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LA MAREMMA CHE FU
(narrazione poesia contrasto poetico)

Alla fine dell'articolo sono elencati i titoli degli articoli precedenti con link per essere letti  

Addio alla Maremma

Dov’è, dov’è finita la mia gente,

dov’è finito il vecchio Maremmano?

Dell’antica Maremma non c’è niente

ed è scomparso il mondo del villano,

il mondo socialmente del perdente

ma dal rapporto fortemente umano,

dov’è, dov’è quel caro mio bracciante?

Nel tempo la figura è ormai distante.

 

I butteri ridotti nel folclore,

le greggi senza più la transumanza.

le vacche prive ormai del forte odore

e il tempo ha misurato la distanza

da quando il possidente fu signore

e per molti il sudore era costanza;

il raglio del somaro è nel passato

e il canto in compagnia dimenticato.

 

Dove sono le ottave pecorare,

non scritte, ma cantate così bene

e gli altri versi fatti per sperare

cadenzando le voci in cantilene?

Il canto alla Maremma seppe dare

la forza per distogliersi le pene,

sapendo ben legarsi alla natura

come espressione della sua cultura.

 

Dove sono le veglie al focolare

e la campagna con la sua fatica,

dov’è quel pane fatto lievitare

dalla necessità della sua spica,

dov’è quel seno, che seppe allattare

la vita dura, ma sorella e amica?

Dov’è, dov’è la forza del Brigante*

e la tanta pazienza del bracciante?

 

Dov’è, dov’è la firma fatta a croce

e quella religione praticata,

dov’è scomparsa quell’antica voce

che bestemmiava la sua sorte ingrata

e quel pensare, forte come il noce

con la radice in terra penetrata?

Perché, Maremma, non liberi il canto

ricordo della gente e del suo pianto?

 

Dove sono quei gesti delle azioni,

legate al quotidiano come rito,

e quei concetti fatti convinzioni

ma per evanescenza ancora mito,

dove sono finite le stagioni

con il ciclo dell’anno ripartito;

dov’è finita la religiosità

che non capiva la Santa Trinità

 

Dov’è quella Maremma già compagna

con l’esistenza antica d’amarezza,

con la sua gente, vita alla campagna,

con le sue bestie, con la sua rozzezza,

con la ricchezza sopra la micragna,

col grande fondo sopra la sua pezza,

col suo pensiero, fatto collettivo,

con l’uomo maremmano ancora vivo?

 

Dov’è quella famiglia numerosa

che trasudava in corpo l’esistenza?

La condizione allor fu tanto odiosa

ma del rispetto c’era la presenza

tra quella gente, nei modi scontrosa,

ma ben sicura della sua coscienza,

che socialmente fu solidarietà

e moralmente buon senso d’onesta.

Il tempo ci presenta ogni momento

imprigionato nella sua frequenza,

senza la libertà del sentimento

come ricordo dell’appartenenza,

mentr’ognuno risulta solo attento

alla sua vita, fatta d’apparenza:

Che villania nei giorni del presente,

dov’è, dov’è finita la mia gente!

  

Se la Maremma amara fu espressione

per indicare quanto fu diversa,

la stirpe faccia la sua riflessione

sulla diversità, che fu dispersa,

e possa dare senso alla ragione

perché quella radice non sia persa

e l’albero fruttifichi in misura

vivendo la natura e la cultura

 

Io con quel vecchio canto la saluto,

propenso il cuore mio alla nostalgia

non per il latifondo poi abbattuto,

non per la sistematica angheria,

che rese il Maremmano senza aiuto

confortato dal canto in compagnia,**

ma per la “maremmanità” lontana

e, per radice etrusca, alquanto arcana.

 

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*Domenico Tiburzi, famoso brigante di Maremma (1836-1896).

**Il gruppo di braccianti che, all’alba, si recavano a piedi per il lavoro nel latifondo.

 

Fieramente mi si stringe il cuore

a pensar come tutto al mondo passa

e quasi orma non lascia

 

  • ….Eppur mi giova il rimembrar cose

ancor che triste, e che l’affanno duri. 

