
Giuseppe Gioachino Belli
(7/9/1791- 21/12/1863)
Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il Belli coi sonetti fece storia
scrivendo nel dialetto, da Romano,
ed io, Viterbese senza boria,
li scrivo di(a)lettando col nostrano.
A RICORDO DE GIOVANNI XXXIII [1]
Pur'oggi ‘l su [2] ricordo è tra la gente
pe' quel modo de fà semplice e schietto,
anco’ quel su’ faccione da sapiente
lo tenemo [3] ‘n memoria pe' l'aspetto.
La su' parola sempre convegnente
dava a tutte conforto co' diletto
e ognuno se sentiva più cosciente
nell'affrontà la vita co' rispetto.
Sò [4] quell'ommine [5] che la Provvidenza,
ognitanto, te manna [6] pe’ ‘n aiuto.
pe' annà [7] contro la pigra indifferenza.
Poe ce fortificò co' la pazzienza
e ce parlava pure stanno muto.
fu ‘nsomma ‘n omo senza concorrenza.
[1] Titolo: In ricordo di Papa Giovanni XXIII, notoriamente Papa Giovanni, al secolo Angelo Giusppe Roncalli (1881-1963). Venne eletto Papa il 28/10/1958 e fu Pontefice amato da tutti per la sua eccezionale umanità, tale da essere definito il parroco del mondo. Da ricordare le sue due encicliche, la Mater et magistra e la Pacem in terris, che ebbero risonanza mondiale per l'impegno della promozione del lavoro e della soluzione dei problemi sociali nella società moderna. Volle e convocò il Concilio Ecumenico Vaticano II, pietra miliare nella storia della Chiesa.
[2] Suo.
[3] Lo teniamo.
[4] Sono.
[5] Uomini.
[6] Ti manda.
[7] Per andare.
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