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LA MAREMMA CHE FU
(narrazione poesia contrasto poetico)

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Altro che educazione sessuale!
(due racconti in uno)

L’iniziazione

Verso i sette anni, quando sì è alla scoperta del sesso, era abitudine, su l’esempio di bambini più grandicelli, di ricorrere a un latice, un liquido dal potere irritante, che si trovava in piccole piante nelle siepi naturali e nelle fratte, piante del genere delle Euforbiacee, Spezzandone i rami, dopo averlo prelevato con le dita, si era soliti spalmarlo sul glande, in particolare, e sul piccolo membro perché la fantasia suggeriva che così potesse ingrandirsi. Era questa l’iniziazione al sesso.

La società di allora non era per niente preparata ad affrontare una questione così naturale, ma così complicata riguardo alla mentalità e al costume. Pertanto si può parlare con sicurezza di società sessuofobica. Dovranno passare decine di anni per una presa di coscienza collettiva del problema e per la relativa evoluzione.

Nell’attesa, cosa c’era meglio per la bisogna che ricorrere all’aiuto del miracoloso latice per ingrossare il piccolo attributo, a dimostrazione del mondo degli adulti e in barba a qualsiasi educazione sessuale?

In effetti la sostanza non ingrossava un bel niente, anzi irritava l’uccellino ancora senza penne. Ma tanto bastava. Desideravamo avere la patente di adulti per percorrere strade proibite.

Purtroppo capitò che un mio amichetto, che di –etto aveva anche quel bene prezioso, volle esagerare (l’aggregazione vuole la competizione), sbagliò dose e, forse, anche pianta, così che la parte trattata s’infiammo e il povero pulcino non sapeva come venirne fuori.

Noi a consigliargli impacchi con malva o il sugo di altra natura, che complicavano ancor più il problema. Quando il dolore fu più che fastidioso, il pulcino rischiò l’ira dei genitori, Per fortuna, questi, preoccupati per la patologia, non inveirono più di

tanto e si ricorse al medico condotto, senza la necessità del ricovero in ospedale.

Dopo una decina di giorni il problema fu risolto e il padre ebbe modi di impartire la prima lezione di sessuologia: Ragazzi’, mo’ la cosa è risolta e per questa volta ti è andata bene! Mettiti nella zucca però, fin d’ora, che per quell’affare il problema non è quant’è, ma per quanto va; insomma non è un problema di quanto pesa, ma di quanto dura!

disegno di Federico Fellini

Idem nomen ab aliis repetitum non iuvat*

 

La scoperta del sesso non è stata per noi abbastanza complicata ma, in compenso, particolare e naturale.

Certamente interessante fu la masturbazione di gruppo e, in quelle circostanze, ci trastullavamo al riparo di qualche grotta o nascosti nei canneti, allora abbondanti per fornivano le preziose canne per i filari delle vigne. Per inciso e per rendere il senso ricordo la scena del gruppo dei bambini, intenti a guardare le donne, che recline lavano nel ruscello, nel film Per grazia ricevuta (1971) del compianto grande Rino Manfredi (1921-2004).

L’ azione collettiva era accompagnata sempre dal nominare la persona in oggetto del desiderio e le persone in un piccolo paese si conoscono un po’ tutte, poi, per meglio identificare, si aggiungeva al nome il soprannome, allora molto diffuso, o la paternità.

L’attenzione era sempre rivolta verso ragazzette o formose signore (Fellini docet). Capitò un pomeriggio d’estate che, mentre si provvedeva al lavoro di gruppo, due amici, Mauro e Vincenzo, nel momento culminante, cioè quando i piccoli attributi si erano arrossati, senza l’espulsione del desiderato liquido seminale, pronunciassero, lo stesso nome, con l’aggiunta della paternità. Pure questa coincideva e il riferimento era ad una ragazzetta formosa e alquanto disponibile, almeno così si diceva.

A Mauro non andò bene questo abbinamento identificativo e, con atteggiamento minaccioso, si portò davanti a Vincenzo: Non ti permetto di pensare a Teresina e di pronunciarne il nome. Teresina è mia!

L’altro, in risposta: Allora vuol dire che la prossima volta penserò e nominerò tua sorella!

Per finire in rima, tanto per non perdere l’abitudine, nella Maremma che fu la gelosia sembrava ben legare con fantasia.

*Lo stesso nome ripetuto da altri non aiuta sulla falsariga e in contrapposizione al repetita iuvant, cioè le cose ripetute non aiutano.

 

disegno di Federico Fellini

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La Maremma che fu, gli articoli precedenti

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La Maremma che fu - Bracciantato
La Maremma che fu - Una porchetta infelice
La Maremma che fu - Il confine
La Maremma che fu - Questua*
La Maremma che fu - Lupo di macchia
La Maremma che fu - La lupa
La Maremma che fu - La fiera
La Maremma che fu - Al lavatoio II
La Maremma che fu - Serenata maremmana
La Maremma che fu - Dal barbiere
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Don Giustino
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La Maremma che fu - Canto del soldato contadino
La Maremma che fu - In vino veritas?
La Maremma che fu - Verso Natale
La Maremma che fu - Il vecchio contadinoLa Maremma che fu - Nel pollaio
La Maremma che fu - Due pulcini devoti a Bacco
La Maremma che fu - Canto dello zappatore
La Maremma che fu - Ricordo di un maremmano calzolaio e ballerino di tango
La Maremma che fu - La festa nel podere
La Maremma che fu - Due quadrupedi
La Maremma che fu - Un maremmano calzolaio e attore
La Maremma che fu - Canto del buttero
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Fidanzamento contadino - Il dovere coniugale
La Maremma che fu - La vecchia bracciante
La Maremma che fu - La ferratura
La Maremma che fu - Il raccolto
La Maremma che fu - Era il tempo del brigante Tiburzi*
La Maremma che fu - Canto del vecchio pecoraio
La Maremma che fu: Il somaro Zampacorta e il contadino Cambiasomaro
La Maremma che fu  -one od –ette
La Maremma che fu - La transumanza
La Maremma che fu - Buon appetito!
La Maremma che fu - In vino veritas
La Maremma che fu - Eroi di Maremma
La Maremma che fu - Terra amata
La Maremma che fu - Coito interrotto
La Maremma che fu - L'antica madre