

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
LA MAREMMA CHE FU
(narrazione poesia contrasto poetico)
"La mia vecchia Maremma ebbe contrasti
e pure nelle ottave ben s’intenda;
ve li propongo, sperando che basti
e lo sviluppo non li disattenda”.
Alla fine dell'articolo sono elencati i titoli degli articoli precedenti con link per essere letti
Equivoco lessicale
Un carabiniere, nativo della Provincia di Caserta, fu mandato a fare servizio in uno dei nostri paesi, precisamente nell’Alto Lazio.
Un bel giorno, stando di piantone in caserma, eccoti arrivare un contadino che, tutto accaldato e trafelato, disse con animosità che era venuto per presentare una denuncia per un furto subito.
Il milite lo fece accomodare, cercò di calmarlo e gli disse che si doveva compilare il verbale di rito. L’altro affermò, tra le lacrime, che aveva subìto il furto della sua miccia, termine dialettale per indicare la somara.
E certo che lacrimava quel povero disgraziato.
Si pensi a quanto era importante sino agli anni cinquanta il possesso di un animale da soma nell’economia e nel lavoro contadino!
Il verbalizzante, con il tipico scrupolo di una appartenente alla Benemerita, domandò di quanti metri si trattasse ed il colore, intendendo il cordoncino combustibile, poiché i verbali devono essere compilati (almeno quando è possibile) in rigoroso italiano.
Tra l’altro nella Provincia di Caserta l’asina è detta ciuccia e così nemmeno nella forma del dialetto si poteva venir fuor dall’equivoco.
Il contadino, non riuscendo a capire, rispose che, eventualmente, si aspettava una domanda concernente la grandezza, il colore del manto della bestia e non la misura.
L’equivoco fu chiarito con l’intervento di un carabiniere siciliano che da un po’ di tempo prestava servizio nel paese e che si era impadronito di qualche termine locale.
Ma guarda a volte le situazioni!
La miccia fu ritrovata poco dopo, In effetti non era stata rubata ma, data la primavera inoltrata, sollecitata dalla natura e dal suo calore, disinvoltamente si era fatta attrarre da un raglio di un poderoso asino, al pascolo in un campo poco distante.
Insomma aveva fatto una scappatella!
Equivoci di situazioni particolari e di diversità linguistiche, Il problema esiste quando le situazioni sono normali e si parla la stessa lingua, perché qualcuno non capisce o fa finta di non capire.
In proposito un piccolo episodio che riguarda il tempo della mia adolescenza. Il mio compagno di banco al Ginnasio, alla domanda del professore di storia di chi fosse Santippo, generale spartano in aiuto dei Cartaginesi al tempo del consolato romano di Attilio Regolo, rispose che non conosceva quel Santippo, e che, comunque la domanda riguardava altra materia, cioè la religione, e si rifiutò di rispondere.
Alla fine dell’anno cambiò scuola,
Equivoci che potevano accadere nella Maremma che fu.
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La Maremma che fu, gli articoli precedenti
La Maremma che fu - Disputa politica-religiosa
La Maremma che fu - Il banditore
La Maremma che fu - Una grazia poco celeste
La Maremma che fu - Ricordi della scuola elementare
La Maremma che fu - Secondo Contrasto sociale
La Maremma che fu - Primo Contrasto sociale
La Maremma che fu - Una strana processione
La Maremma che fu - Alla villana
La Maremma che fu - L’investitura
La Maremma che fu - Cultura e fede
La Maremma che fu - Il Carnevale
La Maremma che fu - Un piangente vignaiolo
La Maremma che fu - Una cosa buffa
La Maremma che fu - La nostra scuola
La Maremma che fu - In chiesa
La Maremma che fu - Menu villano
La Maremma che fu - I nostri giochi
La Maremma che fu - Un venerdì di passione
La Maremma che fu - Il ciocco
La Maremma che fu - Una cristiana abitudine (o dell’Anima)
La Maremma che fu - Il rito
La Maremma che fu - Una vendemmia bisestile
La Maremma che fu - Due ambulanti
La Maremma che fu - Il calendario contadino
La Maremma che fu - Un equivoco canzonettistico
La Maremma che fu - L’origine
La Maremma che fu - Il pecoraroLa Maremma che fu - La Trinità
La Maremma che fu - La villania
La Maremma che fu - Due poeti
La Maremma che fu - L’iniziazione
La Maremma che fu - Fotografia
La Maremma che fu - Bracciantato
La Maremma che fu - Una porchetta infelice
La Maremma che fu - Il confine
La Maremma che fu - Questua*
La Maremma che fu - Lupo di macchia
La Maremma che fu - La lupa
La Maremma che fu - La fiera
La Maremma che fu - Al lavatoio II
La Maremma che fu - Serenata maremmana
La Maremma che fu - Dal barbiere
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Don Giustino
La Maremma che fu - Zazzerone
La Maremma che fu - Zooerastia
La Maremma che fu - Canto del soldato contadino
La Maremma che fu - In vino veritas?
La Maremma che fu - Verso Natale
La Maremma che fu - Il vecchio contadinoLa Maremma che fu - Nel pollaio
La Maremma che fu - Due pulcini devoti a Bacco
La Maremma che fu - Canto dello zappatore
La Maremma che fu - Ricordo di un maremmano calzolaio e ballerino di tango
La Maremma che fu - La festa nel podere
La Maremma che fu - Due quadrupedi
La Maremma che fu - Un maremmano calzolaio e attore
La Maremma che fu - Canto del buttero
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Fidanzamento contadino - Il dovere coniugale
La Maremma che fu - La vecchia bracciante
La Maremma che fu - La ferratura
La Maremma che fu - Il raccolto
La Maremma che fu - Era il tempo del brigante Tiburzi*
La Maremma che fu - Canto del vecchio pecoraio
La Maremma che fu - Il somaro Zampacorta e il contadino Cambiasomaro
La Maremma che fu -one od –ette
La Maremma che fu - La transumanza
La Maremma che fu - Buon appetito!
La Maremma che fu - In vino veritas
La Maremma che fu - Eroi di Maremma
La Maremma che fu - Terra amata
La Maremma che fu - Coito interrotto
La Maremma che fu - L'antica madre
