Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Maremma che fu
(narrazione poesia contrasto poetico)

Alla fine dell'articolo 
sono elencati i titoli degli articoli precedenti 
con link per essere letti 

La mia vecchia Maremma ebbe contrasti
e pure nelle ottave ben s’intenda;
ve li propongo, sperando che basti
e lo sviluppo non li disattenda”.
 

Fotografia

La forte giacca di fustagno aveste

e di velluto spesso fu il calzone,

diverse toppe sopra lor poneste

ché questa fu la vostra condizione.

 

Le scarpe voi portaste bullettate,

di feltro o paglia portaste il cappello,

le prime non l’avete risparmiate,

l’altro protesse quel fino cervello.

 

D’inverno vi coprì panno pesante

e nell’estate più ci si arrangiava,

il panno militare fu costante,

la maglia sferruzzata vi bastava.

 

Il nome del panciotto fu corpetto

con raro orologio nei taschini

il cui tic-tac fu inteso con diletto

dalle curiose orecchie dei bambini.

 

Camicia di flanella fu presente

in questo abbigliamento contadino,

che all’eleganza non richiese niente

e che non vide mai seta né lino.

 

Le donne si coprir con larga veste

con il grembiule sopra sempre scuro,

portando nelle teste, spesso, ceste

e ai piedi scarpe basse, di sicuro.

 

Fu molto usato allora il nero scialle

tra vedove oppure tra gente anziana,

la cuffia dei bambini era con palle

e per le mamme sempre la sottana.

 

Il fazzoletto in testa per le donne

volle significare compostezza,

lanosa pellegrina per le nonne

dei freddi inverni vinse la durezza.

 

Le fedi, che son simbolo di spose,

son state del colore dell’argento,

ma univano, se pure non preziose,

e per l’unione non ci fu sgomento.

 

L’abito, quello scuro, della festa

venne indossato col cuore contento;

qualche ritratto vostro ancora resta

col vostro sguardo pensieroso e attento.

 

La muta* non fu donna senza voce,

ma buon fustagno fatto per completo,

quasi dicessi stoffa come il noce,

facendovi al rinnovo il cuore lieto.

 

La testa del villano fu rasata,

le mogli si raccolsero i capelli:

una fotografia ben conservata

fu oggetto per ricordi così belli.      

  

*Bella espressione dialettale: "farsi la muta" significa rinnovare il guardaroba. Da collegare alla muta, rinnovamento periodico della pelle in molti animali.

La Maremma che fu, gli articoli precedenti

La Maremma che fu - Bracciantato
La Maremma che fu - Una porchetta infelice
La Maremma che fu - Il confine
La Maremma che fu - Questua*
La Maremma che fu - Lupo di macchia
La Maremma che fu - La lupa
La Maremma che fu - La fiera
La Maremma che fu - Al lavatoio II
La Maremma che fu - Serenata maremmana
La Maremma che fu - Dal barbiere
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Don Giustino
La Maremma che fu - Zazzerone
La Maremma che fu - Zooerastia
La Maremma che fu - Canto del soldato contadino
La Maremma che fu - In vino veritas?
La Maremma che fu - Verso Natale
La Maremma che fu - Il vecchio contadinoLa Maremma che fu - Nel pollaio
La Maremma che fu - Due pulcini devoti a Bacco
La Maremma che fu - Canto dello zappatore
La Maremma che fu - Ricordo di un maremmano calzolaio e ballerino di tango
La Maremma che fu - La festa nel podere
La Maremma che fu - Due quadrupedi
La Maremma che fu - Un maremmano calzolaio e attore
La Maremma che fu - Canto del buttero
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Fidanzamento contadino - Il dovere coniugale
La Maremma che fu - La vecchia bracciante
La Maremma che fu - La ferratura
La Maremma che fu - Il raccolto
La Maremma che fu - Era il tempo del brigante Tiburzi*
La Maremma che fu - Canto del vecchio pecoraio
La Maremma che fu: Il somaro Zampacorta e il contadino Cambiasomaro
La Maremma che fu  -one od –ette
La Maremma che fu - La transumanza
La Maremma che fu - Buon appetito!
La Maremma che fu - In vino veritas
La Maremma che fu - Eroi di Maremma
La Maremma che fu - Terra amata
La Maremma che fu - Coito interrotto
La Maremma che fu - L'antica madre