
IL PROFUMO DEL PANE
«Entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.»



IL PROFUMO DEL PANE
«Entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.»

Giuseppe Gioachino Belli
(7/9/1791- 21/12/1863)
Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il Belli coi sonetti fece storia
scrivendo nel dialetto, da Romano,
ed io, Viterbese senza boria,
li scrivo di(a)lettando col nostrano.
LA SCOPETTA DE PEPPE 1

IL PROFUMO DEL PANE
«Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!».

Giuseppe Gioachino Belli
(7/9/1791- 21/12/1863)
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Il Belli coi sonetti fece storia
scrivendo nel dialetto, da Romano,
ed io, Viterbese senza boria,
li scrivo di(a)lettando col nostrano.
LA VISITA DE CORTESIA
Francesco Mattioli, sociologo
Il prof. Occhini, che conosce molto bene le vicende politiche del medioriente e più in generale del mondo musulmano, delinea situazioni politiche e culturali che non possono non inquietare l’occidente.

IL PROFUMO DEL PANE
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava.

Mario Olimpieri
Buongiorno Mauro, oggi continuo col mostrare gli stemmi farnesiani di altri paesi: ARLENA, ISOLA BISENTINA, CANINO. Un saluto a te e ai lettori. Mario
Scritti e stemmi presi dal giornale CANINO info onlus

Giuseppe Gioachino Belli
(7/9/1791- 21/12/1863)
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Il Belli coi sonetti fece storia
scrivendo nel dialetto, da Romano,
ed io, Viterbese senza boria,
li scrivo di(a)lettando col nostrano.
LA PARENTELA DE PEPPE 1

La concordia fa degli italiani una sola famiglia
a cura di Mauro Galeotti
Fortunato Depero, Province italiane, Viterbo