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Viterbo STORIA
Mauro Galeotti

Le carote furono prodotte anche da Camillo Tosoni, questo è un suo eccezionale suo vasetto, aveva il negozio al Corso Vittorio Emanuele n° 11/h, oggi Corso Italia, Tosoni nel 1925 vinse a Livorno un premio per tale prodotto. (Collezione Mauro Galeotti)

Mi piace ricordare, lo afferma Italo Arieti noto cultore della gastronomia locale, che le suore di santa Rosa coltivavano e curavano la preparazione delle famose Carote di Viterbo condite in un particolare bagno aromatico e che, come scrive Giuseppe Signorelli, in dialetto viterbese erano dette fanfaluche o pastinache. 

Viterbo STORIA
Mauro Galeotti

Caro Mauro,
oggi è la festa di santa Rosa.
Auguri ai viterbesi, anche se la data è stata cambiata con la riforma del Calendario e molti viterbesi non lo sanno!
Dario Mencagli

Santa Rosa nella Chiesa di san Francesco a Cordoba (g.c. Alessandro Finzi)

Santa Rosa nacque a Viterbo, secondo alcuni studiosi, il 15 Maggio 1233 da Giovanni e Caterina, agricoltori, e morì, secondo la tradizione, il 6 Marzo 1251.

Viterbo CRONACA STORICA da "PIZZERIA IL MONASTERO VITERBO"
Nicolò Maria Torelli 

 

Santino Madonna delle Quercia sec. XIX

Non essendo più le grazie conferite dalla gran Madre di Dio in questa sagra Imagine a prò de’ suoi divoti per la vita, e beni temporali per la vita, e beni temporali del corpo, di quello siano, come si accenò, li favori compartiti per il profitto spirituale dell’anima, in particolare per conservare la castità, ed il giglio della verginità;

Viterbo STORIA
a cura di Mauro Galeotti

Dal 22 marzo 1796 al 17 agosto 1864 Mastro Titta, al secolo Giovanni Battista Bugatti, giustiziere al servizio di Sua Santità, annotò sul suo taccuino 516 nomi di giustiziati, dal quale, nel 1891, l'editore Perino prese lo spunto per pubblicare, a dispense, le memorie del carnefice in chiave romanzata dal titolo “Mastro Titta, il boia di Roma: Memorie di un carnefice scritte da lui stesso”.

Viterbo CRONACA STORICA da "PIZZERIA IL MONASTERO VITERBO"
Nicolò Maria Torelli 

 

I miracoli della Madonna della Quercia (Antonio Palma 1690)

L’anno 1640 abitava nell’Ospizio, o Osteria grande eretta vicino a questa Chiesa [di santa Maria della Quercia] per commodo de Pellegrini, e forestieri, che vengono a visitare la Santissima Vergine, Bartolomeo di Sabbatino da Pistoja, e caduto infermo con febre continua, questa non cedendo alli medicamenti, l’aveva talmente consumato per un mese, che pareva non avesse altro che pelle, ed ossa.

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