
FANTASY MAX 400 (parole)
Johan Beistler
IL MITO
Si faceva chiamare Karlison Klerk.
Due mogli (una non ufficiale), tre Lamborghini e due Ferrari, una mezza dozzina di figli tra legittimi o meno (ma tutti ampiamente ricompensati), centoventitre milioni di followers tra istagram, twitter e facebook, tutti ingolositi dall’imitare il suo modo di parlare, vestire, e soprattutto di investire in borsa, ma anche di fustigare la mezza vippaggine del cinema e della televisione e, soprattutto, quella ridicola classe politica incapace di governare.
-Governaci tu – lo implorò una volta un fan, inginocchiandosi ai suoi piedi.
-Ma neanche per sogno – rispose con la sua caratteristica risata (provata giornalmente davanti allo specchio e perfezionata dal miglior dentista d’America). Per inciso, “Ma neanche per sogno” divenne il tormentone mediatico dell’anno, lo ripetevano tutti, anche a vanvera.
Poi accadde l’impensabile.
Una mattina presto, al parco, mentre completava il suo jogging quotidiano guardato a vista da una mezza dozzina di accompagnatori fidati, Karlison si imbatté in un tizio dalla figura anonima, che guardandolo si fermò e si mise a ridere a crepapelle. Si piegava su sé stesso, preda di una risata irrefrenabile, e di tanto in tanto indicava Karlison e continuava a sbellicarsi, fin quasi a strozzarsi.
Karlison si fermò e lo fissò, in parte incuriosito, ma soprattutto stizzito.
-Che cazzo hai da ridere, stronzo?- gli chiese con voce stridula e in tono piuttosto minaccioso.
Quello cercò di riaversi, esplose ancora due o tre risate, poi provò a rispondere:
-Hi, hi…ma lo vedi come sei vestito?-
Karlison per un attimo si guardò addosso: la felpa rossa, i pantaloni in tinta, le Nike coordinate, gli occhiali a specchio… avrà avuto trentamila dollari di roba firmata addosso, escludendo il Rolex… dove stava il problema?
-Allora? - chiese con una smorfia di supponenza.
Il tizio lo fissava divertito; poi aggiunse:
-Da quando in qua Gollum veste così? –
E giù a ridere.
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