
FANTASY MAX 400 (parole)
Johan Beistler
MERCE A CARO PREZZO
Dopo l’atterraggio il cargo raggiunge lentamente la piazzola dove si è radunata, con il Comitato di Ricevimento, anche una piccola folla di curiosi.
Mentre un camion si avvicina al portello posteriore, già aperto, dalla scaletta principale scende l’equipaggio, in mesta fila indiana.
Il Presidente rompe gli indugi e si avvicina a quegli uomini; poi, la voce rotta dal dolore, chiede al comandante del cargo:
-Allora? –
Quello sospira e si deterge una lacrima, poi scuotendo la testa risponde:
-Nessuno vende più. Siamo riusciti a scambiare un po’ di serietà e di compostezza nelle università, in alcuni ministeri, in un paio di conventi… ma roba da poco. Nel cargo abbiamo solo trentadue risate, sedici unità di gaiezza, quattro di pace e una sola felicità, e pure di seconda mano –
-Avete fatto il possibile… mi rendo conto – singhiozza il Presidente, poi mettendo una mano sulla spalla del comandante aggiunge:
- Grazie, comunque. Scaricate il tutto e prendetevi pure una unità di risate… ve la siete meritata –
- Il Dolore vi benedica – risponde il Comandante, abbozzando un inchino.
Mentre il comandante si allontana curvo sui suoi dolori, Il Segretario si avvicina al Presidente:
-La prossima volta dovremo rubare… non si può andare avanti così…, stanno diventando tutti tristi e seri, dove troveremo un briciolo, dico uno sparuto briciolo, di gioia?-
-E pensare che darei chissà cosa per una giornata di spensierata baldoria in birreria…- borbotta Il Presidente.
Il Segretario sospira:
-Siamo stati cicale… risate, feste, futilità, cazzeggi, se mi conserte il termine, e adesso paghiamo la nostra gioia tutto in una volta… la serenità, la felicità… consumate, sparite, esaurite…-
Il Presidente annuisce pensieroso, poi si scuote:
-Dobbiamo muoverci. Abbiamo l’inaugurazione di quella mostra di arte funebre… -
Il Presidente e il Segretario si allontanano dalla piazzola e salgono in fretta sull’auto presidenziale grigio opaco, per recarsi al Palazzo delle Mostre e dei Divertimenti.
La piccola folla che ha lugubremente assistito all’arrivo del cargo si allontana piangendo, tutti con lo sguardo a terra; e subito arrivano gli inservienti, per asciugare le lacrime che hanno inondato lo spazio destinato al pubblico e per accompagnare a casa quelli che, affranti, si sono lasciati cadere a terra.
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