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Viterbo PROVOCAZIONE Trovo qualche lavoretto, e 20-30 euro, tre o quattro volte a settimana, li guadagno

Traduzione virtuale (cioè composizione di fantasia, ma non troppo) di Agostino G. Pasquali

Un sassolino nello stagno

 

    Inizio oggi un serie di scritti che si alterneranno ai racconti. Getterò ti tanto in tanto un sassolino nello stagno della pigrizia mentale, intendo della mia pigrizia mentale, cercando di vedere oltre gli stereotipi che i ‘media’ ci somministrano per addormentarci o per farci arrabbiare, ognuno secondo il suo orientamento e interesse.

   Probabilmente quello che penso e scrivo sarà effimero proprio come l’effetto delle onde provocate da un sassolino gettato in uno stagno, forse non sarà condivisibile o sarà sbagliato. I lettori, che mi degnano della loro attenzione, potranno giudicare ed esprimere eventualmente la loro opinione utilizzando il ‘commento’ che il direttore Galeotti ha messo a disposizione di recente.

     Ecco il primo sassolino: una lettera ipotetica di un profugo clandestino.

 

Lettera dall’Italia con stupore

     Cara moglie e cari figli,

questa mail, che l’amico *** mi fa scrivere con il suo computer, è per dirvi che sto discretamente. Non ho ancora il permesso di soggiorno, non ho un lavoro regolare, ma trovo qualche lavoretto, e 20-30 euro, tre o quattro volte a settimana, li guadagno. Ci sono organizzazioni private che mi aiutano, mi danno da mangiare e i vestiti. Quindi non mi manca niente.

     Nella mail che mi avete mandato per mezzo dell’amico ***, mi avete dato vostre notizie che non sono buone perché lì, nel nostro paese, si continua con la guerra, e mi avete chiesto come si sta qui. Vi rispondo che in generale la gente dice di non stare bene e tutti si lamentano, parlano di crisi, di recessione, di disoccupazione, ma a me non sembra che si stia male. Qui almeno si vive. Mi dite che da voi si sopravvive e solo provvisoriamente. In Italia noi profughi siamo guardati male e disprezzati, però non ci sono bande di soldati criminali che sparano, aerei che bombardano, autobombe e kamikaze che esplodono, mine traditrici interrate dai pazzi professionisti della guerra.

     Quando vado a dormire, la sera, non so cosa farò domani, forse non sarò più libero, forse la polizia mi arresterà e mi chiuderà in un campo di profughi, ma so che sarò vivo. E non è poco, se penso a come state voi.

     Gli Italiani mi stupiscono ogni giorno di più, più li conosco meno li capisco perché sono gente strana, molto strana.

     Stanno bene, vestono bene, hanno belle case e belle automobili, ma, come ho detto sopra, si lamentano, tutti e sempre. Hanno una spiccata inclinazione alla rivalità, al settarismo, scansano accuratamente i sacrifici e non si curano della giustizia sociale.

     Un’altra loro caratteristica è la litigiosità, ma è una litigiosità inconcludente, fatta come un gioco, e infatti il loro divertimento preferito è litigare in Tv o veder litigare in TV. Litigano per tutto, per lo sport, per la religione, ma soprattutto per la politica.

     Hanno la fortuna di vivere in una democrazia, ma non la sanno usare; infatti votano non per scegliere gli amministratori migliori, ma per impedire all’avversario di vincere e, se vince, fanno di tutto per impedirgli di governare; e se faticosamente, dopo parecchi anni di contrasti e litigi, chi governa fa una riforma, molti, anche parecchi di quelli che l’hanno approvata, cercano subito di annullarla con un referendum.

     Alcuni sono poveri, cioè si dicono poveri, ma un povero di qui sarebbe un signore lì da voi. Molti sono benestanti e questi sono la maggior parte. Parecchi sono ricchi. Pochi, ma non tanto pochi, sono ricchissimi. Il buffo è che i ricchi fingono di essere poveri. C’è un signore, a cui faccio dei lavoretti, che mi dice che certa gente ricca (professionisti, e commercianti con negozi di lusso, e proprietari di terre e di case) dichiarano ‘reddito zero’, che sarebbe come dire poverissimi lì da voi. Solo che nel nostro disgraziato paese i poveri vanno a piedi, tutt’al più in bicicletta, qui questi ‘reddito zero’ vanno in SUV.

     E poi le donne ricche vanno in giro con i pantaloni strappati, scoloriti e macchiati, così brutti che non li metterei nemmeno io. Io non ci credevo che sono ricche, ma me l’ha detto l’amico ***. Poi ho visto una signora vestita da schifo che saliva in una macchina bellissima: lei aveva i pantaloni strappati alle ginocchia e un camicione deformato e sbilenco che le lasciava una spalla nuda e una coperta. E l’amico mi ha spiegato che le italiane fanno così: più sono ricche, peggio vestono.

     Tutti gettano via cibo buonissimo. A volte faccio lo sguattero in un ristorante e vedo i camerieri che portano indietro piatti ancora mezzi pieni e mi dicono di buttare tutto nell’immondizia. Quando faccio quel lavoro sono felice perché prima di buttare la roba ne mangio quanta voglio e un po’ me la porto via per i giorni successivi.

