Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LA MAREMMA CHE FU
(narrazione poesia contrasto poetico)

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Un equivoco canzonettistico

Verso i quattro anni incominciai ad andare all’asilo, ché la scuola materna era ben lontana dall’essere, gestito scrupolosamente dalle suore, non so precisare di quale ordine. Vivevano di carità pubblica, del sussidio del Comune e ci assicuravano la frequenza dell’asilo gratuitamente. Bisognerebbe prestare più attenzione al ruolo sociale della Chiesa: per esempio le mie colonie estive furono quelle diocesane.

Mi rivedo bambino con il grembiulino a quadretti e il mio cestino con dentro cucchiaio, forchetta, bavagliolo, tovagliolo, piattino e bicchiere, questi ultimi rigorosamente in alluminio.

Il tempo passava tra una favola, una preghiera, un gioco, un po’ di ginnastica, un po’ di segni sul quaderno con copertina nera e…così via.

Ebbene tra quelle canzonette c’era una che è stata per me un busillis per diverso tempo, cioè fino alle scuole medie, perché in esso è citato come nemico nientemeno che il bersagliere.

Così recita la canzonetta in romanesco: A la breccia di Porta Pia/ hanno vinto li bersajeri./ Quelli boja de li stranieri/ li volemo, li volemo fucilà (segue ripetizione della strofa).

Io non riuscivo a capire chi fossero quegli stranieri da fucilare, perché non erano citati e i bersaglieri erano i nostri valorosi soldati, che avevano vinto, mentre gli unici nemici che allora conoscevo, erano gli Austriaci, come mi aveva detto il nonno materno, che li aveva combattuti nella Prima Guerra Mondiale sull’altopiano del Carso,

Quelli della seconda Guerra erano di più difficile individuazione, date le nostre abituali giravolte!. Del resto, le benemerite suore si limitavano a quella sola strofa e, probabilmente non avevano approfondito il tema, altrimenti, almeno così spero, difficilmente ci avrebbero fatto cantare una canzone, ove si dice che Pio IX sta a l’inferno.

Infatti, solo più tardi, affrontando il tema risorgimentale dell’Unità d’Italia, per curiosità lessi il testo intero della canzone, un canto anonimo, fatto come un collage di strofe, risalenti a prima e a dopo la breccia di Porta Pia, che si cantano sull’aria di Garibaldi fu ferito… e potei capire che i nemici erano gli zuavi, truppe francesi in aiuto del Pontefice.

Infatti il collage così recita: O vojantri bersajeri/ che c’avete la gamba bona/ fate presto a venì a Roma,/ a portacce la libbertà. / Bersajieri avanti!/ Prima Vittorio, poi Garbaldi,/ bersajeri indietro, verso San Pietro s’ha da marcià./ O vojantri bersajeri/ che venite da Palermo,/ Pio IX sta all’inferno/ co’ le gambe pell’insù…(prosecuzione… La battuta de Porta Pia/ l’hanno vinta li bersajeri,/ quelli boja de li stranieri/ li volemo fucilà./ Oh vojantri nersajeri/ quanno entravio a Porta Pia,/ li zuavi scapporno via/ co la cacca a li carzon/…

Comunque, a parte l’equivoco della canzoncina, ancora sono grato a quelle monache, che ci dedicarono tanto del loro tempo e della loro pazienza e, posso assicurarlo, ho loro perdonato quella piccola involontaria discutibile rilettura del bersagliere, anche perché una canzoncina infantile è sempre motivo di ricordo e di racconto.

Del resto nella Maremma che fu non era certo tempo di preti operai e di suore più o meno “canterine”.

 

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La Maremma che fu, gli articoli precedenti

La Maremma che fu - L’origine
La Maremma che fu - Il pecoraro
La Maremma che fu - La Trinità
La Maremma che fu - La villania

La Maremma che fu - Due poeti
La Maremma che fu - L’iniziazione
La Maremma che fu - Fotografia
La Maremma che fu - Bracciantato
La Maremma che fu - Una porchetta infelice
La Maremma che fu - Il confine
La Maremma che fu - Questua*
La Maremma che fu - Lupo di macchia
La Maremma che fu - La lupa
La Maremma che fu - La fiera
La Maremma che fu - Al lavatoio II
La Maremma che fu - Serenata maremmana
La Maremma che fu - Dal barbiere
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Don Giustino
La Maremma che fu - Zazzerone
La Maremma che fu - Zooerastia
La Maremma che fu - Canto del soldato contadino
La Maremma che fu - In vino veritas?
La Maremma che fu - Verso Natale
La Maremma che fu - Il vecchio contadinoLa Maremma che fu - Nel pollaio
La Maremma che fu - Due pulcini devoti a Bacco
La Maremma che fu - Canto dello zappatore
La Maremma che fu - Ricordo di un maremmano calzolaio e ballerino di tango
La Maremma che fu - La festa nel podere
La Maremma che fu - Due quadrupedi
La Maremma che fu - Un maremmano calzolaio e attore
La Maremma che fu - Canto del buttero
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Fidanzamento contadino - Il dovere coniugale
La Maremma che fu - La vecchia bracciante
La Maremma che fu - La ferratura
La Maremma che fu - Il raccolto
La Maremma che fu - Era il tempo del brigante Tiburzi*
La Maremma che fu - Canto del vecchio pecoraio
La Maremma che fu: Il somaro Zampacorta e il contadino Cambiasomaro
La Maremma che fu  -one od –ette
La Maremma che fu - La transumanza
La Maremma che fu - Buon appetito!
La Maremma che fu - In vino veritas
La Maremma che fu - Eroi di Maremma
La Maremma che fu - Terra amata
La Maremma che fu - Coito interrotto
La Maremma che fu - L'antica madre

 

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