Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LA MAREMMA CHE FU
(narrazione poesia contrasto poetico)

Alla fine dell'articolo 
sono elencati i titoli
degli articoli precedenti 
con link per essere letti 

"La mia vecchia Maremma ebbe contrasti
e pure nelle ottave ben s’intenda;
ve li propongo, sperando che basti
e lo sviluppo non li disattenda”.  

Un venerdì di passione

Il fatto accadde il Venerdì della Passione.

Questa sacra giornata era ed è commemorata con una processione veramente nel cuore della gente. Oggi, probabilmente, è un po’ troppo scenografica e si concede al gusto dello spettacolo, ma anche allora aveva le sue figure e tra queste i cosiddetti Giudei.

La divisa ha posseduto sempre il suoi fascino e, sin da bambino, la mia attenzione andava completamente a quei baldi giovanotti, che indossavano un’indefinibile armatura: elmo giudaico-romano-medievale, corazza di lamina di latta verniciata in uno strano grigio-metallo, gladio e lancia in leggio, camiciola d’indefinibile foggia persiana e… stivaloni da cavallerizzo (!) poiché mancavano i calzari e si provvedeva alla bisogna prendendo in prestito questo anacronistico capo d’abbigliamento.

I Giudei dovevano montare la guardia alla figura di Gesù martoriato in una barella lignea, con visiera dell’elmo abbassata, perché c’era una sorta di timore nello scoprire il volto dei carnefici coram populo. Con gli anni venne il momento di calcare la scena e, insieme a quattro amici coetanei, mi preparai per il tanto atteso evento.

Tra di essi c’era uno di robusta corporatura, sì da sembrare di età maggiore, di mestiere apprendista muratore, di carattere così pacifico che il padre, sin da bambino, invece di chiamarlo con il nome di battesimo, lo chiamava appunto Pacifico. La sera dell’atteso evento mi recai a chiamarlo, frettolosamente e con emozione, a casa e lo trovai ancora impegnato a terminare un piatto di fagioli con rapette.

Queste, a detta del padre, non avevano concorrenti in tutto il territorio, come fossero state seminate in un residuo di Eden, sfuggito alla punizione divina. Terminato il pasto, via nella sagrestia della chiesa, ove c’erano gli altri tre, preoccupati di una nostra diserzione per una tardiva presa di coscienza per il ruolo di carnefici.

Fatta la vestizione, nella quale Pacifico ebbe qualche difficoltà nell’allacciare la corazza e sistemare l’elmo, eccoci a guardia del sepolcro il volto atteggiato a barbara crudeltà. Quest’ultimo aggettivo, non a caso, richiama il mesto canto che parla di barbaro cuor e di sono stato io l’ingrato, Gesù mio, perdon pietà. Dopo circa un’ora di sorveglianza giunse il momento che bisognava muoversi, mi girai indietro e ti vedo il volto di Pacifico come uno straccio lavato , somigliante più al Cristo che a un baldo soldato.

Gli domandai cosa avesse e lui: Ho un peso nello stomaco e ‘sta c… di corazza mi stringe; io stasera non ce la faccio a fare il Giudeo. Per fortuna che la madre stava nei pressi, si rese conto del fatto, disse al prete di aspettare un po’, corse frettolosamente a casa, per fortuna vicina, e ritornò dopo dieci minuti con una bottiglia d’acqua, un bicchiere e un barattolo di bicarbonato, mentre io dietro l’altare avevo provveduto a slacciare la

maledetta corazza; Due bicchieri d’acqua con la cristallina sostanza fecero il miracolo

Il miracolo, dopo una fragorosa serie di rutti, che sapevano tanto di fagioli e rapette.

