

dott. Giuseppe Di Prima Chimico farmacista, biologo, specializzato in farmacognosia
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Puntura di zecca, come limitare i rischi e come comportarsi. - Se si viene punti bisogna estrarre il parassita entro 24 ore.
Fa caldo, sempre più caldo; ecco che si creano le condizioni per il proliferare delle zecche.
Questi animali sono veri e propri “nemici” delle gite in campagna e nei boschi, anche perché spesso non ci si accorge del contatto pericoloso. Ecco, in sintesi, come comportarsi.
La puntura di zecca, di questo si tratta e non di un vero e proprio “morso”, può essere del tutto impercettibile.
L’attacco è indolore perché l’animale ha messo a punto un sistema estremamente efficiente per muoversi a dovere: prima, grazie a una sorta di “forbici” in miniatura, riesce a tagliare la pelle.
Poi fa una sorta di “puntura” attraverso una specie di proboscide chiamata ipostoma.
Capita di non accorgersi di quanto avviene perché nel momento dell’attacco le zecche riescono a immettere nell’area colpita una serie di composti che hanno una funzione quasi anestetica e contengono anche principi che limitano l’infiammazione. L’animaletto si attacca con un vero e proprio rostro alla pelle.
Una volta giunto a contatto con un vaso sanguigno molto piccolo, entro cui scorre il liquido vitale, si “appendono” attraverso rostri uncinati per poi staccarsi non appena finito il pasto.
Attenzione però: non tutte le zecche sono uguali.
Quelle “dure”, che hanno una specie di scudo di protezione sul dorso e le “molli”: queste sono più fragili, ma possono “rubare” molto più sangue perché si gonfiano a dismisura.
ATTENZIONE ! Questa evenienza non riguarda solo il vostro quattrozampe!
È molto raro ma l’animale può anche attaccare e inoculare un virus nell’organismo umano; in questo caso il procedimento di estrazione della zecca è identico ma se dopo qualche giorno dovessero manifestarsi malesseri, rivolgersi tranquillamente ad un medico per la terapia mirata.
Prima regola, eliminare il nemico
Se si viene attaccati dalla zecca, (sull’animale o sull’uomo, fa lo stesso) la prima raccomandazione è di estrarre il parassita entro ventiquattr’ore, facendo attenzione a prelevare interamente il corpo e il rostro della zecca.
MEGLIO CON CALMA dopo, e NON SUBITO (con le mani) in modo errato.
Prima di tutto occorre prendere con pinzette a punte sottili la testa del parassita. Le pinze vanno posizionate il più vicino possibile alla pelle.
Se necessario, l’operazione va effettuata servendosi di lenti d’ingrandimento.
Quando si è “presa” la testa della zecca, occorre tirare lentamente ma con forza costante fino alla completa estrazione del parassita curando poi di disinfettare con cura l’area in cui è avvenuto il morso: se rimane una piccola parte dell’animale all’interno della pelle occorre chiedere al medico di effettuare la manovra.
È importante comunque ricordarsi di contattare il medico se dopo l’eliminazione completa della zecca permangono arrossamenti, dolore e febbre o se questi sintomi compaiono a distanza di tempo dall’incontro ravvicinato.
Non serve invece tentare di asportare con forza la zecca.
Si rischia solo che la testa rimanga incastrata nella pelle e procurarsi una infezione. Ricordate invece di lavorare sempre con le pinzette.






















