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Viterbo CRONACA
Andrea Stefano Marini Balestra

Fantozzi (Paolo Villaggio)

            Il compianto Paolo Villaggio nelle sceneggiature dei suoi capolavori cinematografici non ha mai narrato di vicende inerenti la politica, ha solo descritto le peripezie di un povero piccolo borghese sfigato, perché ai suoi tempi i politici erano sì imbroglioni, però capaci.

            Quanto sta avvenendo durante l’amministrazione comunale viterbese nella sindacatura Michelini avrebbe certo dato del materiale per sceneggiare di quanto più ridicolo ed assurdo si possa verificare nella gestione di un’istituzione pubblica.

            Le fantozzesche imprese della Giunta Michelini a Viterbo saranno ricordate negli anni venturi alla pari di quelle del rag. Fantozzi, del rag. Filini e loro famiglie (la sig.ra Pina, la sig.na Silvani, etc).

            Appunto, siamo al paradosso di ogni cosa quando un’Amministrazione comunale del tutto disattenta alle vere esigenze culturali e di valorizzazione del centro storico viterbese, dia mano libera ad una fondazione di crearsi spazi, non solo estivi, anche invernali, nelle vie più pregiate del Quartiere S. Pellegrino per kermesse varie, spazi commerciali per bancarelle di cianfrusaglie e pretesi incontri culturali con personaggi di secondo piano ed addirittura un teatro per dar luogo ad eventi di sub-cultura e poi si accorga che i promotori non hanno chiesto ed ottenuto i necessari permessi.

            La “sceriffata” comunale sabato scorso allorché manu militari si è chiuso il Teatro S. Leonardo, pur nella sua correttezza formale, appare certamente un’ennesima fantozzata amministrativa.

            Qualunque amministrazione pubblica, prima di concedere location per eventi pubblici, non può prescindere dall’accertamento della esistenza di iter burocratici, che, se anche “fastidiosi”, sono per legge, quindi inderogabili.

Derogabili, almeno, dovrebbero essere i tempi di risposta da parte degli uffici: giorni non anni!

            In città, c’è chi grida al complotto del Comune nei confronti di Filippo Rossi che ha abbandonato l’appoggio alla Giunta e strizza l’occhio al centro-destra, e si stracci le vesti perché un evento culturale ed uno spazio del centro storico sia stato interdetto (al pari della circolazione stradale nella stessa zona) e così si faccia danno all’immagine della città, ma solo pochi si sono resi ad oggi conto che la insospettata, ma indispensabile, chiusura del Teatro S. Leonardo (ex Auditorium Giovanni XXI) è stata la conseguenza di un’inesistente serietà proprio del Comune, che ha consentito prima l’esistenza dell’evento in quella sala, poi, a cose fatte, si è resa conto che i suoi uffici amministrativi non avevano controllato la regolarità di alcuni indispensabili permessi di agibilità.

            Ben giustamente è venuta la tardiva ordinanza di chiusura del Sindaco, però lo stesso ed i suoi “magnifici” (rectius ignoranti) assessori non avendo nulla controllato, prima hanno dimostrato di essere perfetti Fantozzi (non l’ex prof. Ministro) proprio come il pecione rappresentato da Paolo Villaggio.

            Credo a questo punto che i cittadini viterbesi, che a suo tempo si espressero con il voto, abbiano capito di aver preferito, invece che amministratori capaci, degli emuli personaggi dei migliori films satirici di Paolo Villaggio.

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