremmano calzolaio e ballerino di tango
La Maremma che fu - La festa nel podere
La Maremma che fu - Due quadrupedi
La Maremma che fu - Un maremmano calzolaio e attore
La Maremma che fu - Canto del buttero
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Fidanzamento contadino - Il dovere coniugale
La Maremma che fu - La vecchia bracciante
La Maremma che fu - La ferratura
La Maremma che fu - Il raccolto
La Maremma che fu - Era il tempo del brigante Tiburzi*
La Maremma che fu - Canto del vecchio pecoraio
La Maremma che fu - Il somaro Zampacorta e il contadino Cambiasomaro
La Maremma che fu -one od –ette
La Maremma che fu - La transumanza
La Maremma che fu - Buon appetito!
La Maremma che fu - In vino veritas
La Maremma che fu - Eroi di Maremma
La Maremma che fu - Terra amata
La Maremma che fu - Coito interrotto
La Maremma che fu - L'antica madre






