(G: Leopardi)

  

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La Maremma che fu, gli articoli precedenti

La Maremma che fu - Nel lusco e il brusco
La Maremma che fu - Il meretricio

La Maremma che fu - Un testamento

La Maremma che fu - Una patente un po’ celeste
La Maremma che fu - Scontento

La Maremma che fu - La ballata del pastore

La Maremma che fu - La rivoluzione delle pesche

La Maremma che fu - La merca

La Maremma che fu - Canto della compagnia

La Maremma che fu - L’incendio

La Maremma che fu - L’Etrusco sorridente

La Maremma che fu - C’era una volta

La Maremma che fu - Canto di preghiera

La Maremma che fu - La benedizione

La Maremma che fu - Canto dell’aratore

La Maremma che fu - Un uomo e una chitarra scordati

La Maremma che fu - Il dilemma professionale

La Maremma che fu - L’Angelo

La Maremma che fu - Il tradimento

La Maremma che fu - Il cantastorie del ricordo

La Maremma che fu - La semina

La Maremma che fu - L’emigrante

La Maremma che fu - Un pomeriggio d’agosto

La Maremma che fu - Il risveglio

La Maremma che fu - Equivoco lessicale

La Maremma che fu - Disputa politica-religiosa
La Maremma che fu - Il banditore
La Maremma che fu - Una grazia poco celeste
La Maremma che fu - Ricordi della scuola elementare

La Maremma che fu - Secondo Contrasto sociale

La Maremma che fu - Primo Contrasto sociale

La Maremma che fu - Una strana processione

La Maremma che fu - Alla villana

La Maremma che fu - L’investitura

La Maremma che fu - Cultura e fede

La Maremma che fu - Il Carnevale

La Maremma che fu - Un piangente vignaiolo

La Maremma che fu - Una cosa buffa

La Maremma che fu - La nostra scuola

La Maremma che fu - In chiesa

La Maremma che fu - Menu villano

La Maremma che fu - I nostri giochi

La Maremma che fu - Un venerdì di passione

La Maremma che fu - Il ciocco

La Maremma che fu - Una cristiana abitudine (o dell’Anima)

La Maremma che fu - Il rito
La Maremma che fu - Una vendemmia bisestile
La Maremma che fu - Due ambulanti
La Maremma che fu - Il calendario contadino
La Maremma che fu - Un equivoco canzonettistico
La Maremma che fu - L’origine

La Maremma che fu - Il pecoraro
La Maremma che fu - La Trinità
La Maremma che fu - La villania

La Maremma che fu - Due poeti
La Maremma che fu - L’iniziazione
La Maremma che fu - Fotografia
La Maremma che fu - Bracciantato
La Maremma che fu - Una porchetta infelice
La Maremma che fu - Il confine
La Maremma che fu - Questua*
La Maremma che fu - Lupo di macchia
La Maremma che fu - La lupa
La Maremma che fu - La fiera
La Maremma che fu - Al lavatoio II
La Maremma che fu - Serenata maremmana
La Maremma che fu - Dal barbiere
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Don Giustino
La Maremma che fu - Zazzerone
La Maremma che fu - Zooerastia
La Maremma che fu - Canto del soldato contadino
La Maremma che fu - In vino veritas?
La Maremma che fu - Verso Natale
La Maremma che fu - Il vecchio contadino
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La Maremma che fu - Due pulcini devoti a Bacco
La Maremma che fu - Canto dello zappatore
La Maremma che fu - Ricordo di un maremmano calzolaio e ballerino di tango
La Maremma che fu - La festa nel podere
La Maremma che fu - Due quadrupedi
La Maremma che fu - Un maremmano calzolaio e attore
La Maremma che fu - Canto del buttero
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Fidanzamento contadino - Il dovere coniugale
La Maremma che fu - La vecchia bracciante
La Maremma che fu - La ferratura
La Maremma che fu - Il raccolto
La Maremma che fu - Era il tempo del brigante Tiburzi*
La Maremma che fu - Canto del vecchio pecoraio
La Maremma che fu - Il somaro Zampacorta e il contadino Cambiasomaro
La Maremma che fu  -one od –ette
La Maremma che fu - La transumanza
La Maremma che fu - Buon appetito!
La Maremma che fu - In vino veritas
La Maremma che fu - Eroi di Maremma
La Maremma che fu - Terra amata
La Maremma che fu - Coito interrotto
La Maremma che fu - L'antica madre