dott. Giuseppe Di Prima
Chimico farmacista, biologo, specializzato in farmacognosia

Questa la serie degli studi che saranno pubblicati un giorno dopo l'altro: Cibo - Acqua - Sonno - Fumo - Calcio e osteoporosi - Relazioni d'amore . Pulizia - Ambiente gradevole

Pubblicato:
1 - Giuseppe Di Prima: L'igiene naturale vanta una storia scritta di ben 150 anni
2 - Giuseppe Di Prima: Approccio alimentare
3 - Giuseppe Di Prima: Frutta

4 - CIBO

L'aria e l'acqua sono di gran lunga gli elementi maggiormente vitali in termini di soddisfacimento dei nostri bisogni più immediati, però a lungo andare è il cibo a giocare il ruolo più importante in termini di salute e longevità.  Su questo non esiste assolutamente alcun dubbio. Ogni giorno l'organismo perde centinaia di miliardi di cellule e ogni giorno queste vengono sostituite da cellule nuove. Di che cosa sono fatte queste nuove cellule? 

Del cibo che ingeriamo. E’quindi logico concludere che la qualità del cibo introdotto nell'organismo è il fattore che contribuisce maggiormente alla qualità della salute. Il cibo in effetti rappresenta il settore dove abbiamo maggiormente trascurato i nostri bisogni biologici e questa trascuratezza ora la stiamo pagando con la nostra salute. Eppure quando si parla di cibo accadono cose strane.

Anche se procurarsi il cibo migliore, più fresco, più sano possibile, rappresenta una delle principali ragioni del vivere quotidiano, di frequente il cibo non riceve l'attenzione che si merita. A causa di interessi commerciali, per ragioni di comodità o di apatia o in seguito alla divulgazione di un gran numero di conoscenze sbagliate, fin troppe persone sono state portate a credere che qualsiasi cosa riescono a ingerire va bene.  

Ma non è così. Potete essere convinti ad acquistare un certo prodotto dalla pubblicità così come da false affermazioni o da promesse o da qualsiasi altra cosa, ma gran parte del cibo che vi propinano vale quanto dei mattoni sbriciolati. Molte malattie ben più di quanto possiate immaginare sono dovute al tipo di alimentazione seguito dalla gente. Lasciate che vi dica qual’è la più grande minaccia alla nostra salute esistente sul nostro pianeta:  no non si tratta della proliferazione nucleare.  La principale minaccia alla nostra salute sono i cibi trattati.

Il termine trattato si riferisce alle Industrie Alimentari che utilizzano più o meno questi sistemi:  un alimento genuino creato dalla natura e capace di soddisfare i bisogni dell'organismo, viene sottoposto a trattamenti cioè scaldato, riscaldato, adulterato, polverizzato, ridotto in frammenti e degradato fino a fargli perdere qualsiasi rassomiglianza col prodotto naturale cresciuto per il nostro organismo.

L'aggiunta poi di prodotti chimici consiste in coloranti per intensificare i colori naturali dei cibi, conservanti per evitare le alterazioni in modo che tre settimane dopo l'acquisto, una fetta di pane bianco sia ancora morbida; poi stabilizzatori, agenti antimuffa, prodotti chimici per evitare la fermentazione, prodotti chimici per migliorare la struttura e la consistenza del cibo, addensanti, emulsionanti, aromatizzanti a bizzeffe molti dei quali non sono altro che prodotti sintetici a base di catrame minerale, prodotti chimici per aumentare o diminuire il contenuto di umidità e una moltitudine di sostanze nutrienti prodotte artificialmente per ridare infine al cibo una parte di quanto distrutto.

Una volta che le Industrie Alimentari hanno prodotto questi cibi detestabili avvalendosi dei miracoli della moderna tecnologia, assumono intriganti politici per far passare leggi che consentono loro di definire questi cibi “NATURALI”. Questa affermazione è possibile in quanto non esiste una definizione generalmente accettata di alimento naturale. Ma il processo non è ancora finito: Un aspetto di grandissima importanza è il confezionamento; si spende più denaro per il confezionamento che per il prodotto stesso.