     Pensate che il cibo secco, e così pure quello in scatola o in bottiglia, ha sempre una data di scadenza e dopo quella data lo buttano anche se è ancora buono. Con i surgelati è lo stesso. Lo sanno tutti che i surgelati non vanno mai a male, ma loro li scartano dopo poco tempo. E’ un uso incomprensibile.

     Nelle case e nei giardini ci sono cani e gatti e la gente li tratta come esseri umani, li fa dormire in casa e anche a letto, pure dentro il letto; compra per loro alimenti speciali e medicine, gli mette vestitini griffati e collari con gioielli. Ho letto che, tra cani e gatti, gli italiani hanno in casa venti milioni di animali e spendono mediamente per un solo animale tanto denaro che basterebbe a noi per una persona. Quindi l’Italia potrebbe accogliere venti milioni di profughi come me, invece di altrettanti stupidi animali.

     Però dicono che l’animale gli fa compagnia, gli fa da medicina per lo spirito e gli dà amore. Non è vero: l’animale da compagnia è un parassita egoista naturale, cioè senza cattiveria, che sfrutta gli uomini e loro non se ne rendono conto.

     Chi ha un animale dice che è buono e bene ammaestrato, ma a me sembra il contrario: è l’animale che ha addestrato il suo uomo. Infatti si vede in giro gente che porta a spasso un cane ed è il cane che decide se camminare o fermarsi, se fare e dove fare il bisognino... e il suo uomo è così ben ammaestrato che lo raccoglie diligentemente e se lo porta via. Se l’animale sporca in casa e la riempie di peli, puliscono senza protestare, ma se è un bambino che sporca allora sono rimproveri e punizioni. Se la moglie dice al marito: “Portami a spasso”, lui risponde: “Non posso, ho da fare”, però se il cane raspa la porta chiedendo di uscire, subito lo accontenta e lo porta fuori.

     Io, a chi mi tratta bene, do riconoscenza e affetto e sono servizievole, ma la gente sfrutta il mio servizio però rifiuta il mio affetto, ma se un cane gli lecca la mano, quella gente si commuove e lo abbraccia. Non capisce che gli lecca la mano solo perché quella mano ha toccato un dolce, una cioccolata, della carne… e perciò ha un buon odore e sapore.

     Gli italiani tendono a ingrassare perché mangiano troppo e male e non faticano con i muscoli, e allora si disperano e cercano di dimagrire. Dovrebbero mangiare di meno e lavorare di più. Invece no! Preferiscono comprare in farmacia strane medicine e cibi carissimi che gli fanno soffrire la fame, poi vanno a correre in campagna o sul tapis roulant in palestra. C’è niente di così stupido come correre su un tappeto che si muove al contrario? Così che uno corre ma non si sposta? A volte faccio pulizia in una palestra e li vedo che sudano, hanno gli occhi vitrei, gli manca il fiato, talvolta si sentono male. Ma poi sono contenti, cioè così dicono loro. Però a casa usano sempre l’ascensore e, se l’ascensore è guasto, strillano e protestano come se avessero subito un torto; al supermercato usano sempre la scala mobile o il tapis roulant per non camminare venti metri in salita, anzi vanno in tapis roulant pure in discesa.

     Un’altra cosa che mi stupisce è il rapporto degli italiani con i vizi: dicono che le sigarette fanno male, ma le fumano tranquillamente; condannano l’uso delle droghe, ma di nascosto le prendono; bevono vino e liquori, ma sanno che l’alcol è una droga. Anzi per il vino hanno una vera e propria adorazione, fanno feste del vino, sagre del vino, mostre-mercato del vino, e dicono che il vino italiano è un orgoglio nazionale perché è il migliore del mondo. Me lo hanno fatto assaggiare, mi ci hanno quasi costretto nonostante che io abbia detto che è contrario alla nostra cultura e alla nostra religione, e ho sentito un sapore acido e sgradevole, e poi mi sono sentito male, la testa mi girava come quella volta che stupidamente ho fumato hashish.

     E poi sono ipocriti, davanti ti sorridono e ti danno pure una monetina, ma tra loro dicono di noi che siamo ‘brutti e sporchi mussulmani, ladri di lavoro, tutti terroristi o amici di terroristi’.

     Per oggi basta così.

     Continuerò a mandarvi denaro. Ci pensa l’amico ***, che è regolarizzato e può usare l’agenzia di money transfer. Appena il denaro vi basta compratevi l’imbarco e venite.

     C’è pericolo di morire in mare, questo è purtroppo vero, ma è meno pericoloso che vivere lì da voi. Infatti la televisione italiana dice spesso che trenta, quaranta… cento profughi sono affogati e gli italiani scuotono la testa e dicono che sono tragedie, che il governo deve intervenire per impedire le partenze, se necessario deve usare la forza. Poi la televisione dice che la guerra uccide mille, duemila, diecimila persone, e agli italiani non gliene importa niente, poi ancora la televisione racconta di autobomba e kamikaze che uccidono la nostra gente, e loro non ci fanno nemmeno caso.

Perciò pagate il viaggio, rischiate e venite, tanto le probabilità di morire restando lì sono molto maggiori di quelle di morire affogati.

     Con la speranza che Allah ci aiuti a vivere di nuovo tutti insieme, vi abbraccio …

Traduzione virtuale (cioè composizione di fantasia, ma non troppo) di Agostino G. Pasquali

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