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Viterbo VIDEO 12 Febbraio 2016 Tutti eccellenti personaggi, sì, ma per riempire progetti che andranno nel cassetto, sopra agli altri
Mauro Galeotti
Ho ascoltato e ripreso tutti gli interventi in merito alla realizzazione di un masterplan per il Centro storico di Viterbo.
Credo e sono convinto che sarà l'ennesima delusione e soldi buttati via, se ve ne saranno, in progetti che non saranno mai realizzati. L'ennesima presa per i fondelli, esistono nei cassetti del Comune progetti impolverati, mai attuati ed ora se ne aggiunge un altro.
Ho sentito tante parole da professoroni in urbanistica, architetti, senza dubbio con due balle così, ma solo tante belle parole, tanta voglia di fare... progetti che poi non saranno attuati.
... e Pantalone paga, forse!
La mia sfiducia si basa appunto sui precedenti strumenti di salvaguardia del Centro storico di Viterbo che nessuno ha mai attuato. Vedi ad esempio il Regolamento ornato cittadino, chiuso a chiave nel cassetto. A sentir parlare quelle belle voci, così propositive, così sicure, così certe, mi era venuta voglia di andarmene, ma dovevo riprendere per te lettore di questo quotidiano e renderti edotto dell'accaduto.
In una città dove gli amministratori non sono capaci di rimpiazzare in Piazza del Plebiscito e Piazza dei Caduti, i blocchetti di porfido saltati via, tappati col catrame; dove le facciate dei palazzi sono decrepite e cadono ovunque a pezzi;
dove le vergognose scritte sui muri sono eterne e fanno ormai parte dell'arredo urbano; dove cinque orologi sono fermi da tanto, troppo tempo e mi riferisco a quello della Torre dei Priori, di Porta Fiorentina, delle Scuole Rosse, del Teatro dell'Unione e di Piazza san Faustino;
dove i graffiti medievali vengono abbattuti in Via san Leonardo e presto cadranno quelli del Palazzo Nini in Via Annio e tra non molto quelli del Palazzo della Pace in Corso Italia; dove i faretti a decine di decine infestano e non illuminano Piazza del Plebiscito; dove non si è riusciti a realizzare la salita con ascensore in nessuna torre di Viterbo;
dove si lotta per l'acqua termale e si aggrediscono aziende del settore che danno da mangiare a molte famiglie viterbesi; dove si installano portoni e persiane in anodizzato nel quartiere san Pellegrino; dove l'acqua e la raccolta dei rifiuti sono ogni giorno sulla cronaca dei nostri giornali;
dove la mattina ti alzi e devi telefonare in Comune per sapere quali sono in carica gli assessori quel giorno; dove le fontane sono sporche e non illuminate, vedi ad esempio Fontana Grande, la più bella di Viterbo, oggetto anche di un francobollo delle Poste italiane, per mano del prestigioso artista Eros Donnini;
dove vengono spostati in Piazza della Rocca due lampioni dell'800 da sempre in Piazza del Plebiscito; dove rubano una statua bronzea per le Vittime civili, di Alessio Paternesi, e non si sa dove sia; dove si inaugurano a fine 2015 gli ascensori sulla Valle di Faul e nessuno ancora è in funzione;
dove il Teatro del Genio è pieno zeppo di debiti; dove le ante lignee del '700 delle porte della città sono cadenti; dove il Teatro dell'Unione, perla cittadina della lirica, è fermo nei restauri; dove la carrozza dei Priori, tolta dalla Sala della Madonna della Quercia del Palazzo dei priori, è ancora smontata in un magazzino di Monterazzano;
dove l'illuminazione pubblica nel Centro storico è stata violentata con improponibili lanterne al led con luce bianca spettrale, senza vetri nella gabbia; dove ci sono edifici abbandonati a se stessi come il Palazzo Calabresi, il Palazzo di donna Olimpia Pamphili, il Palazzo Doria Pamphili, l'Ospedale Grande degli Infermi... e mi fermo perché mi sono stancato.
Mi chiedo allora, ma tutti quei professoroni che hanno parlato tanto bene, ma dove vanno, cosa potranno fare se non pezzi di carta con progetti di quello e di quell'altro, ma poi chi paga? Dove sono i soldi?
Deduzione: Non sarà l'ennesimo contentino di facciata sia ai Viterbesi che ai tecnici che ci dovranno mettere le mani, oppure bisogna accontentare qualcuno?
Ora sto meglio e finisco con i presenti: il sindaco Leonardo Michelini; l’assessore all’urbanistica e al centro storico Raffaela Saraconi; il dirigente del settore urbanistica e centro storico Emilio Capoccioni; il direttore del dipartimento di architettura e progetto della Sapienza, Piero Ostilio Rossi; il responsabile scientifico della ricerca, Orazio Carpenzano, e la coordinatrice del gruppo operativo, Manuela Raitano.
Modera Wanda Cherubini.
Tutti eccellenti personaggi, sì, ma per riempire progetti che andranno nel cassetto, sopra agli altri.
Mauro Galeotti
Ripresa con iPhone6 di Mauro Galeotti per il quotidiano www.lacitta.eu






















