


Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La Maremma che fu
(narrazione poesia contrasto poetico)
Alla fine dell'articolo
sono elencati i titoli degli articoli precedenti
con link per essere letti
La mia vecchia Maremma ebbe contrasti/ e pure nelle ottave ben s’intenda;/ ve li propongo, sperando che basti/ e lo sviluppo non li disattenda”.
La fiera
C’era una volta, sì, c’era una volta
la fiera delle merci e di animali
e sempre l’occasione fu risolta
in compere di certo non banali.
La piazza si animava già in mattina,
il fontanile fresco gorgogliava
e la villana gente, contadina,
a quell’appuntamento si recava.
L’economia, si sa, vuole d denaro
e questo, in verità, poco ce n’era,
il portafoglio pieno fu ben raro
e appena sufficiente per la fiera.
Gli attrezzi del lavoro eran strumento
e frutti di perizia artigianale,
possiamo definirli complemento
all’uomo di campagna e all’animale,
oppure utili oggetti alla famiglia,
di povero valore e di tant’uso,
al punto da passar da madre a figlia
fin quando il loro ciclo era concluso.
Nel ferro tanti attrezzi eran forgiati
vanghe con zappe, falci con rastrelli,
forti catene e anelli ben saldati,
ferri con coltri, spiedi con secchielli,
zeppe, pennati insieme con accétte
viti con chiavi e chiodi con martelli,
picconi insieme a mazze con palette,
lime con raspe e gabbie per uccelli.
Il cuoio era venduto con la pelle
E insieme si trovava buon cordame,
costava molto prendere le bardelle,
come costoso fu l’oggetto in rame.
di certo non mancava lo scalpello,
la spianatoia insieme al pista sale,
il lasagnolo o meglio mattarello
e il secchio di foraggio all’animale.
E poi…tanti setacci e caffettiere,
i vasi per i fiori dei balconi
i ferri per le calze più lattiere,
bullette per le scarpe ed i bottoni,
i sacchi per il grano e le ballette,
i tappi per le botti e le cannelle,
le lampade pei carri e le scalette
e pei bambini trottole e girelle,
treppiedi per il fuoco e le padelle,
i tritacarne insieme alle saliere,
gli ziri di buon coccio e bacinelle,
barattoli di latte e belle oliere,
giubbetti militari e le catane,
le forbici da taglio e le forcine,
cappelli con ombrelli e le sottane,
i cocci per le stalle e le cantine,
bisacce per il pane con laccioli,
coltelli per gli innesti e le ginestre,
gli stai per il grano ed i fagioli
con mestoli di legno per minestre
e canapi con spaghi e con tagliole,
immagini di Santi e di Madonne,
graticole per sarde e per braciole
con i grembiuli scuri per le donne,
le molle per il fuoco e le lamette,
le pompe per la vigna e le cavezze,
le borse per la spesa e le mollétte,
i fiaschi rivestiti e…pur le pezze.
Ancor potrebbe farsi elencazione
di quelle merci, dette pure cose,
ma penso basti questa riflessione:
che furono tenute per preziose,
Come preziosi furon gli animali,
la parte più vitale della fiera,
muli e cavalli insieme con maiali,
vicini dei somari, messi a schiera.
E c’era buon odore naturale
nel mentre si facéa contrattazione.
ch’era faccenda spesso del sensale,
esperto dell’affare e con ragione.
E si vendeva pur la buona sorte,
nascosta nella gabbia in un foglietto,
ma pei villani solo malasorte
da parte del malefico uccelletto.
Vendeva pure l’uomo dei serpenti,
racchiusi nei barattoli di vetro,
il male lui guariva con gli unguenti:
ancora mi ricordo: tempo addietro.
Il cantastorie invece non vendeva,
ma i fatti della vita raccontava;
la voce in cantilena possedeva
e con la narrazione lui campava.
Poi, quando si faceva mezzogiorno,
la piazza ritornava al suo normale
e ognuno si apprestava pel ritorno,
contento dell’affare: è naturale.
C’era una volta, sì, c’era una volta
la fiera delle merci e di animali,
e sempre l’occasione fu risolta
in compere di certo mai banali.
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La Maremma che fu, gli articoli precedenti
La Maremma che fu - Al lavatoio II
La Maremma che fu - Serenata maremmana
La Maremma che fu - Dal barbiere
La Maremma che fu - Don Giustino
La Maremma che fu - Zooerastia
La Maremma che fu - Canto del soldato contadino
La Maremma che fu - In vino veritas?
La Maremma che fu - Verso Natale
La Maremma che fu - Il vecchio contadino
La Maremma che fu - Nel pollaio
La Maremma che fu - Due pulcini devoti a Bacco
La Maremma che fu - Canto dello zappatore
La Maremma che fu - Ricordo di un maremmano calzolaio e ballerino di tango
La Maremma che fu - La festa nel podere
La Maremma che fu - Due quadrupedi
La Maremma che fu - Un maremmano calzolaio e attore
La Maremma che fu - Canto del buttero
La Maremma che fu - Fidanzamento contadino - Il dovere coniugale
La Maremma che fu - La vecchia bracciante
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La Maremma che fu - Canto del vecchio pecoraio
La Maremma che fu: Il somaro Zampacorta e il contadino Cambiasomaro
La Maremma che fu -one od –ette
La Maremma che fu - La transumanza
La Maremma che fu - Buon appetito!
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La Maremma che fu - Eroi di Maremma
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