
Dott. Giuseppe Di Prima
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PREBIOTICI e PROBIOTICI Parte prima PREBIOTICI
La causa dei più comuni problemi intestinali (gonfiore, stipsi, diarrea, dolori, diverticoli, colon irritabile) è spesso lo squilibrio della flora batterica intestinale o “disbiosi”.
Questa flora batterica che crea il benessere intestinale, per restare viva ed attiva ha bisogno di alimenti specifici.
Per PRObiotici si intendono una serie di microrganismi capaci di esercitare funzioni benefiche per l’organismo, se assunti in adeguate quantità. ll concetto di probiotico (dal greco: "pro-bios" a favore della vita) nacque nel lontano 1908, quando il premio Nobel Elie Metchnikoff avanzò l'ipotesi che la longevità dei contadini bulgari fosse collegata all'elevato consumo di latte fermentato. Quali sono i requisiti di un buon probiotico? Questi microrganismi probiotici (si tratta specialmente di batteri e/o lieviti), sfruttati per raggiungere l’equilibrio della flora batterica intestinale, devono avere delle caratteristiche ben precise.
Affinché possa essere definito probiotico, un batterio deve possedere un certo numero di caratteristiche e proprietà specifiche, riassumibili nei seguenti punti:
Dev'essere normalmente presente nel nostro intestino;
Deve resistere all'azione digestiva di succo gastrico, enzimi intestinali e sali biliari;
Non deve dare reazioni immunitarie o altrimenti nocive;
Dev'essere in grado di aderire alle cellule intestinali e colonizzarle;
Deve avere un effetto benefico per la salute umana, grazie all'antagonismo nei confronti di microrganismi patogeni e alla produzione di sostanze antimicrobiche.
Dal momento che vengono in gran parte inattivati dai processi digestivi, i fermenti lattici contenuti negli yogurt commerciali, salvo diversa precisazione, non sempre possono essere considerati a tutti gli effetti dei probiotici. Un alimento o integratore con probiotici, per essere definito tale, deve inoltre contenere un numero sufficientemente elevato di microrganismi probiotici vivi e attivi per attivare una produzione di molecole nutrienti per le cellule intestinali e in generale per l’organismo.
Questa quantità minima sufficiente di microrganismi permette di raggiungere l’intestino, di moltiplicarsi e di esercitare un’azione di equilibrio sulla microflora intestinale.
Si tratta, quindi, di alimenti capaci di supportare e migliorare le funzioni di equilibrio fisiologico dell’organismo.
I probiotici più conosciuti sono i batteri delle famiglie dei Lattobacilli e dei Bifidobatteri, che troviamo nello yogurt, ad esempio. Per gli adulti è importante assumerli per ristabilire l’equilibrio intestinale che può essere compromesso per varie cause, come l’assunzione di farmaci, lo stress, etc… Nei bambini e nei neonati si somministrano in seguito ad infezioni gastrointestinali o in caso di dermatiti atopiche. Quando è necessario integrarli, per essere davvero efficaci i probiotici andrebbero assunti a stomaco vuoto, per almeno 3/4 settimane e nella giusta quantità – circa 4 miliardi di batteri al giorno – una dose difficilmente attuabile con la semplice dieta.
Il loro utilizzo è stato proposto, spesso con risultati incoraggianti, nel trattamento di svariate condizioni, patologiche e non. Anche se molto rimane ancora da chiarire, sappiamo che l'effetto positivo sulla salute umana dipende, in prima istanza, dall'effetto inibitorio sulla proliferazione di patogeni a livello intestinale. Quest'attività viene espletata a vari livelli, riassumibili nei seguenti punti: Competizione per i substrati energetici e per i siti di adesione alle pareti intestinali;
Diminuzione del pH fecale, con acidificazione del contenuto intestinale; Produzione di molecole nutrienti per le cellule intestinali e in generale per l’organismo.
Durante la competizione per i substrati energetici e per i siti di adesione alle pareti intestinali, i microrganismi probiotici competono con quelli dannosi sottraendo il loro nutrimento ed occupando i possibili siti di adesione alle pareti intestinali. Gli acidi grassi a corta catena (in particolar modo il butirrico), sono un ottimo nutrimento per le cellule della mucosa del colon e contribuiscono a migliorarne trofismo ed efficacia; tutto ciò si traduce in un migliore assorbimento delle sostanze nutritive a discapito di quelle tossiche.
Agli acidi grassi a corta catena prodotti dai probiotici vengono attribuite anche funzioni protettive contro le malattie infiammatorie intestinali.
L'acido butirrico, oltre a ridurre la proliferazione di patogeni e ad avere proprietà antiputrefattive, sembra possedere un effetto preventivo sullo sviluppo del cancro al colon.
La fermentazione della fibra alimentare operata dai probiotici origina anche alcune vitamine utili per l'organismo, in primis la B12 e la vitamina K.
La fermentazione ad opera della microflora intestinale origina acido lattico e acidi carbossilici a corta catena che, in virtù della loro acidità, creano condizioni ambientali favorevoli per la crescita dei simbionti (Bifidobatteri, Lactobacillus Acidophilus) ed ostili per lo sviluppo di microrganismi patogeni. Si assiste, di conseguenza, ad una diminuzione della flora "nemica" e dei suoi metaboliti tossici che, quando presenti in concentrazioni eccessive, favoriscono alcune patologie.
“Simbiotico” è il nome dell’associazione tra agenti probiotici e prebiotici all'interno dello stesso alimento o integratore; il simbiotico è un metodo di assunzione dei probiotici che ne garantisce la sopravvivenza, fornendo allo stesso tempo un substrato energetico specifico alla flora batterica già presente nel colon.
dott. Giuseppe Di Prima






















