Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LA MAREMMA CHE FU
(narrazione poesia contrasto poetico)

Alla fine dell'articolo sono elencati i titoli degli articoli precedenti con link per essere letti      

 La visita

Accadde un fatto strano, tempo addietro,

che il Padreterno, mosso a compassione,

del Maremmano col suo viso tetro,

prese una grande e giusta decisione:

mandar nella Maremma il Santo Pietro

perché potesse far, poi, deduzione

su come in quella terra la ricchezza

aveva il contrappeso in amarezza.

  

Il Santo, ben fornito di scaltrezza,

scese vestito a mo’ di contadino,

pensando ci volesse concretezza

per capir come quel cervello fino

non possedesse qui più la finezza,

che vince nella vita il rio destino;

quindi s’incamminò svelto, all’istante,

sperando d’incontrar qualche bracciante.

  

Si comportava proprio da viandante,

chiedendo negli incontri spiegazione,

ma ognuno rispondeva, un po’ scostante

che la Maremma vuol rassegnazione,

che, forse, nel paese suo distante

il latifondo non fosse il padrone

e, quindi, se faceva il contadino,

ben presto riprendesse nel cammino.

 

E mentre camminava a capo chino,

in una strada bianca e polverosa,

comparve in lontananza un ragazzino

tenendo nella mano qualche cosa,

poi, quando timoroso e a lui vicino,

si accorse si trattava di una rosa,

col gambo dalle spini sì pungenti

da provocar dolore e patimenti.

 

Io sono figlio di uomini perdenti,

disse quel fanciulletto al forestiero,

di quanti sono qui nullatenenti,

ma tu lo capirai? sembri straniero;

è vero, i nostri padri son pazienti,

io l’ho capito presto, è proprio vero;

quindi, per ben capire la pazienza

mi do con queste spine sofferenza. 

 

Poi, fatta a capo chino riverenza,

riprese mestamente nel percorso.

Il Santo giudicò l’intelligenza       

ben contenuta nel saggio discorso;

capì che, spesse volte, la prudenza

nella necessità è di buon ricorso

e si formò la salda convinzione

che in quei perdenti c’era la ragione.

 

Bisogna maturar la condizione

del tempo, che richiede la sua storia,

bisogna aver pazienza e riflessione

su quanto valga in vita la memoria,

bisogna ben capire, in conclusione,

che c’è nella premessa la vittoria

per tempi, che saranno più maturi,

per tempi che saranno più sicuri.

  

Quei visi di Maremma, tanto scuri,

erano l’espressione del presente,

quei visi di Maremma, così duri,

erano l’espressione di una gente,

che premetteva già tempi futuri

per una soluzione pertinente,

dovuta a quelle mani così leste

insieme alla pazienza delle teste.

 

Non erano stagioni per le feste,

non era la stagione del riscatto,

quando le masse si faranno deste,

nella memoria storica del fatto,

e mentre stavan sorde, mute e meste

in quella rosa c’era l’antefatto

per un futuro atteso e coltivato

e nella sofferenza seminato.

  

Il Santo, in Cielo presto ritornato,

si presentò al cospetto del Divino

e Lo informò, con tono assai pacato,

di quell’incontro avuto col bambino:

il Padreterno disse: Che peccato,

probabilmente è colpa del Destino;

comunque spero che la Provvidenza

capisca quanto valga la Pazienza.

  

E fu così che quella sofferenza

non ebbe in quel momento soluzione

per quella grave estrema differenza

nella Maremma, allora del padrone,

vedendo con il Santo la presenza

di quanto può la santa religione

nel dare spiegazione del coraggio

come buona pazienza, per retaggio.

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La Maremma che fu, gli articoli precedenti

La Maremma che fu - Il tradimento
La Maremma che fu - Il cantastorie del ricordo

La Maremma che fu - La semina

La Maremma che fu - L’emigrante

La Maremma che fu - Un pomeriggio d’agosto

La Maremma che fu - Il risveglio

La Maremma che fu - Equivoco lessicale

La Maremma che fu - Disputa politica-religiosa
La Maremma che fu - Il banditore
La Maremma che fu - Una grazia poco celeste
La Maremma che fu - Ricordi della scuola elementare

La Maremma che fu - Secondo Contrasto sociale

La Maremma che fu - Primo Contrasto sociale

La Maremma che fu - Una strana processione

La Maremma che fu - Alla villana

La Maremma che fu - L’investitura

La Maremma che fu - Cultura e fede

La Maremma che fu - Il Carnevale

La Maremma che fu - Un piangente vignaiolo

La Maremma che fu - Una cosa buffa

La Maremma che fu - La nostra scuola

La Maremma che fu - In chiesa

La Maremma che fu - Menu villano

La Maremma che fu - I nostri giochi

La Maremma che fu - Un venerdì di passione

La Maremma che fu - Il ciocco

La Maremma che fu - Una cristiana abitudine (o dell’Anima)

La Maremma che fu - Il rito
La Maremma che fu - Una vendemmia bisestile
La Maremma che fu - Due ambulanti
La Maremma che fu - Il calendario contadino
La Maremma che fu - Un equivoco canzonettistico
La Maremma che fu - L’origine

La Maremma che fu - Il pecoraroLa Maremma che fu - La Trinità
La Maremma che fu - La villania

La Maremma che fu - Due poeti
La Maremma che fu - L’iniziazione
La Maremma che fu - Fotografia
La Maremma che fu - Bracciantato
La Maremma che fu - Una porchetta infelice
La Maremma che fu - Il confine
La Maremma che fu - Questua*
La Maremma che fu - Lupo di macchia
La Maremma che fu - La lupa
La Maremma che fu - La fiera
La Maremma che fu - Al lavatoio II
La Maremma che fu - Serenata maremmana
La Maremma che fu - Dal barbiere
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Don Giustino
La Maremma che fu - Zazzerone
La Maremma che fu - Zooerastia
La Maremma che fu - Canto del soldato contadino
La Maremma che fu - In vino veritas?
La Maremma che fu - Verso Natale
La Maremma che fu - Il vecchio contadinoLa Maremma che fu - Nel pollaio
La Maremma che fu - Due pulcini devoti a Bacco
La Maremma che fu - Canto dello zappatore
La Maremma che fu - Ricordo di un maremmano calzolaio e ballerino di tango
La Maremma che fu - La festa nel podere
La Maremma che fu - Due quadrupedi
La Maremma che fu - Un maremmano calzolaio e attore
La Maremma che fu - Canto del buttero
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Fidanzamento contadino - Il dovere coniugale
La Maremma che fu - La vecchia bracciante
La Maremma che fu - La ferratura
La Maremma che fu - Il raccolto
La Maremma che fu - Era il tempo del brigante Tiburzi*
La Maremma che fu - Canto del vecchio pecoraio
La Maremma che fu - Il somaro Zampacorta e il contadino Cambiasomaro
La Maremma che fu  -one od –ette
La Maremma che fu - La transumanza
La Maremma che fu - Buon appetito!
La Maremma che fu - In vino veritas
La Maremma che fu - Eroi di Maremma
La Maremma che fu - Terra amata
La Maremma che fu - Coito interrotto
La Maremma che fu - L'antica madre

 

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