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Viterbo STORIA
Elisa Angelone del CEDIDO

Titolo: Mater Dolorosa Ord. Serv. Fundatrix et Patrona
Scultore: Marcellino Oddi
Luogo: Roma
Anno: 1736
Materiale: Rame
Misure: mm. 228x168
Provenienza: Convento S. Maria della Verità, Viterbo

Il culto della mater dolorosa

I Servi di Maria sono particolarmente legati al culto della Vergine, in particolare alla Annunciazione e ai Sette Dolori. Per secoli, la devozione dei dolori di Maria è stata molto sentita anche dai fedeli che non appartenevano all’Ordine.

I dolori, tranne alcune varianti, riguardano la Passione di Gesù ma, nella forma più comune, includono anche l’infanzia di Gesù8:

1 – Profezia di Simeone (Lc 2, 34-35)

2 – Fuga in Egitto (Mt 2, 13-14)

3 – Smarrimento di Gesù (Lc 2, 41-50)

4 – Salita al Calvario (Lc 23, 26-32)

5 – Crocifissione (Mc 15, 21-32)

6 – Deposizione dalla croce (Gv 19, 38-40)

7 – Sepoltura (Lc 23, 53-55)9


L’Iconografia

Un tempo si amava raffigurare l’Addolorata riversa tra le braccia delle donne, sotto la croce.

Successivamente, nello spirito della narrazione evangelica del testimone oculare Giovanni, si è preferito rappresentare la Madre Dolorosa irrigidita nel suo dolore10.

La devozione alla Madonna Addolorata

La devozione all’Addolorata, particolarmente sentita dai padri dell’Ordine, trova manifestazione in eventi che spesso si collocano in periodi vicini alle date importanti per la storia dei Servi, quali le canonizzazioni dei santi che hanno avuto particolare valore per l’Ordine.

“Nel mese di giugno del anno 1727 nel dì 22 correndo la 3ª Dom(enic)a post Pentecoste, mentre tutti li PP. erano nel refettorio a pranzo, si fece un brutto temporale, e mentre havevano fatto il rendimento di Grazie li PP., e stavano in ginocchio dicendo l’Angelus domini scoppiò un fulmine, che cadde nel finestrone del nostro dormitorio, e di li passò per la muraglia del med(esim)o refettorio unito al detto finestrone, che guarda la montagna, e sopra del luogo dove suole abitare il P. Priore fece un gran squarcio con gettare molti calcinacci.

Un pezzo di mattone colse il P. Priore in una mano, con molti calcinacci, che li restorno addosso, ma egli non nebbe niente perché il fulmine gli girò dietro le spalle, gli altri padri, che erano alle parte laterali viddero qualche cosa, ma non tutto, finalmente il fulmine fece un scoppio si terribile che parve precipitasse tutto il refettorio e tuttavia solo il P. Vinc.o Mani ebbe grande spavento che fu necessario farli cavar sangue, ma gli altri ne restarono tutti illesi, e difesi dalla SS.ma Vergine Addolorata, la di cui immagine sta dipinta nel med(esim)o refettorio, per il che, cioè per la grazia ricevuta tutti i padri si portarno alla chiesa a rendere le dovute grazie alla Maestà dell’Altissimo e alla sua SS.ma Madre nostra Padrona e liberatrice …”.
(Decreti 1796, cc 43-44)

8 L. Bartoli, Lessico di simbologia mariana, Padova, 1988, p. 68.

9 Ivi.

10 Ivi

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