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LA MAREMMA CHE FU
(narrazione poesia contrasto poetico)

Alla fine dell'articolo sono elencati i titoli degli articoli precedenti con link per essere letti     

Gli artigiani

Carradore

Or giova ricordare altre persone

di certo amiche dei nostri villani,

vivendo nella loro condizione

dell’opera nell’essere artigiani.

 

Nella famiglia s’invitava il figlio

ad imparare subito il mestiere[1]

e, quindi, fu seguito quel consiglio

da più persone, assai perite e fiere.

 

La povera bottega del barbiere

non era solo posto per rapare

ed i clienti, nelle tarde sere,

dopo i capelli stavano a parlare.

 

Furono tante le teste rapate

dalla perizia del nostro artigiano,

che nel tagliar faceva spidocchiate

con gli occhi fissi sulla svelta mano.

 

L’odore della pelle era presente

nella bottega asciutta del sellaro

che ‘l taglio col cucito aveva in mente

per darvi la bardella del somaro.

  

Furono forti le sue bardature

fatte col cuoio e con le esperte mani;

il tempo fece, poi, le pelli scure

ché quel presente fu già nel domani.

 

Chiamaste il carradore con fagocchio[2]

ed artigiano questo fu del legno,

il cui mestiere richiedeva l’occhio

e in qualche carro ne rimane il segno.

 

Del calzolaio voglio pur parlare:

riparò lui tante sdrucite scarpe,

ma giova maggiormente ricordare

il nuovo cuoio trasformato in arte.

 

Con i suoi ferri messi sul banchetto

lui spesso per la strada lavorava

e canticchiava, spesso nel dialetto,

mentre solava oppure imbullettava.

 

E già chiamaste poi con mulinaro

chi frantumava il grano per farina;

lui certo fu legato col fornaro

che vidi desto prima di mattina.

 

Per ultimo mi preme menzionare

il maniscalco, ch’era pure fabbro,

che il buon somaro seppe lui solare,[3]

ferma la bestia, fermo pure il labbro.

 

Furono tant’altri i bravi mestieri.

già praticati da quegli artigiani;

non è poi tempo, sembra ieri:

erano quelli i giorni dei villani.

 

[1] Nel lessico popolare l’artigiano esercitava un mestiere, mentre il villano faceva un lavoro.

[2] Anche facocchio. Etimo facilmente intuibile: chi fa il cocchio.

[3] Era espressione metaforica usata dal contadino al momento della ferratura del quadrupede, intendendo rinnovare le scarpe all’animale, a cui si diceva: sù, ch’annamo a ffà lle scape.

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La Maremma che fu, gli articoli precedenti

La Maremma che fu - Bozzetti di vita rustica
La Maremma che fu - Villanella maremmana

La Maremma che fu - Ninna nanna villana

La Maremma che fu - Quadretti sognati

La Maremma che fu - Addio alla Maremma

La Maremma che fu - Nel lusco e il brusco

La Maremma che fu - Il meretricio

La Maremma che fu - Un testamento

La Maremma che fu - Una patente un po’ celeste
La Maremma che fu - Scontento

La Maremma che fu - La ballata del pastore

La Maremma che fu - La rivoluzione delle pesche

La Maremma che fu - La merca

La Maremma che fu - Canto della compagnia

La Maremma che fu - L’incendio

La Maremma che fu - L’Etrusco sorridente

La Maremma che fu - C’era una volta

La Maremma che fu - Canto di preghiera

La Maremma che fu - La benedizione

La Maremma che fu - Canto dell’aratore

La Maremma che fu - Un uomo e una chitarra scordati

La Maremma che fu - Il dilemma professionale

La Maremma che fu - L’Angelo

La Maremma che fu - Il tradimento

La Maremma che fu - Il cantastorie del ricordo

La Maremma che fu - La semina

La Maremma che fu - L’emigrante

La Maremma che fu - Un pomeriggio d’agosto

La Maremma che fu - Il risveglio

La Maremma che fu - Equivoco lessicale

La Maremma che fu - Disputa politica-religiosa
La Maremma che fu - Il banditore
La Maremma che fu - Una grazia poco celeste
La Maremma che fu - Ricordi della scuola elementare

La Maremma che fu - Secondo Contrasto sociale

La Maremma che fu - Primo Contrasto sociale

La Maremma che fu - Una strana processione

La Maremma che fu - Alla villana

La Maremma che fu - L’investitura

La Maremma che fu - Cultura e fede

La Maremma che fu - Il Carnevale

La Maremma che fu - Un piangente vignaiolo

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La Maremma che fu - La nostra scuola

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La Maremma che fu - Un venerdì di passione

La Maremma che fu - Il ciocco

La Maremma che fu - Una cristiana abitudine (o dell’Anima)

La Maremma che fu - Il rito
La Maremma che fu - Una vendemmia bisestile
La Maremma che fu - Due ambulanti
La Maremma che fu - Il calendario contadino
La Maremma che fu - Un equivoco canzonettistico
La Maremma che fu - L’origine

La Maremma che fu - Il pecoraro
La Maremma che fu - La Trinità
La Maremma che fu - La villania

La Maremma che fu - Due poeti
La Maremma che fu - L’iniziazione
La Maremma che fu - Fotografia
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La Maremma che fu - Una porchetta infelice
La Maremma che fu - Il confine
La Maremma che fu - Questua*
La Maremma che fu - Lupo di macchia
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La Maremma che fu - Fidanzamento contadino - Il dovere coniugale
La Maremma che fu - La vecchia bracciante
La Maremma che fu - La ferratura
La Maremma che fu - Il raccolto
La Maremma che fu - Era il tempo del brigante Tiburzi*
La Maremma che fu - Canto del vecchio pecoraio
La Maremma che fu - Il somaro Zampacorta e il contadino Cambiasomaro
La Maremma che fu  -one od –ette
La Maremma che fu - La transumanza
La Maremma che fu - Buon appetito!
La Maremma che fu - In vino veritas
La Maremma che fu - Eroi di Maremma
La Maremma che fu - Terra amata
La Maremma che fu - Coito interrotto
La Maremma che fu - L'antica madre