
28 luglio - SAN VITTORE I, Papa e martire
a cura di Giuliano Padrin
E' il primo Papa africano nella storia della Chiesa.
Esercitò il pontificato fra il 189 ed il 197 d.C., risultando il 14° successore di San Pietro. Anche se fu un momento favorevole per i cristiani, tra la fine del regno di Commodo (180-192) ed i primi anni del regno di Settimio Severo (dal 193) non rese agevole il suo pontificato giacché, proprio all’interno della Chiesa, e proprio in quel periodo, emersero motivi di contrasto e di confronto. Prima fra tutti la necessità di individuare e sancire il giorno in cui si doveva celebrare la Pasqua.
I cristiani di Roma provenienti dall’Asia usavano, infatti, celebrarla il quattordicesimo giorno del mese di Nisan, qualunque fosse il giorno della settimana, mentre la pratica generale prevedeva che il giorno fosse quello della Domenica. Il fatto generò confusione nella comunità cristiana di Roma. San Vittore, nonostante i tentativi di persuasione nei riguardi di quella minoranza, tentativi che passarono attraverso contatti diretti con i vescovi asiatici, la convocazione del primo sinodo romano di cui si abbiano notizie, e le risposte a favore della Domenica pervenute da tutte le comunità del mondo cristiani, si vide costretto ad esercitare con forza la sua autorità al punto di minacciare di scomunica i recalcitranti.
Solo l’intervento di Sant’Ireneo di Lione e di altri evitò una drammatica rottura. La stessa forza egli usò con gli eretici che in quel periodo minavano l’ortodossia della Chiesa. Giunse addirittura a scomunicare un presbitero romano chiamato Florino che aveva aderito allo gnosticismo. Anche se i suoi scritti non sono giunti fino a noi, a parte le lettere sulla controversia pasquale, San Girolamo indica in Vittore il primo scrittore in latino della Chiesa. Durante il suo pontificato, infatti, la lingua greca cessa di essere l’idioma unico, ufficiale, per tutti i cristiani per lasciar posto al latino. Non si conosce bene come morì, ma visto che i suoi secondi cinque anni di pontificato corrispondono alla ripresa delle persecuzioni con il nuovo imperatore Settimio Severo, quasi certamente fu martirizzato come i suoi predecessori.






















