
Andrea Stefano Marini Balestra
Frizzante, divertente, spigliata la commedia di Aristofane “Lisistrata” andata in scena ieri sera a Ferento in un teatro sold out di attenti spettatori.
Il pezzo classico dell’autore greco, ben noto nei nostri liceali ricordi, adattata ai nostri tempi da Nicasio Anzelmo con l’interpretazione sbarazzina di Marisa Laurito accompagnata da un intenso Mario Scaletta e da Monica Guzzini, è un inno contro la guerra ed il trionfo dell’emancipazione femminile litteram.
Si consideri che l’opera aristofanea andò in scena nel V secolo avanti Cristo.
Chi era Lisistrata?
Una donna ateniese convoca donne della sua città, ma anche della rivale Sparta per discutere del problema che le affliggeva. I loro uomini, intenti a farsi guerre continue le trascuravano e si ricordavano di loro, solo, tra una guerra ed un’altra.
Come queste donne risolvono il problema?
Non avendo altre armi: propongono lo sciopero del sesso. Lo giurano e lo mettono in pratica.
L’interprete maschile della versione “moderna” appare infatti come un uomo ridicolo (veste infatti in scena una grottesca uniforme militare) solo capace vantare le sue glorie, ma poi cede di fronte all’ostinazione delle donne che reclamano la pace e si irridono delle sue imprese guerresche.
Aristofane, con la sua ironia satirica propone veramente in anticipo i temi della emancipazione femminile ed il pacifismo. In ogni caso il teatro greco anche con Euripide nella sua tragica “Medea” ebbe valorizzare la figura femminile.
Ma non fu il solo.
L’esecuzione vista a Ferento, accompagnata dalle musiche di Federico Capranica che ha deliziato con intermezzi cantati dalla Laurito, ha suscitato non solo sorrisi e battimano a scena aperta per gli skechts degli attori anche, qualcuno in vernacolo napoletano, ma una riflessione sui pericoli delle guerre e sul valore della pace.
Proprio come voleva far intendere il teatro greco che serviva di ammonimento per la società del loro tempo, ma sempre valido anche nel terzo millennio.






















