Chiesa di san Marco anni '50, Pala dell'altare maggiore, Giovan Francesco d’Avanzarano, detto il Fantastico “Madonna in trono tra San Marco e San Bernardo Abate” (Foto Fondo Zeri)

Elisa Angelone per il Centro diocesano di documentazione CEDIDO - Viterbo

Chiesa di San Marcoa Viterbo in Piazza Verdi, Parrocchia di San Marco.

La chiesa di S. Marco è citata già nel 1191, anno in cui è enumerata tra le chiese filiali dell’Abbazia di S. Salvatore al Monte Amiata2.

Viene consacrata nel 1198 da papa Innocenzo III3, ed è elencata tra le chiese minori della Città ancora nel 12364.

La contrada di S. Marco - che intorno all’XI secolo si estendeva fin oltre la Porta di Sonza - già nei primi anni del XIII secolo risulta abitata da pecorai5 e da bifolchi, e la chiesa - il cui possesso nel 1210 è confermato da Ottone IV al Monastero del Monte Amiata6 - ne è il centro sociale e religioso.

Il territorio non è esente dalla riforma urbanistica messa in atto nel 1251 che porta la contrada di S. Marco ad essere inclusa nella Porta di S. Matteo7.

Maggiori informazioni sulle vicende che la hanno riguardato la chiesa si hanno nel 1520 quando l’edificio sembra subire un sostanzioso restauro8.

In questi anni nella chiesa si fanno sentire gli impulsi favorevoli portati da alcune corporazioni di arti e professioni presenti nella Città: nel 1526 vi si riunisce l’Arte dei Bifolchi9 e alla fine del secolo al preposto di S. Marco si dice appartenere la chiesa di S. Maria delle Rose gestita dall’Arte degli Osti10; queste associazioni corrispondono al preposto di S. Marco rendite e profitti annui in occasione delle principali ricorrenze e della festività dell’evangelista11.

Nel 1612 S. Marco è citata come parrocchia12, resterà di proprietà del monastero del Monte Amiata fino al 1653 quando, anche su di lei, si faranno sentire le conseguenze della cosiddetta ”Soppressione innocenziana”.

La riforma - voluta da papa Innocenzo X Pamphili - sopprime i conventi con scarse rendite e con meno di quattro sacerdoti e due laici residenti.

S. Marco, pur avendo il solo rettore, viene sottoposta agli effetti giuridici della bolla relativamente alla sola nomina del rettore.

Da tempo infatti la chiesa è una parrocchia come tutte le altre e con i medesimi obblighi13 e ciò la risparmia dalla soppressione lasciando però all’abate di S. Salvatore al Monte Amiata il diritto di nominare il parroco14.

S. Marco resta in possesso del Monastero amiatino fino al 1782 quando - per volontà di Pietro Leopoldo, granduca di Toscana - l’Abbazia viene soppressa e S. Marco passa sotto l’amministrazione del Clero viterbese15.

La chiesa resta parrocchia fino al 1829, quando la cura delle anime del territorio di sua competenza viene temporaneamente divisa tra le vicine parrocchie di S. Maria in Poggio e S. Luca, per tornare poi in S. Marco16.

Al secolo scorso risalgono diversi interventi di restauro, il primo dei quali avviato intorno al 1908, il secondo realizzato a seguito dei bombardamenti del 1944 ed un ultimo intervento terminato intorno al 1960; i restauri restituiscono alla chiesa l’aspetto che ancora oggi possiamo ammirare17.

 

L’Archivio della chiesa parrocchiale di S. Marco.

La prima informazione sull’Archivio della chiesa parrocchiale di S. Marco si ha nel 1612 quando, in occasione della Visita pastorale, il vescovo Tiberio Muti ordina che si redigano gli inventari di tutti i beni mobili ed immobili, degli introiti e che una copia si renda disponibile per gli atti della sacra visita18.

Nel 1639 la visita del card. Francesco Maria Brancaccio cita libri dei morti, dei matrimoni e delle Messe19.

Nel 1702 si descrivono libri parrocchiali ben custoditi tra i quali si elencano in particolare libri dei morti20.

