Francesco Mattioli
Sono amaramente sorpreso che Paolo D’Arpini - con il quale incrocio volentieri i miei pensieri pur da posizioni distanti sulla religione, perché condivido con lui la necessità di riconsiderare in termini ambientalistici ma anche spiritualistici lo sviluppo sociale ed economico della nostra società - si affianchi al coro dei negazionisti della gravità della pandemia in corso.




