Scatole a quattro colori che diffondono assicurazioni sul valore e sul gusto del prodotto; la scritta TUTTO NATURALE a caratteri cubitali. Infine a una ditta specializzata in marketing e pubblicità viene affidato il compito di convincerci ad acquistare il prodotto; in realtà la pubblicità non vende il cibo; vende “riempitivi”. Gli  spot pubblicitari mostrano gente sana e felice che gusta il prodotto con un allegro sottofondo musicale. Tutto viene pubblicizzato eccetto l'effettivo valore nutritivo dell'alimento.

Questo tipo di sceneggiatura di estremo successo per la promozione di alimenti trattati viene eseguita con la precisione richiesta da un intervento di chirurgia cerebrale. Il nostro denaro ci viene abilmente sottratto dal portafogli e in cambio non solo ci danno qualcosa privo di valore ma anche dannoso.  I giganti alimentari hanno fatto tutto il possibile per tenerci nascoste queste cose;  hanno alterato la nostra coscienza alimentare per farci collaborare attivamente alla nostra stessa distruzione.

Si spendono enormi cifre per l'acquisto di digestivi; è possibile che il cibo introdotto nell'apparato digerente faciliti l'insorgere del problema indigestione? Visto che la funzione principale dell'apparato digerente e quella di trattare il cibo che viene regolarmente introdotto nell'organismo e che la maggior parte dei disturbi digestivi di natura cronica si manifesta dopo l'assunzione del cibo, quanto ci vuole a capire che è il cibo la causa del problema?  

Bene! 

il corpo umano riesce ad adattarsi estremamente bene; possiede la capacità di far fronte a svariati abusi continuando a funzionare senza un’apparente difficoltà. Basta tener presente che l’organismo umano è una macchina perfetta capace di provvedere non solo alla regolare manutenzione ma anche ad eventuali riparazioni.

Naturalmente entro un certo limite; se trattiamo male questa ottima macchina danneggiandola superando i limiti, ecco che le alterazioni fisiologiche scateneranno “le malattie” Questo succede perché il cibo non è stato digerito bene; alcuni additivi sintetici  provocano acidità di stomaco e così si finisce per far ricorso alle varie polveri o pasticche digestive. 

Tutti i disturbi digestivi che ci spingono a prendere un qualsiasi farmaco per alleviare il fastidio sono provocati dal cibo in putrefazione e in fermentazione nello stomaco. Vi sono persone che asseriscono che il cibo non può imputridire nello stomaco; bene qualcuno deve pur sborsare tutti quei miliardi a favore dell'Industria Farmaceutica che produce ritrovati contro l'acidità di stomaco.

Queste persone non accusano mai altri disturbi? 

Mal di testa?

Sonnolenza?

Eruzioni cutanee? 

Mal di schiena?

Raffreddori?

Insonnia?

Anche questi disturbi possono derivare da una cattiva ed inefficace digestione.  Potete facilmente verificare di persona quanto sia efficace l'igiene naturale; non è complicata.  

Quando parliamo di alimenti trattati facciamo riferimento a un cibo senza vita, morto, privo di valore nutritivo. Il nostro corpo è vivo e può essere costruito solo con materiali vivi: Un cibo vivo è un qualsiasi alimento che non sia stato alterato in alcun modo e che conservi dunque le proprietà donatogli dalla natura.  Perché mai gli esperti sono sempre gli ultimi a capire le cose?   

Tra 10 anni forse vi suggeriranno di scegliere meglio gli alimenti. La specie umana è biologicamente portata a mangiare alimenti provenienti dal regno vegetale.  Possiamo anche avere imparato a mangiare carne di alcuni animali ma in termini biologici siamo portati a consumare prodotti del regno vegetale. 

