Luigi Einaudi e la moglie donna Ida ripresi davanti alla fontana dell'Emiciclo delle Ninfe retrostante la Palazzina del Piacere nel parco di Palazzo Farnese

 

Tuscia in pillole
Vincenzo Ceniti Console Touring

Fa sempre piacere ricordare che Nestore Narduzzi - ordinario di Economia politica all'Ateneo di Perugia (notevoli i suoi studi su Economia del Turismo) e assistente universitario nel 1945/46 di Luigi Einaudi - invitò in quegli anni nella sua casa di Carbognano il futuro presidente della Repubblica insieme alla moglie Ida per una salutare scampagnata.

Il frate Juniparo con il giovane indio convertito (da Getty images)

Prof. Alessandro Finzi

Caro Mauro,
credo di aver già rammentato la storia di fra Ginepro a Vitorchiano che hai raccontato recentemente e anche l'episodio di Viterbo, quando il frate vi venne e, per penitenza, volendo essere umiliato, si tolse le vesti, se le mise in capo e, girando per la città, ben presto cominciarono a deriderlo e a tirargli di tutto, compreso quello, si può presumere, che a quei tempi si trovava facilmente per le strade.

 

Frate Ginepro, compagno fedele di san Francesco d'Assisi

Mauro Galeotti

In un articolo che ho pubblicato oggi 18 luglio, il prof. Antonello Ricci cita frate Ginepro, compagno fedele di san Francesco d'Assisi, e il tiranno Nicolao, impegnato nell'assedio a Viterbo, ciò mi dà spunto per proporre fra' Ginepro a Viterbo e i frati che seguirono Francesco.

"L'annunciazione" parte della pala d'altare della Porziuncola ad Assisi, 1393

 

Viterbo
Mauro Galeotti e altri dal web

L'antica la Chiesa di san Francesco alla Rocca, per buona parte, fu affrescata per mano di Prete Ilario da Viterbo nel 1385. E’ importante questo pittore, perché nel 1393 dipinse, tra l’altro, il polittico dell’altare della Cappella della Porziuncola nella Basilica patriarcale di santa Maria degli Angeli in Assisi. 

 

Papa Gregorio XIII
(Vedi anche http://www.madonnadellaquercia.it) 

Viterbo CRONACA STORICA da "PIZZERIA IL MONASTERO VITERBO"
Nicolò Maria Torelli

Pontefici Romani divoti della Madonna della Quercia, vengono a visitarla, ricevono grazie, e concedono privilegi
(Leggi l'inizio delle visite, le trovi qui sotto, appresso alla pubblicità del Monastero)

Seguono altri Pontefici divoti

[...] In questa occasione lasciò un'intiero paramento di broccato bianco per l'Altar Maggiore della Madonna, e per tutti i ministri, del valore di Scudi 500, e ordinò si facesse la sua Statua, che lo rappresentava al vivo inginocchiato avanti la Santissima Vergine.

Copertina del Taccuino Storico di Villa S. Giovanni in Tuscia di Mauro Cignini, Agnesotti, 1983, 2ª ed.

La Chiesa di S.Giovanni Battista in Villa S. Giovanni in Tuscia 

Mauro Cignini (1940-1989), da Villa San Giovanni in Tuscia TACCUINO STORICO, 1983

La Chiesa nuova

Sull’argomento si potrebbe scrivere un libro, perché la costruzione di questa Chiesa, nei primi anni del Settecento, fu decisa dai membri di una Comunità stremata da un susseguirsi di carestie, e in lotta quotidiana contro il potere di un secolo dei più corrotti.

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