Viterbo STORIA Due foto stimolanti di Doriano Pedica
di Mauro Galeotti

 

Foto Doriano Pedica di Fabrica di Roma

Le due foto che mi ha inviato il mio amico Doriano Pedica di Fabrica di Roma eseguite con una tecnica di cui Doriano è maestro, hanno stimolato in me la curiosità di vedere qualche presenza del cavallo nella storia di Viterbo.

Certo il cavallo è stato principale elemento della vita viterbese dei nostri antenati, qui appresso do qualche chicca della sua storia a Viterbo. Certo ce n'è tanto da raccontare, ma per ora mi limito a quello che leggerai.

Viterbo STORIA Grispigni si preoccupava della produzione di alimenti per la popolazione
di Emanuela Dei

 

Luigi Grispigni, capo dei liberali viterbesi, fu il primo sindaco di una Viterbo libera dal fascismo, dal 16 Giugno 1944 al 13 Aprile 1946.

In un'intervista rilasciata al settimanale “Il Bulicame” che aveva direttori responsabili Buzzi e Buffetti, l'avvocato affermava che il partito liberale non era un partito di massa, anzi era composto da individualismi che erano contrari alle norme che regolavano le associazioni politiche.

Viterbo LETTERATURA La Rosa Nascosta ne “L’Aleph”
Alessandro Finzi
Centro Studi Santa Rosa da Viterbo

 

Alessandro Finzi con Stefano Aviani Barbacci e sua figlia Chiara

Nel maggio scorso Stefano Aviani Barbacci, sua figlia Chiara ed io, abbiamo presentato al XXXVII Congresso Internazionale di Americanistica un lavoro che illustra come la figura di santa Rosa sia stata celata da Borges nel personaggio di un racconto. Ne diamo notizia tornando alla lingua italiana e seguendo lo schema della presentazione che è più semplice e lineare.

Viterbo STORIA I risultati maggiori, in questo sport, furono riportati nel 1944 dalla squadra femminile
di Emanuela Dei

 

Nel gennaio del 1945 si ritornava a giocare a pallacanestro con la costituzione di una squadra maschile e una femminile, grazie all'Unione Sportiva Viterbese.

Questo sport venne praticato a Viterbo, per la prima volta, verso il 1930.

Viterbo STORIA Per quanto ci troviamo nel continente americano, tutti i riferimenti di seguito riportati si riferiscono certissimamente a s. Rosa da Viterbo e non a s. Rosa da Lima
di Alessandro Finzi
Centro Studi santa Rosa da Viterbo, onlus

 

Alessandro Finzi e Stefano Barbacci Aviani

Alcuni anni fa, al termina di una conferenza sulla diffusione del culto di santa Rosa al di fuori dei confini italiani, Stefano Barbacci Aviani, medico viterbese, presentandosi, mi narrò come, viaggiando come turista, aveva casualmente trovato una statua di santa Rosa da Viterbo nella chiesa dei francescani a Salta in Argentina.

Viterbo STORIA Quanta storia ancora sa scoprire dietro ad una santa bambina!

Gent.mo Mauro Galeotti, qualche tempo fa abbiamo ricevuto un articolo di una studiosa brasiliana della lingua italiana, la quale ha scritto la storia che allego, si tratta della presenza di santa Rosa in Brasile.

Visto il taglio del contributo pensavamo che potrebbe interessare i suoi lettori.
La ringrazio e le porgo cordiali saluti
 
Filippo Sedda 
Segretario CSSRV
Centro Studi Santa Rosa da Viterbo Onlus

via O. Benedetti, 21
00110 Viterbo - Italy
Tel: 3460124789

Gentile Filippo Sedda, La ringrazio per l'interessante ricerca che pubblico ben volentieri, studio che catturerà molto i nostri lettori, appassionati della storia della nostra Viterbo e di santa Rosa. (m.g.)

