
dott. Giuseppe Di Prima Chimico farmacista, biologo, specializzato in farmacognosia
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Secondo un gruppo di medici e astrofisici italiani che ha evidenziato una correlazione tra andamento dell’epidemia e quantità di raggi solari in vari Paesi del mondo, i raggi ultravioletti sono in grado di neutralizzare il Coronavirus!
Ricercatori dell’Università Statale di Milano, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell’Istituto nazionale dei tumori stanno conducendo diversi studi sul tema, uno dei quali già disponibile alla comunità scientifica.
Mario Clerici, professore ordinario di Immunologia all’Università di Milano e direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi, ha spiegato che gli studi sono partiti da alcuni esperimenti con la radiazione UvC, quella che non arriva sulla Terra perché bloccata dall’atmosfera e tipicamente prodotta da lampade a basso costo come quelle per disinfettare gli acquari.
Nell’esperimento sono state posizionate sotto le lampade gocce di liquido di diverse dimensioni (droplet) contenenti Sars-CoV-2, per simulare ciò che può essere emesso parlando o con uno starnuto. “Abbiamo valutato una dose bassissima di virus (quella che può esserci in una stanza dove è presente un positivo), una dose cento volte più alta (che si può trovare in un soggetto con forma seria di Covid-19) e una quantità mille volte più alta, impossibile da trovare in un essere umano o in una qualunque situazione reale.
In tutti tre i casi la carica virale è stata inattivata in pochi secondi al 99,9% da una piccola quantità di raggi UvC, ha spiegato Clerici”. - Partendo da questo il team ha proseguito prendendo in esame l’impatto dei raggi ultravioletti di tipo A e B, quelli che arrivano sulla Terra.“Il lavoro degli astrofisici – ha spiegato Clerici – è stato raccogliere dati sulla quantità di raggi solari in 260 Paesi. La corrispondenza con l’andamento dell’epidemia di Sars-CoV-2 è risultata quasi perfetta: minore è la quantità di UvA e UvB, maggiore è il numero di infezioni”.
“Questo – ha osservato – potrebbe spiegarci perché in Italia, ora che è estate, abbiamo pochi casi e con pochi sintomi, mentre alcuni Paesi nell’altro emisfero, come quelli del Sud America, in cui è inverno, stanno affrontando il picco”.
“Un caso a sé stante – ha aggiunto – è rappresentato da Bangladesh, India e Pakistan dove, nonostante il clima caldo, le nuvole dei monsoni bloccano i raggi solari e quindi l’epidemia è in espansione”.
Secondo gli esperti si potrebbe quindi stare in spiaggia senza problemi: “Le goccioline che possono essere emesse da un eventuale soggetto positivo vengono colpite dai raggi solari e la carica virale è disattivata in pochi secondi”. - MA C’E’ UNA NOTA ANCORA MOLTO IMPORTANTE !!
Si potrebbero usare le lampade a raggi Uv per disinfettare i luoghi chiusi. Clerici ha spiegato che “la quantità di raggi emanati dai dispositivi Uv potrebbe disinfettare completamente ambienti chiusi. Con quantità minime di Uv e in tempi brevi potrebbero essere utilizzate nei cinema, negozi, uffici e anche nelle scuole”.






















