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Viterbo STORIA Articolo tratto da www.aliantetuscia.com. Cliccami e leggi altre storie
di Alessandro Gatti

 

Tuscania, Santa Maria Maggiore

Giuseppe Giontella, dall’analisi del registro di Depositeria e delle Reformationes integranti i dati degli introiti e delle uscite del Comune di Tuscania, ricostruisce le abitudini sociali e le condizioni economiche della quotidianità bassomedievale.

Durante tutto l’Alto Medioevo Tuscania aveva rappresentato una delle più estese diocesi a Nord di Roma, situata nel cuore del Patrimonium S. Petri  in Tuscia.

Viterbo STORIA Combattere per la liberazione d'Italia, per vendicare i martiri gloriosi, per tenere alto il nome della nostra Nazione
di Emanuela Dei

 

Cittadini! Il Governo Nazionale ha chiamato alle armi le classi dal 1914 al 1924: queste classi dovranno costituire un forte esercito, che si affiancherà alle valorose truppe alleate per la liberazione dei fratelli Italiani del Nord, ancora sotto il giogo Nazi-fascista.

Tutti i popoli del mondo sono impegnati con ogni loro forza contro la belva hitleriana, sempre più incalzata e stretta da ogni parte, resa più feroce dai colpi mortali che ogni giorno le vengono inflitti.

Montefiascone STORIA Il Conte di Montefiasco
di Quinto Ficari

 

In questo momento particolare, qualche curiosità dalla Parigi di fine 800...

Nel 1847, in seguito al grande successo del “Conte di Montecristo”, (pubblicato nel 1844), due autori francesi, M. Deforges e M.Clairville , misero in scena una rappresentazione teatrale, una parodia, del romanzo di A. Dumas: il Conte di Montecristo diventa il “Conte di Montefiasco”.

Era il 3 aprile del 1847, presso il Theatre de la Porte - Saint Martin.

Viterbo STORIA L’11 Settembre 1715 iniziarono i festeggiamenti per la Madonna Liberatrice
di Mauro Galeotti

 

 

L'altare della Madonna Liberatrice negli anni '20 del 1900
(Archivio Mauro Galeotti)

da Mauro Galeotti: "L'illustrissima Città di Viterbo", Viterbo 2002

Nel transetto destro, la splendida cappella con l’immagine della Madonna Liberatrice.

Un tempo ivi esisteva la Cappella di sant’Anna, di cui ho scritto poc’anzi, edificata per volere di prete Campana, novarese, con suo testamento del 9 Settembre 1296.

La Cappella di sant’Anna fu eretta infatti tra il 1301 ed il 1319 nell’ingresso della chiesa a destra, ma dal 1320 fu detta della Madonna. I resti di un pilastro della cappella distrutta sono addossati alle mura castellane.

L’immagine in affresco, eseguita verso il 1322, scrive Scriattoli, è attribuita a Donato Bonavere di Arezzo, il quale in quell’anno era a Viterbo. 

Montefiascone STORIA Giacomo Stuart da parte sua concesse alla cittadinanza di Montefiascone l'utilizzo del blasone di Sua Maestà britannica
di Quinto Ficari

Immagine tratta da “La composizione sociale della corte bolognese nel periodo degli Stuart” di A. Cont.

Nipote del Re di Polonia, che aveva sconfitto nel 1683 i turchi nella battaglia di Vienna, Maria Clementina Sobiesky era una delle ereditiere più ricche d'Europa.

Venne promessa in sposa al principe Giacomo Francesco Edoardo Stuart, pretendente al trono d'Inghilterra, capo dei giacobiti e figlio del re Giacomo II d'Inghilterra (detronizzato nel 1688 durante la Gloriosa Rivoluzione) e della consorte Maria di Modena.

Montefiascone STORIA La romanza era intitolata EST EST ed era ispirata appunto alla leggenda di questo vescovo tedesco
di Quinto Ficari

 

 

Il poeta tedesco Wilhelm Muller

Henry Wadsworth Longfellow, scrittore americano di fama mondiale, noto oltre che per la sua attività di autore anche per aver curato la traduzione e la divulgazione della Divina Commedia negli Stati Uniti, durante un suo viaggio in direzione Roma, incuriosito dalla notizia della presenza nella chiesa di San Flaviano a Montefiascone di una singolare lastra tombale che rimandava ad un prelato morto per il troppo bere, fece di tutto per visitarla.

Henry Wadsworth Longfellow aveva conosciuto la storiella dalla lettura di una romanza scritta nel 1825 dal poeta tedesco Wilhelm Muller, famoso in Europa per i suoi lavori (Die schöne Müllerin e Winterreise)  musicati da Franz Schubert.

Montefiascone STORIA Lo sforzo de Paciacca” un “Matteotti” montefiasconese
di Giancarlo Breccola (da La Loggetta n° 52)

Paciacca, al secolo Agostino Nardini detto Nino, in divisa di combattente della Prima guerra mondiale

L’articolo di Antonio Mattei (L’aggressione a Felice Falesiedi, nella Loggetta n. 50) e l’inaspettato epilogo fornito da Renzo Falesiedi (Mio nonno fu vendicato, nella Loggetta n. 51), mi ha fatto ricordare un episodio avvenuto a Montefiascone nei primi anni del “ventennio”.

Storia che, pur concludendosi in maniera meno drammatica, presenta singolari analogie con quel doloroso episodio.

Il 5 aprile 1924 si svolsero in Italia le elezioni nazionali, tenute secondo il nuovo sistema maggioritario, che fecero registrare un successo del “listone” promosso dal partito fascista.

Grazie alle aperte intimidazioni ed alla complicità delle autorità locali, i fascisti ottennero, in quell’occasione, il 65% dei voti e 374 seggi.

Montefiascone STORIA La sua azione durante il suo pontificato subì pesantemente l’influenza della sudditanza nei confronti di Carlo d’Angiò
di Quinto Ficari

 

Martino IV, al secolo Simon de Brion, è stato l’ultimo papa eletto a Viterbo.

Fin dalla sua elezione al soglio pontificio, fortemente voluta e concretizzatasi grazie alle pressioni di Carlo d’Angiò, che arrivò a fare arrestare due cardinali a lui contrari nel conclave, (Matteo e Girolamo Orsini), Martino IV fu soggetto all’influenza degli Angioini.

A Roma il popolo e la maggior parte del clero non vedevano di buon occhio un francese come Papa, perciò, nel 1281, Martino IV venne incoronato ad Orvieto, che, con Montefiascone divenne la sua residenza.

Viterbo STORIA Gli eredi, che conservano gelosamente l’archivio e le lastre fotografiche impresse in tanti anni di “scatti”, hanno prodotto un volume “Nel libro, figlio, tu vivrai”
di Giuliano Padrin

Domenico Marcangeli nel 1906
(dal sito http://www.librodiugo.it)

Il nome di Domenico Marcangeli, nato a Bassiano (Latina) il 15 aprile 1868, si lega a Viterbo, non tanto per il lavoro di Ricevitore del Registro delle Imposte che svolse in alcune città d’Italia (terminò la sua carriera a Fiume nel 1929 con la qualifica di Procuratore Capo del Registro), quanto per la passione per la fotografia che lo accompagnò per tutta la vita e che lo vide fedele illustratore della città di Viterbo e delle sue vicende nel periodo della sua permanenza nel capoluogo della Tuscia dove risiedette con la sua famiglia fra il 1910 ed il 1913.

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