


Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
LA MAREMMA CHE FU
(narrazione poesia contrasto poetico)
"La mia vecchia Maremma ebbe contrasti
e pure nelle ottave ben s’intenda;
ve li propongo, sperando che basti
e lo sviluppo non li disattenda”.
Alla fine dell'articolo sono elencati i titoli degli articoli precedenti con link per essere letti
Disputa politica-religiosa
Negli anni che sono di riferimento a questi ricordi, la parola oltraggiosa contro la divinità si contrapponeva, anche politicamente, alle parole di preghiere e canti in lode della stessa.
Tempi di Madonne piangenti e pellegrine, di manifesti raffiguranti cosacchi minacciosi all’interno di Piazza San Pietro, tempi di Peppone e don Camillo, di guaresca memoria.
Un giorno assolato, di primavera, nelle campagne della Maremma, in due vigne confinanti due villani, cioè due contadini (pure la lingua ha voluto offendere il lavoratore della terra), parenti di sangue ma politicamente avversari, erano impegnati nella zappatura delle vigne.
Mentre da una parte s’innalzava qualche canto villereccio, alternativamente un Avanti popolo…e un Su fratelli, su, compagni, su venite in fitta schiera…., interrotti con frequenza da qualche colorita bestemmia (tanto per non perdere l’abitudine!), forse causata dalla fatica o difficoltà nel lavoro, dall’altra era un continuo gorgheggiare il Noi vogliamdio…, un Ti adoriam ostia divina…e, per completare l’opera, un ripetuto O bianco fiore, simbol d’amore…
Si sa che la politica e la religione possono dividere, ma si sa pure che il mangiare tende a superare la diversità d’opinione e a unire in una comune condivisa azione.
Venne l’ora della colazione e i due si ritrovarono all’ombra di una frondosa quercia, a godere di un po’ pane con formaggio, annaffiati da qualche sorso di vino, gelosamente custodito in un fiasco all’ombra dell’albero.
La conversazione scivolava tranquillamente sull’andamento della stagione e sui lavori che la vigna richiedeva, poi il cattolico-democristiano, offrendo benevolmente una sorsata di vino, si rivolse a quel parente stalinista: Senti un po’, ma perché questa tua brutta abitudine a bestemmiare, ma che ti hanno fatto lassù?
L’altro: quelli di lassù non mo hanno fatto niente, perché non ci sono, e a me, le bestemmie, insomma chiamarli per nome, mi servono per accomodare il discorso.
Il primo: Allora perché non vedi di cambiarlo? Il secondo, per tutta risposta, incominciò una sfilza d’imprecazioni contro Dio, la Madonna e i Santi, qualcuno nemmeno elencato nel calendario, poi rimase con il fiato sospeso e la bocca semiaperta, avendo finito il repertorio.
L’uditore scandalizzato: Hai finito, bestia di un diavolo? In risposta: Sai che ti dico a ‘sto punto? Evviva il diavolo! Così ho finito e ho cambiato il discorso.
Ripresero la zappatura ma per quel giorno nelle due vigne non si sentì più voce, nel timore che la parentela si rompesse definitivamente.
Erano tempi di Peppone e don Camillo anche nella Maremma che fu.
-----------------------
La Maremma che fu, gli articoli precedenti
La Maremma che fu - Disputa politica-religiosa
La Maremma che fu - Ricordi della scuola elementare
La Maremma che fu - Secondo Contrasto sociale
La Maremma che fu - Primo Contrasto sociale
La Maremma che fu - Una strana processione
La Maremma che fu - Alla villana
La Maremma che fu - L’investitura
La Maremma che fu - Cultura e fede
La Maremma che fu - Il Carnevale
La Maremma che fu - Un piangente vignaiolo
La Maremma che fu - Una cosa buffa
La Maremma che fu - La nostra scuola
La Maremma che fu - In chiesa
La Maremma che fu - Menu villano
La Maremma che fu - I nostri giochi
La Maremma che fu - Un venerdì di passione
La Maremma che fu - Il ciocco
La Maremma che fu - Una cristiana abitudine (o dell’Anima)
La Maremma che fu - Il rito
La Maremma che fu - Una vendemmia bisestile
La Maremma che fu - Due ambulanti
La Maremma che fu - Il calendario contadino
La Maremma che fu - Un equivoco canzonettistico
La Maremma che fu - L’origine
La Maremma che fu - Il pecoraroLa Maremma che fu - La Trinità
La Maremma che fu - La villania
La Maremma che fu - Due poeti
La Maremma che fu - L’iniziazione
La Maremma che fu - Fotografia
La Maremma che fu - Bracciantato
La Maremma che fu - Una porchetta infelice
La Maremma che fu - Il confine
La Maremma che fu - Questua*
La Maremma che fu - Lupo di macchia
La Maremma che fu - La lupa
La Maremma che fu - La fiera
La Maremma che fu - Al lavatoio II
La Maremma che fu - Serenata maremmana
La Maremma che fu - Dal barbiere
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Don Giustino
La Maremma che fu - Zazzerone
La Maremma che fu - Zooerastia
La Maremma che fu - Canto del soldato contadino
La Maremma che fu - In vino veritas?
La Maremma che fu - Verso Natale
La Maremma che fu - Il vecchio contadinoLa Maremma che fu - Nel pollaio
La Maremma che fu - Due pulcini devoti a Bacco
La Maremma che fu - Canto dello zappatore
La Maremma che fu - Ricordo di un maremmano calzolaio e ballerino di tango
La Maremma che fu - La festa nel podere
La Maremma che fu - Due quadrupedi
La Maremma che fu - Un maremmano calzolaio e attore
La Maremma che fu - Canto del buttero
La Maremma che fu - Al forno
La Maremma che fu - Fidanzamento contadino - Il dovere coniugale
La Maremma che fu - La vecchia bracciante
La Maremma che fu - La ferratura
La Maremma che fu - Il raccolto
La Maremma che fu - Era il tempo del brigante Tiburzi*
La Maremma che fu - Canto del vecchio pecoraio
La Maremma che fu - Il somaro Zampacorta e il contadino Cambiasomaro
La Maremma che fu -one od –ette
La Maremma che fu - La transumanza
La Maremma che fu - Buon appetito!
La Maremma che fu - In vino veritas
La Maremma che fu - Eroi di Maremma
La Maremma che fu - Terra amata
La Maremma che fu - Coito interrotto
La Maremma che fu - L'antica madre
