Viterbo STORIA Tutti ne parlano tutti ne discutono ma la borsa nera più che mai vive e si sviluppa
di Emanuela Dei

 

Il 15 novembre 1944 il quindicinale “Il Bulicame”, con direttori responsabili Buzzi e Buffetti, indirono un referendum sulla borsa nera a Viterbo e Provincia.

“Certamente uno dei più gravi problemi che ci affligge in questi tempi calamitosi” scriveva Buzzi “è la borsa nera.

Viterbo STORIA Nel 1855, il caffè fu rinnovato dai proprietari Vincenzo e Crispino Schenardi, su disegno dell'architetto Virginio Vespignani
di Franco Cirioni

Schenardi negli anni '50
(Archivio Mauro Galeotti)

Nell'anno 1818, il caffettiere e cuoco Raffaele Schenardi da Napoli si trasferisce a Viterbo.


L'ubicazione della sede del Caffè Schenardi è un palazzetto medievale in contrada S. Stefano di proprietà di Ser Girolamo di Carbognano.

Viterbo STORIA La vasca grande è delimitata dalla classica pietra tratta dal vicino Bullicame

Leggi la prima parte della storia di Prato Giardino. Clicca qui

1910. Prato Giardino, il Bosco (Archivio Mauro Galeotti)
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La prima festa organizzata a Prato Giardino avvenne il 5 Maggio 1872 a cura della Società di Mutuo Soccorso. Per l’occasione fu organizzata una corsa di butteri con cavalli e al vincitore andarono cento lire ed il palio in seta con l’emblema della suddetta Società.

Viterbo STORIA Il maestro Bartolomé Esteban Murillo, rappresenta, senza ombra di dubbio, santa Rosa da Viterbo inginocchiata ai piedi della Vergine
di Alessandro Finzi

 

Particolare del quadro di Bartolomé Esteban Murillo in cui si vede santa Rosa sul masso che si solleva per la predicazione

I nostri lettori ricorderanno il felice esito della dimostrazione che il famoso quadro del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, opera celeberrima e capolavoro assoluto del maestro seicentesco Bartolomé Esteban Murillo, rappresenta, senza ombra di dubbio, santa Rosa da Viterbo inginocchiata ai piedi della Vergine, e non santa Rosalia da Palermo, come erroneamente indicato in seguito ad un gravissimo cambio di attribuzione, avvenuto nel lontano 1982, ad opera dell’allora direttore del Museo del Prado, Don Ignacio Angulo Sánchez.

Viterbo STORIA Tanto di cappello a santi come Rosa, Matteo, Giacinta, Bernardino, Antonio, Bonaventura, Andrea, Filippo
di Vincenzo Ceniti

San Bonaventura di Bagnoregio.
Foto dell'Archivio Centro Studi Santa Rosa, foto di Finzi-González

Santi senza l'osso. Sono quelli mai esistiti, e dunque senza reliquie, creati dalla fantasia popolare per indicare le vie dell’umiltà e della redenzione.

I casi di Procolo, Barbara e Giuliano.

Tanto di cappello a santi come Rosa, Matteo, Giacinta, Bernardino, Antonio, Bonaventura, Andrea, Filippo  …... leader del parco patroni della Tuscia che si affida a loro da secoli, ne conosce vita, morte e miracoli e nel dies natalis mette insieme processioni, luminarie, cene all’aperto ed altro per ottenere favori e complicità.

Viterbo STORIA Fausto Cavalloro entrò nell’Ept giovanissimo come “fattorino” agli inizi degli anni Cinquanta

 

Vincenzo Ceniti e Fausto Cavalloro

Se ne andato a 78 anni uno degli ultimi superstiti dell’Ente Provinciale per il Turismo di Viterbo, tanto per intenderci l’Ufficio che si affacciava fino al 1996 su piazza dei Caduti accanto al tempietto di Santa Maria della Peste.

Viterbo STORIA Si conosce perché, ovviamente, si frequenta, ma quali sono le sue origini, la sua storia?
di Patrizia Labellarte

Ingresso di Prato Giardino nel 1910 (Archivio Mauro Galeotti)

Rappresenta per tutti un luogo di incontro, di svago, dove la natura regna in contrasto al cemento cittadino. Un piccolo angolo di verde testimone di vita...ebbene si, perchè ci ha visto crescere, muovere i primi passi, giocare, così come è stato un rifugio o meglio un nascondino in alcune giornate o in alcuni casi ha anche assistito alla nascita di un nuovo amore: Prato Giardino.

Viterbo STORIA Rimasta per lungo tempo nascosta in uno spicchio di terra compreso tra luoghi molto conosciuti

 

Villa al Ponte dell'Elce a Viterbo con le sculture su pietra simili a Bomarzo

Riprendono le conferenze alla Rocca Albornoz di Viterbo, organizzate dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici e dall’Università della Tuscia.

Il tema individuato per la prossima relazione appare estremamente suggestivo,  in quanto riguarda la recente scoperta di un sito, oggi compreso nel perimetro urbano.

Viterbo STORIA Non trascurabili le simpatie riscosse da santa Rosa per i suoi trascorsi a difesa delle libertà comunali
di Vincenzo Ceniti, Console Touring di Viterbo

 

Mostra dei bozzetti della Macchina di Santa Rosa

La mostra sui bozzetti della nuova Macchina di Santa Rosa esposti agli Almadiani, la recente scomparsa di Nello Celestini patron del “Sodalizio dei Facchini” e il progetto europeo “La vie en rose” promosso dal Centro di Studi di Santa Rosa con il sostegno del Comune di Viterbo e di altre organizzazioni, ci sollecitano un ennesimo zoom sulla santa viterbese e sulla sua incredibile popolarità in molti Paesi del mondo.

Viterbo STORIA La piazza delle Erbe era uno dei luoghi deputati alle attività di mercato
di Vincenzo Ceniti, console del TCI per Viterbo

Viterbo, Piazza Fontana Grande col mercato alla fine dell'800
al centro si intravede la Chiesa di san Domenico.

(foto Lorenzo Tedeschi dalla sua abitazione, archivio Mauro Galeotti)

Nella Viterbo medioevale i terreni circostanti la cinta muraria erano destinati a vaste coltivazioni: non solo vitigni, oliveti, grano e ortaggi, ma anche canapa e lino di qualità.

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 I libri

di Mauro Galeotti

 

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