Viterbo CRONACA perenne abbaiare dei cani al quartier Santa Barbara

Gentile Direttore, ho avuto modo di leggere gli articoli relativi a segnalazioni che alcuni cittadini Le hanno inviato e che Lei ha avuto la bontà ed il senso civico di pubblicare.

Tutti codesti lettori, accogliendo il Suo invito, si sono firmati “Carneade” e tutti hanno segnalato delle piccole inadempienze della Pubblica Amministrazione: purtroppo nessuna delle segnalazioni da Lei evidenziate ha trovato cittadinanza presso la medesima.

Ad una di esse desidero dare il mio supporto perché il fatto segnalato sta raggiungendo, unitamente alle varie discariche di rifiuti solidi urbani sparse a macchia di leopardo in vari punti della città e del territorio comunale, limiti di intolleranza se non di saturazione.

Mi riferisco al fastidio che reca il perenne abbaiare dei cani al quartier Santa Barbara, con particolare riferimento all'inizio di via degli Etruschi.

Il fastidio arrecato da questi animali è continuo, con punti di intolleranza, per una persona normale, che toccano il loro acme in archi determinati di tempo che vanno dalle ore 10,30 /11,00 della mattina fino alle ore 14,00 e dalle ore 17,00 / 17,30  fino a tarda notte nella seconda parte della giornata.

Il Carneade autore del precedente intervento aveva tra l’altro segnalato anche due specifici articoli del codice penale,  ed esattamente l’art. 659 e l’art, 727 che trattano la materia; l’altro signor Carneade, che segnalava la rottura del dissuasore stradale posizionato a ragion veduta nel’area antistante l’accesso ad un supermercato, faceva anche notare che nel quartiere in oggetto abitava ed abita il comandante dei Vigili Urbani e, mi è sembrato di capire, chiedesse indirettamente aiuto al medesimo.

Orbene, non solo niente è stato risolto, ma il tutto è anche peggio di  prima: ed infatti la parte del dissuasore  che si era staccata, e che era stata appoggiata nelle vicinanze del medesimo, è sparita mentre, qualche metro più avanti, ha trovato cittadinanza e fa bella mostra di sé un ramo di albero staccato chi sa come e chi sa da chi e lasciato abbandonato ormai da circa un mese sul marciapiede.

Convengo con le osservazioni mosse dai due signori “Carneade” quando affermano che non ci si può rivolgere direttamente al Sindaco per delle cose del genere, perché vi sono delle figure intermedie della pubblica amministrazione preposte a tali adempienze, e non voglio insistere su questo fatto perché già sufficientemente e chiaramente messo in evidenza dagli autori de rispettivi articoli; tuttavia desidero aggiungere, all’indirizzo dei suddetti “inadempienti” ad alcune funzioni loro spettanti, che esistono anche altre norme a tutela dei cittadini; una di queste ha addirittura rilevanza costituzionale, o meglio è una norma costituzionale, e come tale preliminare ed assorbente rispetto a leggi, leggine, regolamenti, regole e discipline varie che vengono sollevati per difesa da costoro.

L’art. 54 della Costituzione, al primo comma, recita infatti, che “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne le costituzione e le leggi” ed aggiunge al secondo comma che: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.

Una norma suffic

ientemente chiara per chiunque, specialmente per chi, per occupare certi posti, ha dimostrato, attraverso appositi concorsi, di esserne a conoscenza.

Al Sindaco, e naturalmente a coloro che lo assistono, perché il Sindaco non può sapere tutto al punto di essere un esperto in ogni cosa, possiamo rivolgere l’invito di richiamare, nelle forme che riterrà più opportune, codesti più o meno “inadempienti” ad una maggiore efficienza ed efficacia delle loro azioni, magari ricordando a chi di dovere che ciascun cittadino può promuovere nei loro confronti dei procedimenti amministrativi e/o aprire delle conferenze di servizi, nelle quali è facile immaginare che ne potremmo vedere delle belle.

Per non parlare, poi, delle norme penali che il cittadino ha facoltà di azionare attraverso veri e propri procedimenti a sua tutela; ma ritengo che al cittadino non interessi tanto vedere penalmente punito il colpevole del reato quanto vedere realizzato il proprio interesse legittimo, la cui realizzazione può essere ricercata e raggiunta anche attraverso un dialogo aperto con la Pubblica Amministrazione medesima.

Debbo anche io firmarmi Carneade, signor direttore, sia per ingrandire il numero dei cittadini che evidenziano gli inadempimenti dei vari dipendenti pubblici, sia perché credo nella funzione sociale di questa pagina messa da Lei gentilmente e molto opportunamente a disposizione.

Naturalmente La ringrazio signor Direttore.

Carneade

 

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