


Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
LA MAREMMA CHE FU
(narrazione poesia contrasto poetico)
"La mia vecchia Maremma ebbe contrasti
e pure nelle ottave ben s’intenda;
ve li propongo, sperando che basti
e lo sviluppo non li disattenda”.
Alla fine dell'articolo sono elencati i titoli degli articoli precedenti con link per essere letti
Una strana processione
L’umanizzazione divina è un fatto di fede e nella religione cristiana trova fondamento nella messa e, in particolare, con la processione del Corpus Domini.
Quest’umanizzazione, a livello popolare, è stata però concepita non come dogma, ma come processo naturale del rapporto uomo-divinità e così è stato sviluppato.
Si umanizza concretamente la figura di Dio attraverso Cristo, che diventa uomo a tutti gli effetti, pur conservando la sua sacralità.
Renderlo, però, sotto sembianze animali è cosa più rara. Si direbbe blasfema, come nella bestemmia, ove il nome di Dio è spesso accompagnato da quello di un ad animale.
Quanto a bestemmiare la Maremma non ha mai scherzato!
Per inciso: Bisogna sapere che nel Museo dell’Antiquarium Palatinun in Roma esiste un’antica lastra di travertino con incisa una raffigurazione strana, cioè di un uomo crocefisso con la testa d’asino e, accanto, la figura di un uomo che prega.
La cosa, indubbiamente, stupisce se vista con la mentalità contemporanea e si potrebbe parlare di blasfemia, invece se concepita nella metà del terzo secolo d.C.
(data attribuita al graffito), si tratterebbe di un atto di devozione. Qui dobbiamo fermarci, per non addentrarci in analisi antropologiche e storico-religiose, scrivendo del fatto di cui al titolo.
Nella processione del Corpus Domini il corteo si muoveva lentamente tra preghiere canti e note musicali, sudando la devozione al caldo del mese di giugno, sì che il rispetto per la sacra funzione era evidente. Una nota stonata: il pianto di un bambino, che dava mano alla madre con un nero fazzoletto in testa, disturbava la sacralità del momento. La madre cercava di calmarlo, accompagnando l’invito con il tipico gesto del dito indice verticalmente posto sulla bocca. Niente da fare. Il piccolo aumentava l’intensità e le lacrime evaporavano sul calore della strada.
A questo punto il prete, un uomo che era interessato al vino oltre l’offertorio, corrugando la fronte, si discostò un po’ dal corteo e, mostrando l’ostensorio al bambino piangente, con tono di minaccioso rimprovero: Oh, vedi di farla finita, che ti faccio mangiare dal lupo!
Il pianto s’interruppe come per miracolo e il sacerdote: Con le buone si ottiene tutto!
Il corteo proseguì tra preghiere canti note musicali.
Cose che potevano accadere nella Maremma che fu.
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La Maremma che fu, gli articoli precedenti
La Maremma che fu - Alla villana
La Maremma che fu - L’investitura
La Maremma che fu - Cultura e fede
La Maremma che fu - Il Carnevale
La Maremma che fu - Un piangente vignaiolo
La Maremma che fu - Una cosa buffa
La Maremma che fu - La nostra scuola
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La Maremma che fu - Era il tempo del brigante Tiburzi*
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La Maremma che fu -one od –ette
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La Maremma che fu - Eroi di Maremma
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La Maremma che fu - L'antica madre






















