Viterbo VIDEO 1° Agosto 2015. Questo è Largo Vittoria Colonna a Viterbo, che quasi nessuno conosce e sa che esiste, è subito dopo Piazza Dante Alighieri.
Inesorabilmente abbandonato! Ecco come è curata la memoria del Rinascimento a Viterbo!
Una vergogna per i Viterbesi, e per il Comune di Viterbo, aver dedicato una parte della città ad un personaggio storico di tutto rilievo nel Rinascimento viterbese e italiano, abbandonato e dimenticato.

 

Vittoria Colonna in un dipinto di Sebastiano del Piombo


Mura cadenti, intonaci scoloriti, persiane divelte, finestre senza vetri, metri di fili di ogni tipo.
Importante piazzetta per la presenza del Monastero e Chiesa di san Simone con sull'architrave incise alcune scritte in armeno.
Vittoria Colonna, ospite nel contiguo Convento di santa Caterina, ebbe da Viterbo scambi epistolari con Michelangelo Buonarroti e frequentò il cardinale Reginald Pole.
Ripresa con iPhone6 di Mauro Galeotti per il quotidiano www.lacitta.eu

Vittoria Colonna a Viterbo
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Nel Monastero di santa Caterina, in Piazza Dante Alighieri, fu ospite Vittoria Colonna (1490 - 1547), la quale nel 1536 ottenne, da papa Paolo III, la concessione di dimorare in qualunque convento.

Venne a Viterbo, la prima volta, nel 1525 dove le giunse la notizia della morte del marito, infermo a Milano. Si chiamava don Ferrante Francesco d’Avalos, marchese di Pescara ed era il più valoroso dei capitani di Carlo V.

La gentildonna rimase sconvolta dal dolore e si ritirò nel Monastero di santa Caterina. Vi fece più tardi ritorno e dal 1° Ottobre del 1541 vi dimorò, seppur con brevi spostamenti, fino al Giugno del 1544. 

In questo periodo frequentò il cardinale Reginald Pole, che ricoprì, dal 12 Agosto 1541, la carica di legato del Patrimonio di san Pietro a Viterbo, essendo stato nominato da papa Paolo III.

Il Pole si recava volentieri di persona, nel Monastero di santa Caterina, per far visita a Vittoria, la quale ritornò a Viterbo, per un breve periodo, nel 1545.

Vittoria Colonna in un disegno di Michelangelo Bonarroti

 

Tenne anche corrispondenza con Michelangelo Buonarroti col quale aveva una stabile amicitia et ligata in cristiano nodo sicurissima affectione, così leggo in una sua lettera inviata, verso il 1543, al Magnifico Messer.

Scrive Andrea Scriattoli (1915 - 1920) che poté a mala pena ricopiare questa iscrizione, dipinta su una parete del monastero:

«Vittoria Colonna / fra poeti italici del suo secolo la prima / per ingegno dottrina beneficenza / dovunque chiarissima / soave modesta / che / perduto il consorte / Ferdinando Francesco d’Avalos marchese di Pescara / qui tenne lunga dimora / dall’anno 1512 al 1544 / cultrice esemplare nel vedovaggio / come in giovinezza / della Cattolica religione / per la tristezza dei tempi / agitata e commossa / le suore del monastero / perché la memoria di tanta virtù / ai futuri durasse / P. Q. M. / l’anno 1850 dalla morte di lei 303».

Alla sua morte (31 Marzo 1546) Vittoria Colonna lasciò al Monastero di santa Caterina, un legato di trecento scudi, che fu consegnato alle monache dal cardinale Pole.

Dal libro Mauro Galeotti: "L'illustrissima Città di Viterbo", Viterbo, 2002

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