Mario Olimpieri

Ancora altri stemmi farnesiani li abbiamo a Gradoli, Grotte di Castro e Ischia di Castro.

GRADOLI

Stemma del cardinale Alessandro Farnese (futuro papa Paolo III) attualmente collocato sul pianerottolo di accesso al piano nobile del Palazzo Farnese di Gradoli. 

Lo stemma che pubblichiamo risale al XVI secolo ed era in origine posto all'esterno del palazzo, presumibilmente sopra il portone di ingresso. Essendo gravemente deteriorato la sua lettura non è agevole: si intravede comunque uno scudo con i gigli seminati, secondo uno schema estremamente comune in questo tipo di reperti, sormontato da quel che resta di un cordone cardinalizio. Nello stemma si intuisce la presenza di altri elementi di tipo decorativo (una sorta di fascia incisa ricurva che sovrasta lo scudo) che non siamo tuttavia in grado di identificare.

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GROTTE DI CASTRO

Stemma con gigli farnesiani posto sulla

Fontana Grande in piazza cardinal Carlo Salotti 

La monumentale fontana è stata realizzata nel 1886. Il grande stemma rotondo con tre gigli farnesiani che la sovrasta dovrebbe essere stato realizzato in quella data o poco prima. Non si tratta evidentemente di un originale farnesiano, ma dello stemma del comune di Grotte di Castro. Completano la decorazione un profilo di scudo stilizzato che racchiude in alto i tre gigli e in basso una sorta di collinetta in cui si apre un accesso di forma conica (una grotta?) con dentro una stella; una corona sovrasta lo scudo e festoni svolazzanti sono posizionati sui lati; il tutto inserito in un cerchio profilato. Lo abbiamo presentato, preferendolo ad altri, in quanto è comunque indice di un sentimento di appartenenza da parte di una comunità pur nel volgere dei secoli.

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ISCHIA DI CASTRO

Stemma del Ducato di Castro, attualmente posizionato sopra l'ingresso del Municipio di Ischia di Castro

Lo stemma, in travertino, secondo una autorevole fonte sarebbe un originale farnesiano: addirittura proveniente dalla distrutta città di Castro. Costituirebbe quindi uno dei pochissimi reperti superstiti della capitale del ducato istituito da Paolo III Farnese nel 1537 per il figlio Pier Luigi e annientato nel 1649 da papa Innocenzo X per inimicizia verso i Farnese. La sua attuale collocazione, sopra l'ingresso del municipio, testimonia e simboleggia la persistenza di un legame storico e culturale tra la comunità di Ischia di Castro ed un passato illustre e indimenticato. Legame per altro ricorrente in queste terre, visto che il giglio farnesiano è rimasto effigiato in molti stemmi comunali dei paesi dell'ex ducato. Lo stemma in questione, sovrastato da una semplice corona ducale distintamente scolpita a tutto tondo e fregiata nel contorno dai rilievi di piccoli gigli, rappresenta un supporto concavo con forma di scudo su cui poggia una sorta di pergamena con scolpiti in altorilievo sei ritagli arrotolati (due grandi in alto, quattro più piccoli posizionati ai lati e in basso).

All'interno troviamo scolpiti in verticale i sei gigli Farnese, tre per lato, che incorniciano i simboli della dignità cardinalizia e pontificia: l'ombrello basilicale e le chiavi di San Pietro decussate. Si tratta evidentemente dello stemma del Ducato di Castro. Lo scudo, simile nel fregio centrale a quello di Cellere, appare però piuttosto rozzo e "barocco" nella composizione. La sua datazione dovrebbe risalire alla seconda metà del XVI sec.

 

 

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