

Direbbe Rino Gaetano: "Ma chi me sente"
Mauro Galeotti
Sulla facciata della Chiesa di san Marco, in Piazza Verdi a Viterbo, è una preziosa antichissima epigrafe che si sta sfaldando sempre di più, andrebbe rimossa e conservata nel nostro Museo Civico. L'epigrafe ha ben 823 anni.
La chiesa risale almeno al 1191. E’ questo il Piano di san Marco che raggiungeva il Colle di san Francesco, posto in una delle contrade più antiche della città.
Avanti alla chiesa scorreva, a cielo aperto, il Torrente Sonza o Sonsa, l'attuale Urcionio.
Il 1° Dicembre 1198 papa Innocenzo III, al seguito di quindici cardinali, consacrò la Chiesa di san Marco, come dall’epigrafe sulla facciata a destra dell’ingresso di chi guarda.
† In n(om)i(n)e D(omi)ni am(en) Ista eccl(esi)a fuit (con)sec(ra)ta sub anno D(omi)ni M / CXCVIII p(er) S(an)c(t)issimu(m) d(omi)n(u)m I(n)noce(n)tiu(m) papa(m) t(er)ti-u(m) m(en)sis [decembris] / die p(r)ima et fuer(un)t cu(m) eo XV cardinales. Ip(s)e p(a)p(a) posuit [indulgentiam] / t(ri)b(us) vicib(us) i(n) anno i(n) d(i)c(t)a ecc(lesi)a, s(c)ilicet i(n) (con)sec(ra)tio(n)e [supradicta] / i(n) festo s(an)c(t)i B(e)n(e)d(i)c(t)i abbatis et i(n) festo s(an)c(t)i Marci Ev(angeliste) [ecclesie vocabuli] / et in oc[tavo] q(uo)q(ue) die (con)tinuato i(m)mediate festivitates ipsas sequente / C. annis et totide(m) quat(ra)genis et unusquisque ca(r)dinaliu(m) unum / annu(m) et quatraginta dies d(e) volu(n)tate et ma(n)dato ip(s)ius su(m)mi / Po(n)tificis, qui sunt in su(m)ma XX anni, XX quatrageni si(n)gulis / [diebus] per octavam ipsaru(m) [festivitatum]. Hoc op(us) fac(tu)m fuit [tempore domini] […Rollandi venerabilis abbatis] Sancti Salvatoris de [Monte] / Meato [et prepositure Ser Iacobi Nicolai Musti de Viterbio].
Tradotta: Nel nome del Signore, amen. Questa chiesa fu consacrata nell’anno 1198 dal santissimo signore Innocenzo papa III, il primo giorno di Dicembre.
Officiarono con lui quindici cardinali ed il papa in persona stabilì l’indulgenza a detta chiesa per tre occasioni dell’anno, e cioè nella riferita Consacrazione, nel giorno dedicato a san Benedetto abate e nel giorno consacrato a san Marco Evangelista, titolare della chiesa, e nell’ottavo giorno immediatamente seguente le festività stesse: cento anni e ancora quaranta, e ognuno dei cardinali un anno e quaranta giorni, secondo la volontà e l’intenzione del sommo Pontefice, che formano un totale di anni venti e venti volte quaranta giorni nei singoli giorni dell’ottava delle stesse festività.
Quest’opera fu portata a compimento al tempo del venerabile padre Rollando, abate di san Salvatore del Monte Amiata, e della prepositura di ser Giacomo di Nicola Mosti di Viterbo.
Attilio Carosi, attendibile e preciso studioso locale, così riferisce nel suo libro sulle epigrafi:
«Tutti i trascrittori conosciuti [...] leggono «tempore venerabilis Angeli abbatis Monasterii de Monte Meato» [...] quando si vede ancora oggi “S. Salvatoris de [Monte] Meato” e tanto il Codex Amiatinus del Kurze [...] quanto altri documenti nell’Archivio di Stato di Siena documentano dal 1188 al 1219, ininterrottamente, un abate Rollando e non parlano mai di un Angelus. Ho quindi preferito integrare il testo con questo nome».
A sinistra dell’ingresso è l’epigrafe:
Chiesa di S. Marco ev. costruita dai / Monaci Cistercensi e consacrata dal / papa Innocenzo III insieme a 15 / cardinali il 1.12.1198.
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