Luigi Mencarelli
Roma - Mencarelli al Servizio militare di leva
Luigi era nato a Viterbo l’8 agosto 1910 da Antonio e Rosa Pierini, terzo di sette fratelli.
Morì a Viterbo il 24 gennaio 2005, mentre dormiva, una settimana dopo la morte della moglie Ida Ranocchiari avvenuta per polmonite il 17 gennaio 2005.
Entrò in Croce Rossa nel 1937, richiamato alle armi nel 1939, continuò a far servizio come autiere di ambulanze nel Corpo militare della sanità; alla fine della guerra riprese il suo servizio in Croce Rossa, il suo stipendio era di 250 lire al mese.
La divisa istituzionale in vigore fino al 1945, non si scostava da quella dei soldati, era composta infatti da una giacca alla cacciatora di colore grigio-verde, pantalone in panno grigio alla zuava e stivali a gambale di cuoio nero, non si fregiava di stellette.
La sede della CRI era in Via Saffi nr. 103/107 davanti al Palazzo Poscia, detto della Bella Galiana; al nr. 103 era l’ingresso a due appartamenti adibiti appunto agli autisti, al nr. 105 c’era il garage per l’ambulanza, al nr. 107 c’erano gli uffici di amministrazione; il numero di telefono fino a circa il 1963/64 era: 2333 attivo 24 ore.

Insegna, conservata dalla CRI sede di Viterbo, della Convenzione di Ginevra che era sopra l'ingresso CRI in Via Saffi a Viterbo
Il 22 agosto 1864: con la firma della Prima Convenzione di Ginevra nasce la Croce Rossa
Chi prestava servizio attivo era solamente lui, Luigi Mencarelli, faceva servizio 24 ore su 24, ed erano in dotazione due auto, quando lui era fuori sede, la CRI autorizzava per il trasporto dei malati gli autisti del garage Dobici allora in Via Orologio Vecchio. Dal 1950 l’organico degli autisti fu incrementato e furono istituite turnazioni.
Nel 1937 raccontava Luigi, che la lettiga era montata su una carrozza trainata da un cavallo.
La carrozza-lettiga era custodita in Via Annio al nr. 23 in un locale davanti al Palazzo Nini, locale che in seguito fu adibito a rimessa degli stessi automezzi della CRI, mentre il cavallo veniva custodito all’interno di Palazzo Fani in Piazza Fontana Grande, la lettiga però già dal 1937 non era più in uso.
Il conte Paolo Fani, infatti, cavaliere dell’Ordine di Malta e censore della Banca d’Italia, per moltissimi anni fu Presidente della CRI di Viterbo.

La Fiat 618 C
Nel bombardamento del 17 gennaio 1944 l’ambulanza in dotazione a Viterbo era una Fiat 618 C, mentre stava facendo benzina in Piazza della Rocca presso la pompa del garage Va.Go, diretta a Grotte S.Stefano per soccorrere una partoriente, fu bombardata e distrutta, Mencarelli si salvò poiché a seguito del frastuono del bombardamento di Piazza S. Sisto e Via Garibaldi, e le sirene, andò a rifugiarsi in una cantina-rifugio dell’attuale via Granatieri di Sardegna a metà via, scendendo a destra dove era una “fraschetta” per la vendita del vino, in molti infatti approfittavano, durante i bombardamenti, utilizzare le cantine come rifugi.

Viterbo - Piazza della Rocca bombardata nel 1944

L'Autobianchi S 9
L’ambulanza fu sostituita da una Autobianchi S 9 carrozzata Garavini con accensione a chiave a chiodo e supplemento di avviamento a manovella, ed aveva due posti lettiga e due posti a sedere.
In seguito, l’autoparco si ingrandì; venne dotato infatti di una Fiat 1100 L e una Fiat 1400 diesel fino al 1957 con carrozzeria Viberti; poi la sede centrale di Roma inviò al Comitato CRI di Viterbo una Fiat 1100 L, una Fiat 1100 T e una Fiat 1100/103, quest’ultima in servizio fino al 1970 e oltre, tutte vetture carrozzate Coriasco.
La Fiat 1100/103 fu utilizzata per la prima volta durante le riprese del film "Il Vigile", nel 1960, del regista Luigi Zampa; infatti, nelle ultime sequenze del film quando Vittorio De Sica ebbe l’incidente nella "curva della morte" sotto il ponte ferroviario di Bagnaia, si vede l’autista Luigi Mencarelli che soccorre Vittorio De Sica in barella con accanto Alberto Sordi e caricato su quel tipo di ambulanza la vettura era nuova e mai utilizzata per il trasporto di malati; fu infatti assegnata per l’occasione alla CRI di Viterbo proveniente dall’autoparco centrale di Largo Preneste di Roma.

Bagnaia - Luigi Mencarelli, al centro della foto, col camice color caffè latte, tipico degli autisti di quel tempo soccorre Vittorio De Sica aiutato dal vigile Alberto Sordi nel film Il Vigile

Bagnaia - La Fiat Ambulanza 1100/103 utilizzata nel film Il Vigile con Alberto Sordi
Alberto Sordi in Il Vigile alla "curva della morte" con l'intervento dell'Ambulanza guidata da Luigi Mencarelli
Infiniti sono stati gli interventi durante il lungo lavoro di Mencarelli, in considerazione che la CRI di Viterbo era l’unico punto di riferimento per il soccorso per tutta la provincia.
Interventi sia in tempo di guerra che di pace, da incidenti stradali allora molto rari ma non meno cruenti, al trasporto di malati cronici, al soccorso di malati di ogni genere da tutta la provincia di Viterbo ed oltre, ad interventi di soccorso per calamità, alluvioni come quello del Tevere del 1939 e quello di Tarquinia/Montalto, interventi di trasporto malati di mente in compartecipazione con la Questura di Viterbo, presso i nosocomi di Siena e di Roma Monte Mario, nonché le normali richieste di presidio di soccorso durante gare e manifestazioni sportive, una griglia dedicata al prossimo con competenza, serietà e professionalità.
Per l’operato infaticabile con lodevole solerzia ed impegno profuso durante il terremoto di Tuscania del 6 febbraio del 1971, a Mencarelli fu conferito dal Presidente Saragat il titolo di Cavaliere della Repubblica italiana. Quando andò in pensione nel 1974 aveva raggiunto il grado di capo-tecnico superiore.

Un intervento durante il trasporto dei malati dall’ospedale grande di Viterbo al Treno Bianco dell’Unitalsi

L'ambulanza Fiat 1100 presso la Stazione di Porta Fiorentina a Viterbo
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Le preziose notizie sono dovute al figlio di Luigi Mencarelli, Bruno, che ringrazio con affetto anche per l'amicizia che ci lega.
E' una dedica dettata dal cuore di Bruno verso il suo indimenticabile padre. (m.g.)






