Nel 1861 si dice che “Vi è l’Archivio che è custodito dal Parroco, ed è tenuto nel miglior ordine possibile ed in esso vi sono vari libri de’ quali si darà Inventario in appresso”, nelle carte successive si elencano libri dei Matrimoni, delle Cresime, dei Morti, “quello però dello Stato delle Anime lo formano i Cartelli annuali che si compilano alla ricorrenza della Pasqua di Resurrezione, non legati in Libro, ma sciolti ...”21.

Oggi l’archivio parrocchiale di S. Marco è costituito di Liber Confirmatorum22, Liber Matrimoniorum23, Liber Mortuorum24, Status Animarum25, Liber Missarum26, La serie Amministrazione contiene documentazione di carattere contabile27 la cui datazione più antica risale al 1623, seguono gli Attuari (1768-1826) ed un faldone contenente corrispondenza della chiesa con la Sacra Congregazione del Concilio datata 1860.

1 Scheda realizzata da Elisa Angelone per il Centro diocesano di documentazione - Viterbo.
2 G. Signorelli, Viterbo nella storia della Chiesa, vol. I, Viterbo, 1907, p. 140; Cfr., G. Signorelli, Le chiese di Viterbo, Ms, p. 88v.
3 G. Signorelli, Le chiese ..., Ms., cit. p. 88v.
4 G. Signorelli, Viterbo ..., cit., vol. I, 1907, p. 195.
5 G. Signorelli, Le chiese ..., Ms., cit. p. 88v.
6 Ivi.
7 Ivi.
8 A. Carosi, Il Monastero di S. Salvatore del Monte Amiata e le sue chiese in Viterbo: S. Giovanni in Sonsa, S. Maria Maddalena, S. Marco, S. Maria delle Rose ..., Viterbo, 2000, p. 27.
9 G. Signorelli, Viterbo ..., cit., vol. II, Parte I, Viterbo, 1938, p. 249.
10 G. Signorelli, Viterbo ..., cit., vol. II, Parte II, Viterbo, 1940, p. 370.
11 A. Carosi, Il Monastero ..., cit, 2000, p. 35.
12 G. Signorelli, Le chiese ..., Ms., cit., p. 88v.
13 A. Carosi, Il Monastero ..., cit, 2000, p.37.
14 Ibidem, p. 89r.
15 M. Galeotti, L’illustrissima città di Viterbo, Viterbo, 2002, p. 361.
16 Ivi.
17 Ivi.
18 Cedido, Serie: Visite pastorali, Visita Muti, 1612-1622, c. 48.
19 Cedido, Serie: Visite pastorali, Visita Brancaccio 1639, c. 43v.
20 Cedido, Serie: Visite pastorali, Visita Santacroce 1702-1703, c. 433v.
21 Cedido, Serie: Visite pastorali, Visita Bedini 1861, cc. 54, 57v.
22 Gli atti di cresima sono riportati in 5 registri datati 1576-1870, le registrazioni non presentano lacune nella consistenza cronologica ma sono riportate in volumi che contengono anche atti di matrimonio e morte.
23 Gli atti di matrimoni sono riportati in 9 registri datati 1569-1970, mancano gli atti dal 1908 al 1929 ed alcuni volumi contengono la registrazione di matrimoni celebrati in anni già presenti in altri volumi. Dal 1930 al 1970 gli atti sono conservati in fogli sciolti cartacei legati in cartone. Della serie fa parte un faldone contenente dichiarazioni di stato libero 1756-1851.
24 La serie è costituita di 5 registri datati 1569-1871, mancano le registrazioni degli anni 1610-1681.
25 La serie è costituita di 145 fascicoli datati 1664-1948, mancano gli anni 1700-1793, 1796-1800, gli ultimi fascicoli non hanno la data.
26 La serie è costituita di 3 registri datati 1798-1945, mancano le messe celebrate negli anni 1849-1912.
27 Un Libro dei Beni 1623-1663, un Libro dei contratti 1632-1672, un Libro dello stato della chiesa 1708-1840.

 

 

 

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