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LA MAREMMA CHE FU
(narrazione poesia contrasto poetico)

Alla fine dell'articolo 
sono elencati i titoli
degli articoli precedenti 
con link per essere letti 

 

La mia vecchia Maremma ebbe contrasti
e pure nelle ottave ben s’intenda;
ve li propongo, sperando che basti
e lo sviluppo non li disattenda.

Una cosa buffa

Quando la notizia o la comunicazione non erano ancora affidate alla televisione o ad altri simili mezzi di massa, quando il giornale era per pochi, per ragioni economiche

e d’istruzione), un giorno giunse in una paese della nostra Maremma un cinematografaro ambulante e affidò al banditore ufficiale, al solito fornito di trombetta, l’annuncio della proiezione nella piazza grande di un film.

Uil banditore, orgoglioso, si fece consegnare il foglietto con scritto il testo del bando,

(prudentemente nascose di essere analfabeta) che oralmente si fece precisare dal committente. Iniziò il giro delle vie e delle piazze ma già, alla prima sortita, dopo il rituale tu-.-tu-tu della trombetta d’ottone, si trovò in estrema difficoltà nel dare l’annuncio. Si era, infatti, dimenticato della benedetta e complicata parola rispondente a cinematografo, ma, come si sa, la necessità aguzza l’ingegno e così se la cavò: Si avvisa tutta la popolazione che stasera nella piazza grande ci sono le fotografie, che si muovono sul telone. Poi si corresse, pensando di essere più preciso:

Mi correggo: c’è quella cosa buffa che si muove sul telone. Per vederla portatevi le sedie.

Venuta la sera, le case si vuotarono e tutta la gente si recò in piazza per vedere la pellicola, Il cinematografaro aveva programmato Catene, film strappalacrime, datato 1949, di Raffaello Matarazzo. Esaurito il consueto quarto d’ora della Settimana Incom, un notiziario che anticipava la proiezione del film, quando ormai le notizie erano ormai decotte, incomincia lo spettacolo. Dopo circa mezzora, la piazza diventò il coro di un pianto collettivo e i fazzoletti non riuscivano più ad assorbire le lacrime.

Ebbene quella sera, una vecchietta di nome Luigia, ma soprannominata la Spettinata, per i capelli ribelli al pettine e al forcine, aveva posto la sua sedia proprio sotto lo schermo per meglio vedere. La poveretta, per quanto analfabeta, sapeva che le cose da vicino si vedono meglio e aveva seguito questa naturale tendenza.

Appena comparvero le immagini in movimento, con armi e bagagli si spostò nell’ultima fila della piazza, ove si vedeva male per l’eccessiva lontananza. Brontolò con i capelli ancor più spettinati del solito, come preda di una malcelata rabbiosa delusione: ‘Sta cosa è proprio buffa, che più stai vicino e peggio si vede, mentre se stati lontano non si vede quasi niente. Inoltre le cose buffe fanno ridere e qui è tutto un pianto!

E’ meglio andare a dormire, ché domani dovrò alzarmi presto per la prima messa.

Pure questo poteva accadere nella Maremma che fu.

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La Maremma che fu, gli articoli precedenti

La Maremma che fu - La nostra scuola
La Maremma che fu - In chiesa

La Maremma che fu - Menu villano

La Maremma che fu - I nostri giochi

La Maremma che fu - Un venerdì di passione

La Maremma che fu - Il ciocco

La Maremma che fu - Una cristiana abitudine (o dell’Anima)

La Maremma che fu - Il rito
La Maremma che fu - Una vendemmia bisestile
La Maremma che fu - Due ambulanti
La Maremma che fu - Il calendario contadino
La Maremma che fu - Un equivoco canzonettistico
La Maremma che fu - L’origine
La Maremma che fu - Il pecoraroLa Maremma che fu - La Trinità
La Maremma che fu - La villania

La Maremma che fu - Due poeti
La Maremma che fu - L’iniziazione
La Maremma che fu - Fotografia
La Maremma che fu - Bracciantato
La Maremma che fu - Una porchetta infelice
La Maremma che fu - Il confine
La Maremma che fu - Questua*
La Maremma che fu - Lupo di macchia
La Maremma che fu - La lupa
La Maremma che fu - La fiera
La Maremma che fu - Al lavatoio II
La Maremma che fu - Serenata maremmana
La Maremma che fu - Dal barbiere
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Don Giustino
La Maremma che fu - Zazzerone
La Maremma che fu - Zooerastia
La Maremma che fu - Canto del soldato contadino
La Maremma che fu - In vino veritas?
La Maremma che fu - Verso Natale
La Maremma che fu - Il vecchio contadinoLa Maremma che fu - Nel pollaio
La Maremma che fu - Due pulcini devoti a Bacco
La Maremma che fu - Canto dello zappatore
La Maremma che fu - Ricordo di un maremmano calzolaio e ballerino di tango
La Maremma che fu - La festa nel podere
La Maremma che fu - Due quadrupedi
La Maremma che fu - Un maremmano calzolaio e attore
La Maremma che fu - Canto del buttero
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Fidanzamento contadino - Il dovere coniugale
La Maremma che fu - La vecchia bracciante
La Maremma che fu - La ferratura
La Maremma che fu - Il raccolto
La Maremma che fu - Era il tempo del brigante Tiburzi*
La Maremma che fu - Canto del vecchio pecoraio
La Maremma che fu - Il somaro Zampacorta e il contadino Cambiasomaro
La Maremma che fu  -one od –ette
La Maremma che fu - La transumanza
La Maremma che fu - Buon appetito!
La Maremma che fu - In vino veritas
La Maremma che fu - Eroi di Maremma
La Maremma che fu - Terra amata
La Maremma che fu - Coito interrotto
La Maremma che fu - L'antica madre

 

 

 

 

 

 

 

Pietro Angelone

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