Viterbo STORIA Breve cronistoria delle rappresentazioni dal 1960 ad oggi. Sul palco una folla di big dello spettacolo, sia classico che moderno
di Vincenzo Ceniti

Conoscete i nomi di questi signori? Il secondo da destra è Ovidio Cusi e gli altri?
Scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e li pubblichiamo

Ferento inizi anni '60 (Archivio Mauro Galeotti)

Tutto cominciò la sera del 22 luglio 1960 con la manifestazione per l’arrivo a Ferento della fiaccola etrusca, in concomitanza con le Olimpiadi di Roma. Per l’occasione la cavea del Teatro venne  completamente sterrata e ripulita, le gradinate livellate e le arcate messe in sicurezza.

La Quercia STORIA Ci scrive lo storico Gianfranco Ciprini, una memoria sconosciuta

Ex voto dei soldati ritornati salvi dalla guerra che vengono a ringraziare la Madonna della Quercia in segno di gratitudine e che si dichiarano "Il Suo Popolo", è il 17 Novembre 1918
(Gentile concessione di Gianfranco Ciprini)

Carissimo Mauro, oggi 24 maggio si ricordano i tanti Caduti nella Grande guerra. Voglio mandarti dei ricordi che ancora una volta legano ciò che accade nella nostra vita con la fede di tanta gente, in particolare con la devozione alla Madonna della Quercia. Una notizia che non è conosciuta da molti.

Infatti, durante la Guerra ‘15-‘18, il Convento della Quercia fu utilizzato per accogliere i prigionieri austro-ungarici; alcuni di loro si raccomandarono alla Madonna della Quercia per avere la libertà e ottenutala, nel 1921, offrirono alla Madonna un ex voto in cui esprimevano il loro ringraziamento alla Vergine Santissima, attaccando selle pareti della Chiesa una tavoletta con sopra scritta una sola parola: Mercy, che ha vari significati: grazia, pietà, misericordia.

Viterbo STORIA "Viterbo, divenuta capoluogo di provincia (1927), si rinnova, è un fervore di iniziative che finalmente la faranno uscire da quel torpore in cui era caduta"
di Vincenzo Ceniti

Articolo tratto da La Loggetta n. 102 gen-mar 2015

Se a Viterbo via Marconi non è diventata il boulevard che qualcuno sognava, la colpa è anche sua, della Banca d’Italia, il cui possente edificio, che poggia le robuste radici sulle sponde sotterranee dell’Urcionio, ha creato insieme al palazzo dell’antistante Genio Civile una lunga frattura tra bar, pub, pizzerie e shopping della parte alta della strada e quelli della parte bassa verso il Sacrario, che rendemeno attrattiva la passeggiata dei viterbesi rispetto a quella del Corso Italia.

Viterbo STORIA La costruzione della chiesa fu portata a termine nel 1726, lo testimonia l’iscrizione sul cornicione marcapiano

Lo stendardo opera di Giovan Francesco Romanelli (1649)

Ogni tanto ci provo a far conoscere un po' meglio questa nostra sconosciuta Viterbo.
Ci provo perché non vedo molto amore da parte di tanta gente, amministratori compresi, che troppo spesso, con superficialità, ignorano il nostro bello e invidiabile patrimonio culturale.
Quante volte tu che mi leggi hai percorso con l'auto, fugacemente, distrattamente, coi pensieri in testa, Via cardinal La Fontaine e non sei mai entrato, ovviamente a piedi, nella Chiesa di san Giovanni Battista del Gonfalone, la chiesa monumento del barocco viterbese.
Se ti fosse capitato ecco la sua prestigiosa storia con tante foto che ho scattate per te per fartela vedere seduto in casa tua, magari in pantofole, perché no!

Mauro Galeotti

Chiesa di san Giovanni Battista del Gonfalone

La Chiesa di san Giovanni Battista del Gonfalone, è da considerare come l’esempio del barocco a Viterbo.
Fu costruita per volontà della Confraternita del Gonfalone che era una delle più considerevoli della Città, sia per i possessi, che per il numero di confratelli facoltosi. Era detta in origine Confraternita di san Giovanni Battista e sin dal XII secolo aveva sede presso un oratorio in Contrada Valle, poi, il 16 Marzo 1561, si aggregò alla Confraternita del Gonfalone di Roma, fondata nel 1264 da san Bonaventura da Bagnoregio (1217 - 1274).

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di Mauro Galeotti

 

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