
Paolo D'Arpini col nipotino
Paolo D'Arpini
Sapete che "odio" ogni ideologia, sia politica che religiosa, e non mi piace nemmeno far parte di parrocchiette più o meno orizzontate in termini di morale od etica.



Paolo D'Arpini col nipotino
Paolo D'Arpini
Sapete che "odio" ogni ideologia, sia politica che religiosa, e non mi piace nemmeno far parte di parrocchiette più o meno orizzontate in termini di morale od etica.

IL PROFUMO DEL PANE
Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Giuseppe Gioachino Belli
(7/9/1791- 21/12/1863)
Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il Belli coi sonetti fece storia
scrivendo nel dialetto, da Romano,
ed io, Viterbese senza boria,
li scrivo di(a)lettando col nostrano.
CHE IMPRESA LA SPESA! [1]
(Al supermercato)

VITERBO - A COMPLETAMENTO DEL MIO FILMATO DI AUGURI NATALIZI – Le Sibille dell’Esedra del Presepe delle Fortezze.
Antonio Cignini
A completamento del mio filmato di auguri natalizi 2020 dal Presepe nella Chiesa di S. Maria delle Fortezze a Viterbo, ritengo opportuno aggiungere alcune considerazioni. Ma ecco intanto il video.

IL PROFUMO DEL PANE
«Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli...».

Paolo D’Arpini
Quando si parla della legge di causa ed effetto, ovvero di karma e sue conseguenze, alcune persone “religiose” ritengono che ci sia una ingiustizia di fondo, da parte della divinità, che consente la formazione di un male che poi deve essere scontato dalle anime, su questa terra o in un altro mondo, attraverso un “destino crudele”, personale e collettivo.

Giuseppe Gioachino Belli
(7/9/1791- 21/12/1863)
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Il Belli coi sonetti fece storia
scrivendo nel dialetto, da Romano,
ed io, Viterbese senza boria,
li scrivo di(a)lettando col nostrano.
SEMO A L'OSSO [1]
(‘l presciutto Italia)

Giuseppe Gioachino Belli
(7/9/1791- 21/12/1863)
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Il Belli coi sonetti fece storia
scrivendo nel dialetto, da Romano,
ed io, Viterbese senza boria,
li scrivo di(a)lettando col nostrano.
L'ANGELO CUSTODE
(un ricordo da fiarello [1] e ‘na speranza da vecchio)