
L'arch. Simonetta Valtieri e il dott. Aldo Perugi
Viterbo
Simonetta Valtieri In un periodo storico che si caratterizza per avere una memoria “breve”, reputo utile far conoscere ai Viterbesi la complessità del percorso che ha riportato in vita le Scuderie papali, un’architettura di Bramante – verso cui l’attuale Amministrazione Comunale, e in particolare l’Assessore ai lavori pubblici Laura Allegrini, sta mostrando un’attenzione per renderle fruibili – e ricordare l’impegno profuso da Aldo Perugi, che nelle sue funzioni di Presidente della Fondazione e poi della Banca Carivit, ne ha reso possibile il recupero.
In qualsiasi intervento inerente il patrimonio storico è fondamentale il lavoro preliminare dello studio che indirizza le modalità di restauro, ma è indispensabile reperire i fondi perché il progetto venga portato a termine.
L’interesse nei confronti delle Scuderie bramantesche era iniziato dal 1970, quando insieme a Enzo Bentivoglio, ancora studenti di architettura, incuriositi dai fusti di due colonne con capitelli incassate nel muro di un edificio abbandonato, abbiamo cercato di guardare all’interno delle mura diroccate, scorgendo un’altra colonna con il capitello emergente tra una massa di rovi. In seguito a una istanza corredata da nostre pubblicazioni che ne dimostravano il valore, la Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici del Lazio ha vincolato la struttura, destinata alla demolizione.
Aldo Perugi è stato stimolato dal progetto: Alla Riscoperta dello ‘Stallone’ del papa. Conoscenza, restauro e valorizzazione di una struttura rinascimentale bramantesca, presentato nel 2008 per il bando della Fondazione Carivit come direttore del Dipartimento Universitario PAU (Patrimonio Architettonico e Urbanistico dell’Università degli Studi di Reggio Calabria). Avevo anche fatto predisporre un’animazione video 3D, esibita nel 2009 in occasione di una lezione tenuta per l’Università dell’Età Libera su invito del suo rettore, prof. Franco Cordelli, allora Presidente della Fondazione Carivit.
Aldo Perugi, credendo fermamente in questo progetto di recupero, ha finanziato la pubblicazione, in un numero limitato di copie, del nostro primo volume sulle Scuderie in occasione dell’incontro “Gli indirizzi della Comunità Europea a favore delle piccole e medie imprese e del Turismo”, con il Vice Presidente della Comunità Economica Europea Antonio Tajani, tenutosi il 28 maggio 2010 presso la sede della Banca Carivit, invitandoci a presentare anche il video con la ricostruzione virtuale delle Scuderie.

L’anno successivo la Fondazione Carivit ha stipulato una convenzione con il Dipartimento PAU, dove mi è stato assegnato il ruolo di coordinatore scientifico in qualità di professore Ordinario di restauro, per la consulenza scientifica e tecnica del progetto di recupero delle Scuderie, proprietà del Demanio, subordinando l’esecutività dell’accordo al loro acquisto da parte del Comune di Viterbo e alla partecipazione economica della Banca Carivit per poter eseguire i lavori.
Il 15 giugno 2012 il sindaco Giulio Marini ha acquistato le Scuderie con fondi regionali e il 18 ottobre 2012 è stata stipulata una convenzione tra la Banca Carivit (che metteva a disposizione un milione di euro per il restauro), la Fondazione Carivit (che ha donato il progetto esecutivo) e il Comune di Viterbo, che si impegnava a effettuare i lavori secondo il progetto da noi elaborato.
La prima fase operativa, iniziata con i complessi lavori di rimozione e selezione dello strato di quasi tre metri di macerie derivate dai crolli, è stata ritardata dal rinvenimento di ordigni bellici che ha comportato una bonifica sotto la guida degli artificieri, conclusa il 29 marzo 2013. Con l’edificio libero dalle macerie, sono state immediatamente eseguite le indagini a cura del Dipartimento PAU: rilievi delle murature con il Laser Scanner Leica 3D per ottenere in tempi veloci le esatte geometrie e rilievi manuali dei pezzi delle colonne con la loro ricomposizione grafica in anastilosi eseguiti da nostri giovani laureati e dottori di ricerca, oltre a tutti i tipi di analisi propedeutiche a un intervento di restauro.
Il progetto esecutivo è stato consegnato nel 2014 alla Fondazione Carivit, nella persona del Presidente Mario Brutti, che lo ha donato al Comune di Viterbo, che ha messo a bando del I Lotto dei lavori finanziati dalla Banca Carivit riguardante la ricostruzione delle strutture architettoniche. La gara è stata vinta dalla Ditta Ciorba s.r.l. – dopo l’approvazione rilasciata dal Genio Civile, nell’aprile 2015 – che ha portato a compimento l’innalzamento delle 24 colonne ricomposte e delle murature usando il materiale selezionato dai crolli, secondo le tecniche di un antico cantiere.
Nel lungo e complesso iter dello svolgimento dei lavori non ha certo aiutato la variazione degli interlocutori che si sono succeduti nel tempo, i quali ogni volta dovevano riprendere il filo burocratico dei vari passaggi di un’opera certamente non ordinaria: sono cambiati tre Dirigenti dei Lavori Pubblici, con vari RUP designati di volta in volta, è stato anche modificato il Codice dei Lavori Pubblici – innescando una ‘riflessione’ dei competenti Uffici circa alcune norme a cui fare riferimento, modificate nel nuovo Codice –, nel frattempo la Banca Carivit è stata assorbita dalla Banca Intesa San Paolo, e dopo Giulio Marini, si sono succeduti due altri Sindaci, Leonardo Michelini e Giovanni Arena.
Speriamo che durante il suo mandato Giovanni Arena riesca a concludere una lunga attesa, consentendo alla cittadinanza di poter usufruire delle Scuderie, che, per convenzione, dovrebbero avere una destinazione d’uso finalizzata alla “Socializzazione giovanile nell’ambito artistico e culturale”, utile per contribuire alla riqualificazione e rivitalizzazione di quella zona.
Le Scuderie per le finalità d’uso programmate, potranno per la Città assumere una significatività non minore del richiamo del Museo Nazionale, e la valenza della loro struttura architettonica, rimessa in luce e usata, si potrà ricongiungere alle emanazioni architettoniche e storiche che vanno dalla basilica di S.Francesco al monastero agostiniano della SS. Trinità, dalla fontana farnesiana di piazza della Rocca a quella medioevale a fuso davanti alla chiesa di S.Faustino, affidata cinquecento anni fa per oltre un triennio ai profughi Cavalieri Gerolosolimitani.
Auspico che a recupero finito una targa ricordi l’impegno profuso da Aldo Perugi, a cui Viterbo deve l’acquisizione di un ulteriore “Monumento”: le Scuderie progettate da Bramante a servizio della Rocca Albornoz, ristrutturata per Giulio II e completata da Paolo III Farnese, come residenza dei papi del Rinascimento.
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La cronistoria del recupero delle Scuderie fino ad oggi è pubblicata in: E. Bentivoglio-S.Valtieri, I restauri delle Scuderie papali di Giulio II a Viterbo. La ‘resurrezione’ i un’architettura di Bramante, GB EditoriA, Roma 2018.






















