Viterbo CRONACA SENZA REPLICA

 

Il giornalista Luigi Torquati

Caro Direttore, prometto solennemente che non ci saranno altre repliche oltre questa, qualsiasi cosa possa pensare o scrivere Carneade, altrimenti si rischia di creare un nuovo Beautiful; però la presente, anche se lunga, me la devi per forza di cose pubblicare e, per praticità, mi rivolgo direttamente a lui.

Caro signor Carneade,

ha ragione quando dice che non ho saputo leggere fra le righe del suo scritto, ma non perché trasportato da pregiudizi, semplicemente perché è difficile, perlomeno per me, cogliere il significato del pensiero altrui quando non ci sta scritto niente, ma proprio niente.

Non ha fatto altro che lamentarsi soprattutto della stampa locale perché non riconosce i meriti di Michelini addebitando tutto il non fatto alle amministrazioni precedenti.

Però, come questa amministrazione ha sfruttato quanto predisposto dalla precedente  (leggi via Genova e sala attesa stazione Grotte S. Stefano), poteva incominciare a predisporre qualcosa per quanto non fatto. E certamente, la sua replica non mi è d’aiuto perché non ha fatto altro che giustificare il suo anonimato, criticare le mie consultazioni su Wikipedia e sottolineare un mio “presunto” errore sulla frase in latino (a proposito: è lei che in questo caso non ha saputo leggere tra le righe interpretando male il mio pensiero affermando “latino, tanto vituperato dal signor Luigi”.

Vede, considerata la mia età, io ho studiato il latino e oltretutto con un professore (Vismara) che non era l’ultimo della categoria, anzi, tutt’altro; a me piace il latino e se fossi io ministro dell’Istruzione, lo rimetterei molto volentieri considerato che il nostro italiano è quasi tutto derivante da esso e sono convinto che dal suo ritorno ne gioverebbe la nostra lingua scritta e parlata.

Il mio voleva essere solo un avvertimento per lei, considerato che i giovani di oggi, alla vista di una frase in latino, la saltano -glielo garantisco per esperienza personale- a piè pari, senza nemmeno consultare Wikipedia, non comprendendo così del tutto quanto da lei scritto).

Ma ritorniamo alle sue precisazioni e ai suoi rimproveri. Vede signor Carneade, già nel passato, ma forse non mi ha mai letto, ho avuto degli scontri sull’anonimato con altri due scrittori de “La città” e mentre uno è scomparso, l’altro ha voluto mettersi in contatto con me e chiarire privatamente il motivo del suo anonimato; attualmente è uno dei miei migliori amici, ho compreso i suoi motivi “pubblici”, ho capito la sua personalità, per cui lo scuso volentieri e, anche se credo mi rimprovererà, voglio invitare lei a leggere quando ha del tempo libero, i suoi scritti: si firma Aggì e la sua rubrica preferita è “Vocabolario impertinente”.

Personalmente preferisco firmare quando affermo qualcosa, specialmente se faccio delle critiche, me ne prendo tutte le responsabilità e, come successo in passato, ne pago le eventuali conseguenze. Per quanto riguarda le eventuali considerazioni in base alla firma sulle affermazioni espresse, dipende anche da quanto uno riesce nella sua vita ad essere stimato ed apprezzato; cosa che non può mai capitare per uno, anche se probabilmente emerito, sconosciuto.

Per quanto riguarda Orazio e la sua prima satira, senz’altro lei ne saprà più di me che ho soltanto vaghi ricordi scolastici e non troppi, considerato che non ho frequentato il liceo; è per questo che ho l’umiltà di consultare Wikipedia (e altro) quando trovo persone più acculturate di me e che fanno sfoggio della loro cultura (forse, scusi la malignità, ma senz’altro non è il suo caso, per vanità o per mettere in imbarazzo la gente “comune”).

Le dico però –e non è solo Wikipedia che me lo conferma, vedi skuola.net, abctribe.com, spazioinwind.libero.it, ecc.- che quando lei nel suo primo scritto dice: “Siamo al "qui fit Maecenas..." (copia e incolla), i puntini di sospensione fanno pensare al proseguimento della frase iniziata e la frase si completa solo con quella da me citata: “Qui fit, Maecenas, ut nemo, quam sibi sortem seu ratio dederit seu fors obiecerit, illa contentus vivat, laudet diversa sequentis?”.

Non, quindi, come lei afferma “diversa sequentes”. Se lei, poi, intendeva un’altra frase, doveva specificare meglio.