Mentre la madre prepara il beverone, ebbe modo di rimproverare l’incauto figlio: Te l’avevo detto di non fare il Giudeo, dovevi fare il Cireneo che aiutò Gesù a portare la croce. Tu non sei nato per fare il soldato, sei troppo pacifico. Finalmente la processione si mosse e, durante, il percorso, si sentiva vociferare la gente come mai uno dei Giudei aveva la corazza penzoloni e che non si era mai visto uno così malmesso, Dal canto mio un po’ di vesciche ai piedi, causate da un maledetto paio di stivali troppo vecchi (forse il proprietario aveva dimenticato di buttarli) e di un numero diverso dal mio, sono ancora ricordo di quella serata di Passione, che non finì li. Quando ci si mette la sfortuna!

Il personaggio principale, il Cristo, un povero disgraziato con anemia e debolezza croniche, dietro uno strattone di Pacifico, forse ancora sofferente per la mancata digestione, tirò troppo la corda e il povero disgraziato traballò poi cadde rovinosamente a terra. Qui, mezzo stordito, pronunciò con irritazione: Tira più piano, porco… (le nostre maremmane bestemmie nel lessico e nella fantasia non avevano nulla da invidiare a quelle toscane), dimentico del comandamento che non bisogna pronunciare il nome di Dio invano. Il corteo dovette fermarsi, tra commenti diversi e pareri contrari, poi riprese il percorso e s’intonò di nuovo: Sono stato io l’ingrato, Gesù mio, perdon pietà.

In conclusione: non fu soltanto un Venerdì di Passione, ma anche di luna nera, come a dire vestita a lutto.

Questo accadeva nella Maremma che fu.

 

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La Maremma che fu, gli articoli precedenti

La Maremma che fu - Il ciocco
La Maremma che fu - Una cristiana abitudine (o dell’Anima)

La Maremma che fu - Il rito
La Maremma che fu - Una vendemmia bisestile
La Maremma che fu - Due ambulanti
La Maremma che fu - Il calendario contadino
La Maremma che fu - Un equivoco canzonettistico
La Maremma che fu - L’origine
La Maremma che fu - Il pecoraroLa Maremma che fu - La Trinità
La Maremma che fu - La villania

La Maremma che fu - Due poeti
La Maremma che fu - L’iniziazione
La Maremma che fu - Fotografia
La Maremma che fu - Bracciantato
La Maremma che fu - Una porchetta infelice
La Maremma che fu - Il confine
La Maremma che fu - Questua*
La Maremma che fu - Lupo di macchia
La Maremma che fu - La lupa
La Maremma che fu - La fiera
La Maremma che fu - Al lavatoio II
La Maremma che fu - Serenata maremmana
La Maremma che fu - Dal barbiere
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Don Giustino
La Maremma che fu - Zazzerone
La Maremma che fu - Zooerastia
La Maremma che fu - Canto del soldato contadino
La Maremma che fu - In vino veritas?
La Maremma che fu - Verso Natale
La Maremma che fu - Il vecchio contadinoLa Maremma che fu - Nel pollaio
La Maremma che fu - Due pulcini devoti a Bacco
La Maremma che fu - Canto dello zappatore
La Maremma che fu - Ricordo di un maremmano calzolaio e ballerino di tango
La Maremma che fu - La festa nel podere
La Maremma che fu - Due quadrupedi
La Maremma che fu - Un maremmano calzolaio e attore
La Maremma che fu - Canto del buttero
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Fidanzamento contadino - Il dovere coniugale
La Maremma che fu - La vecchia bracciante
La Maremma che fu - La ferratura
La Maremma che fu - Il raccolto
La Maremma che fu - Era il tempo del brigante Tiburzi*
La Maremma che fu - Canto del vecchio pecoraio
La Maremma che fu - Il somaro Zampacorta e il contadino Cambiasomaro
La Maremma che fu  -one od –ette
La Maremma che fu - La transumanza
La Maremma che fu - Buon appetito!
La Maremma che fu - In vino veritas
La Maremma che fu - Eroi di Maremma
La Maremma che fu - Terra amata
La Maremma che fu - Coito interrotto
La Maremma che fu - L'antica madre

 

  

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