Mario Olimpieri

Buongiorno Mauro, ancora tre luoghi con gli stemmi farnesiani. Un saluto a voi tutti. Mario

Altri stemmi farnesiani.

Notizie e foto prese da CANINO info onlus

CAPODIMONTE

Stemma Farnese in travertino, murato in una nicchia sulla Torre dell'Orologio nell'omonima via.

Lo stemma riproduce il liocorno, simbolo farnesiano delle origini, un elmo piumato e uno scudo con gigli seminati.

In alto, ciascuna su un lato, sono riportate due lettere: la prima, a sinistra, sembra una P (o forse una R?); a destra abbiamo invece quasi sicuramente una A, se non un monogramma che unisce F ed A. È importante sottolineare come il suddetto stemma sia pressoché identico ad altri due situati rispettivamente sulla torre dell'orologio di Marta e su quella di Ischia.

Questa identità di soggetto e di posizione non può essere casuale. Tutti e tre poi sono chiaramente riconducibili ad analoghi stemmi scolpiti sul monumento funebre di Ranuccio il Vecchio nell'isola Bisentina, realizzato da Isaia da Pisa nel 1449. Anche ciò appare significativo. In via del tutto ipotetica diremo che le lettere P e FA potrebbero riferirsi a Pier Luigi Farnese sr., il padre di papa Paolo III.

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Capodimonte è l’erede dell’antica Visentum (Bisenzio), importante città umbro-etrusca distrutta nel 28 a.c.

Dal 1585 e fino al 1649 seguì le sorti del Ducato di Castro per essere poi assoggettata allo Stato Pontificio fino al 1870.

La Rocca Farnese è un edificio a pianta ottagonale eseguita su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane, è cinta di mura e domina dall’alto l’intero paese ed il suggestivo panorama del Lago di Bolsena. Vi soggiornarono personaggi illustri come Alessandro VI, Giulio II, Leone X, Paolo III, Gregorio XIII, sovrani ed artisti di rango.

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SANTUARIO DEL CROCIFISSO DI CASTRO

Giglio farnesiano collocato sul portale del Santuario del Crocifisso di Castro.

Di quella che fu la stupenda città di Castro, capitale dell'omonimo Ducato voluto da papa Paolo III Farnese per i suoi discendenti, oggi non rimane pietra su pietra. Il sogno possibile rinascimentale di costruire la Città Ideale, che aveva trovato in Castro la sua più compiuta realizzazione, naufragò sotto i colpi di piccone degli sgherri di Innocenzo X che, per odio verso i Farnese, assediò la città, la conquistò con le armi, ne disperse la popolazione e la fece demolire pezzo su pezzo cospargendo poi sale sui luoghi dove sorgeva maestosa, come per allontanarne per sempre ogni speranza di rinascita e vita.

Oggi ciò che resta della città è avviluppato in modo inestricabile dai fitti tentacoli della macchia della Maremma: i resti di quelle che furono le eleganti e preziose architetture rinascimentali di Antonio da Sangallo il giovane giacciono accatastati nelle radure o biancheggiano qua e là tra le fronde, i rovi e gli sterpi.

La stemma in forma di giglio che pubblichiamo è posto sul portale del Santuario del Crocifisso, costruito intorno all'edicola che conserva la sacra e ancor oggi veneratissima immagine che i soldati di Innocenzo X, secondo la tradizione, non riuscirono a distruggere. Lo stemma potrebbe ben essere un reperto originale recuperato dalle rovine della città, come altri oggi conservati nel museo di Ischia di Castro. 

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FARNESE 

Stemma farnesiano decontestualizzato, attualmente posizionato in Piazza della Rocca. Lo stemma, di notevoli dimensioni, è precariamente murato a livello del terreno sul margine destro della parete di una costruzione antistante il Palazzo Farnese.

Lo stemma, in travertino, è molto deteriorato e di non facile lettura. Si intravedono sei gigli farnese, alcuni fregi nella parte superiore, tipo foglie arrotolate, e poco altro. Lo stemma con ogni probabilità era in origine murato sulla facciata del Palazzo Farnese, sopra il monumentale portale, da dove si è distaccato in epoca imprecisata per il peso e per l'incuria.

Parzialmente frantumatosi nel distacco, è stato appoggiato su un muro nella antistante piazzetta, in attesa di essere ricollocato.

 

 

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