Il grande poeta latino mi è più familiare per il suo “Carpe diem” non per cogliere il giorno, l’attimo, ma per il suo significato completo di libertà dell’uomo di decidere della propria vita senza pensare tanto al futuro, E’ vero, Orazio non viveva, anzi conviveva con l’euro, la disoccupazione, l’egoismo, la brutalità in cui viviamo oggi e quindi ci possiamo dimenticare la sua filosofia e guardare anche al domani.

Invece per quanto riguarda Dante e la Divina Commedia, non ho bisogno di consultare Wikipedia: ho libri, cd, ricordi bellissimi di Benigni che ho fatto male a non registrare. Naturalmente ho dovuto guardare i versi 79/81 da lei citati (pretenderebbe troppo da una mente inferiore alla sua), che riporto volentieri dato che lei non lo ha fatto, forse per paura di offendermi: “Or tu chi se', che vuo' sedere a scranna, per giudicar di lungi mille miglia con la veduta corta d'una spanna?

Vede, signor Carneade, io non sono nessuno, anzi per rispettare l’italiano dirò: io sono nessuno, né mi siedo su una scranna che potrei rompere con i miei 106 chilogrammi, ma senza meno ho più esperienza di lei.

Ho 75 anni, ho conseguito il diploma di Geometra (serale, come l’assessore Ricci, ma per questo ancora più meritato: 6 ore in ufficio, casa, moglie, due figlie e poi dalle 19 alle 23 – si saltava solo ginnastica - sui banchi di scuola per cinque lunghi anni ed esami normali insieme ai giovani virgulti di allora), sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti fin dal 1979, ho trasmesso in radio e televisione locali, ho scritto per giornali locali e nazionali, sono stato fondatore e direttore responsabile di due giornali sportivi all’epoca della grande viterbese in serie “C”, ho fatto il direttore responsabile di alcune radio locali, sono stato Presidente di Circoscrizione per cinque anni, pagando di persona per alcune decisioni prese, ma indesiderate dai politici anche allora prepotenti e autoritari, ho partecipato alla vita politica e sociale di Viterbo (DC, Unitalsi, Acli), e non voglio parlare della mia carriera lavorativa.

A proposito di geometra: adesso non mi faccia domande su seno, coseno, topografia, ecc.; ho gettato tutto alle ortiche e non ne so proprio niente di niente. Il diploma (c’era solo quella possibilità serale) mi serviva solo ai fini lavorativi.

Non le dico tutto questo per assurgermi a “capiscione”, tutt’altro (a 75 anni è più probabile essere solo “piscioni”); le voglio dire semplicemente che forse qualche esperienza l’ho maturata e quando dico che Michelini ha fatto poco o niente è perché analizzo i fatti in maniera concreta senza lasciarmi entusiasmare da proclami e dai farò.

Non credo, come afferma lei, che se qualcuno dovesse fare l’elenco delle cose fatte da questa amministrazione ci metterebbe molto e riempirebbe pagine intere a meno che, per cose fatte, non si intenda, ad esempio, il tentato regalo della carrozza a Piacenza.

Come ho già precisato nell’altro articolo, non giudico l’uomo Michelini, senz’altro degno del massimo rispetto e che forse stimo più di lei, ma mi permetto di sindacare il sindaco (bel gioco di parole, non crede?). Ha le mani e forse anche i piedi legati sia dai compagni di viaggio che gli sono stati assegnati, sia da quel miscuglio orrendo, per essere buono, sorto con il nome PD, che mi crea tanti problemi quando vado a votare aborrendo personalmente gli estremismi.

Quando Michelini riuscirà a sciogliere le catene, sarò decisamente contento di elogiarlo, ma non credo sarà per lui facile la vita amministrativa; l’unico consiglio che potrei dargli è quello di mandare tutti a quel bel paese che, se fosse per me, sarebbe pieno di politici e amministratori odierni.

Un’ultima cosa, signor Carneade, per essere ancora più trasparente, le voglio trascrivere il mio indirizzo di posta elettronica che è “lutor39alice.it” e non appena ultimato comunicherò pubblicamente a tutti anche il mio sito.

La trasparenza è una delle mie malattie.

Un saluto cordialissimo al mio anonimo destinatario.

Luigi Torquati

Leggi gli articoli precedenti inerenrti la "vicenda Carneade"

Carneade non ci sta e replica a Luigi Torquati

"Carneade! Chi era costui?"

Ma poi, poi, 'sto sindaco Michelini n'è proprio male!

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