Chi insiste nel dire che siamo destinati ad essere carnivori o si guadagna da vivere vendendo carne oppure è sul libro paga di società che vivono dalla vendita di animali destinati all'alimentazione. La fisiologia dell'organismo umano è quella che è;  nulla la può cambiare, né i bei discorsi, né gli esperti muniti di credenziali.

Tutti gli animali che sono destinati a mangiare carne hanno l'apparato digerente più corto di quello di animali destinati a procurarsi il cibo dal regno vegetale. A questo riguardo non ci sono eccezioni. 

Il nostro apparato digerente è molto più lungo di quello dei carnivori. Anche se sto sollevando un vero e proprio caso contro i prodotti animali non sto cercando di convincervi ad eliminarli completamente dalla vostra alimentazione; meno carne mangiamo, meglio è. 

Cerchiamo piuttosto di capire che rappresentano un sicuro pericolo per la nostra salute contro il quale è necessario prendere delle precauzioni. Io non sono vegetariano; mangio di tutto, anche latticini e carne. Ma non ogni giorno! Avete mai sentito parlare di dosi elevate di colesterolo nel sangue, di artrite e di osteoporosi?

Sicuramente. 

Pensate allora che se non fosse per i prodotti animali non avreste mai sentito parlare di queste tre problemi né sicuramente li avresti mai avuti; il solo motivo per cui esistono è il consumo di prodotti animali.

L'intera comunità accademica e persino l'Organizzazione Mondiale della Sanità invitano a diminuire il consumo di grassi e colesterolo ed aumentare il consumo di fibre.  Il fatto è noto a tutti: i prodotti animali hanno un contenuto elevato di grassi,  un contenuto elevatissimo di colesterolo e sono poverissimi di fibre.  Non si tratta di speculazione è un dato di fatto. 

I prodotti animali sono l'esatto contrario di quel che dovremmo mangiare. Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che mentre le proteine animali aumentano il livello di colesterolo nel sangue, quelle vegetali ne provocano la diminuzione; per diminuire il tasso di colesterolo nel sangue bisogna dunque diminuire il consumo di prodotti animali e aumentare quello di prodotti vegetali. E’ puro buon senso. 

E i calcoli biliari? sono causati principalmente dallo stesso inutile prodotto grasso: il colesterolo.  Nelle società in cui si mantiene basso il livello del colesterolo sono molto rare anche le malattie cardiache. Il colesterolo e il grasso saturo dei prodotti animali contribuiscono anche all'insorgere della arteriosclerosi. 

L'acido urico è uno dei veleni più potenti ed è contenuto in quantità elevate nei cibi ad alto tenore proteico;  il tasso di acido urico diminuisce adottando una dieta ipoproteica. L'acido urico provoca la gotta e anche i calcoli renali di calcio che sono il tipo di calcolo renale più frequente; sono causati da una dieta troppo ricca di proteine. Anche in questo caso la prevenzione si basa sulla diminuzione del consumo di prodotti animali. 

Per il corpo umano le proteine sono il cibo più difficile da digerire. A causa del superlavoro necessario per elaborare una quantità eccessiva di proteine il fegato e i reni si affaticano;  è stato dimostrato che i problemi renali o epatici si alleviano notevolmente con una dieta ipoproteica.

Quando parliamo di carne di vitello dobbiamo conoscere le torture e gli abusi cui questi animali vengono sottoposti: Per produrre lo squisito alimento che arriva sulla nostra tavola gli animali scelti per “l'industria di vitello” vivono al massimo 4 mesi e durante questo periodo sono sottoposti ad un trattamento infernale che permette poi di fornire al mercato la tenera e bianca carne di vitello. 

Appena nato il vitello viene chiuso in box individuale all'interno dell'edificio dell'allevamento;  i vitellini di appena un giorno non rivedranno mai la madre. Oltre ad essere costretti in uno spazio poco più grande del loro corpo gli animali vengono spesso legati al collo perché non si muovono troppo; in questo modo i muscoli non si sviluppano e la carne rimane più tenera.  
Per tutto il periodo della reclusione i vitelli vengono nutriti con un sostituto del latte cioè un miscuglio di latte scremato in polvere, siero di latte in polvere, amido, grassi, zuccheri, sostanze antimuffa, vitamine e antibiotici; non hanno mai assaggiato il latte della madre e questi sostituti del latte sono estremamente ricchi di grassi per far sì che l'animale immobilizzato aumenti rapidamente di peso.

Il grasso in eccesso arriva poi direttamente nelle nostre arterie.  Dall'alimentazione del vitello viene totalmente eliminato il ferro e la sua carne rimane dunque totalmente anemica e per questo è bianca.  Un tale abuso si protrae per circa 15 settimane al termine delle quali i vitelli pesano circa 150 kg e sono pronti per il macello. Ai produttori farebbe comodo tenerli più a lungo per farli ingrassare ancora un poco ma a questo punto gli animali hanno un’anemia così grave e una salute così precaria che se il trattamento dovesse proseguire andrebbero incontro alla morte sicura. 

Così appena prima che muoiono vengono rapidamente prelevati macellati e portati sulla nostra tavola dopo essere stati appetitosamente cucinati e rosolati a fuoco lento, cotti alla griglia o impanati. Lo stomaco dei carnivori produce una quantità di acido cloridrico 10 volte superiore a quello prodotto dal nostro; una tale concentrazione di acido è in grado di demolire rapidamente la carne.  I carnivori sono inoltre capaci di eliminare enormi quantità di colesterolo e possiedono un particolare enzima (uricasi) atto a demolire l'acido urico.

Il nostro fegato invece è in grado di elaborare solo piccole quantità di colesterolo e non possiede quell’enzima;  gli animali carnivori hanno un apparato digerente corto che permette loro di eliminare rapidamente le carne in decomposizione: Tutti gli animali erbivori sono invece dotati di intestini lunghi atti a trattenere cibi vegetali per il tempo sufficiente a digerire ed estrarre le sostanze nutritive.  Da qualunque parte affrontiamo il problema, non siamo proprio dei carnivori. 

La ragione per cui vi sentite stanchi dopo aver mangiato è da ricercare nel fatto che la digestione dei cibi richiede un enorme quantitativo di energia. In realtà la digestione richiede più energia di qualsiasi altra cosa facciate; vi ricordate che da bambini vi dicevano di non fare il bagno subito dopo pranzo perché altrimenti avreste accusato dei crampi?

In questo modo infatti l'energia non è suddivisa tra la digestione e l'attività fisica ma concentrata nella digestione. Lo stomaco è conformato in modo che il cibo rimanga circa tre ore per la digestione prima di passare nell'intestino tenue e la corretta scelta dell’alimento fresco fa sì che il cibo consumato non rimanga nello stomaco più del necessario. 

Perpetuare l'assurda opinione che l’uomo non possa soddisfare il suo fabbisogno di proteine senza ricorrere ai prodotti animali è puro mercantilismo e significa travisare i fatti. Si rimane allibiti nel vedere come qualcuno cerchi costantemente di fare le cose al contrario di come la natura le ha predisposte. Ma perché allora non procurarci gli aminoacidi cioè le proteine dalla fonte che il nostro apparato digerente è predisposto ad utilizzare (frutta e verdura)?

Tutti gli amminoacidi necessari a costituire le proteine umane si trovano nella frutta e nella verdura:  Ovviamente intravediamo ancora un paio di dietologi nostalgici che sbuffano a queste affermazioni.  Provate ad affrontare un gorilla; non mangia nient'altro che frutta e foglie di bambù ma se vuole vi rovescia l'automobile. 

Da dove prende le proteine?

Provate solo per una settimana ad utilizzare una alimentazione vegetale per poi ritornare all’alimentazione solita. Non vi chiediamo altro che di trarre delle oneste conclusioni da una semplice settimana di prova che non comporta nessunissima difficoltà. 

Ricordatevi: SCIENZA E’ CIO’ CHE FUNZIONA!                                           

 

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