
1895 mercato in Piazza Fontana Grande (Archivio Mauro Galeotti)
Viterbo CRONACA e STORIA
Mauro Galeotti
Tanta polemica ha creato lo spostamento del mercato del sabato da Piazza Martiri d'Ungheria al Carmine. I commercianti non vogliono il trasferimento e secondo me hanno ragione.
Quale impellente necessità di parcheggio può esserci, essendo attivo il mega parcheggio sulla Valle di Faul, 24 ore su 24 di tutti i giorni, sia ai viterbesi che ai turisti, servito anche dall'ascensore?
E' più importante un parcheggio a pagamento, scrivo a pagamento, per la mattina del sabato, contro il parcheggio gratuito, scrivo gratuito, a Faul?
Totò avrebbe detto: Ma fatemi il piacere!
Ma perché non viene mai presa in considerazione la difficile vita dell'ambulante?
Scrive Giulio Terri, ambulante: "Noi ambulanti ci svegliamo prima che sorga il sole, con qualsiasi tempo e operiamo al freddo e al caldo torrido, mentre voi [amministratori] state comodamente belli e bellini nei vostri uffici, riscaldati d'inverno e rinfrescati d'estate".
Lo svantaggio degli ambulanti è evidente, sia logistico che economico, ma quello che più mi disturba è la "Vittoria" proclamata dai partiti Fratelli d'Italia, Lega Salvini, Fratelli d'Italia e FondAzione, e quando di mezzo ci si infilano i partiti, tutto è perduto e tutto è riprovevole.
Vergogna afferma Terri, vergogna dico io.
I nostri amministratori d'un tempo non erano fessi e rispettavano il lavoro degli ambulanti, infatti, consentivano lo svolgimento dei mercati sulle piazze dentro Viterbo, Piazza Fontana Grande, Piazza del Gesù, Piazza del Comune, Piazza san Carluccio, Piazza san Faustino per non parlare di Piazza delle erbe che porta ancora oggi l'inconfondibile nome.
A prova di ciò, tu che mi leggi, guarda le foto e leggi un po' di storia relativa ai mercati a Viterbo.
Una generazione che ignora la storia non ha passato… né futuro.
Non sono mie parole, ma di Robert Anson Heinlein
I nostri amministratori ignorano la nostra storia, eccome.
Mauro Galeotti
Piazza delle erbe
Nel 1493, in onore della visita di papa Alessandro VI, la piazza si disse Alessandrina, poi verso il 1472 prese il nome delle Erbe per il mercato giornaliero di erbaggi e frutta che si teneva fino ai primi decenni del secolo scorso.
Con Bando generale sopra le Strade dentro, e fuori della Città di Viterbo, datato 28 Aprile 1689, si intima: «che nella piazza di S. Stefano [Piazza delle Erbe], non possino fermarsi à vender legna, pertiche, forcine, tavole, et altre cose simili tanto di Viterbesi, quanto de Forastieri, sotto pena della perdita delle legna, et altro come di sopra, ma solo potranno fermarsi nella piazza della fonte grande, et S. Croce, et il giorno del mercato in strada nova [oggi Via Cavour].
Item, che in detta piazza di S. Stefano, avanti alli banchi dove si vende il pane non si possa vendere cosa alcuna, eccetto i meloni à suo tempo, sotto pena di uno scudo, per ciasche persona, e volta».
Prese il nome delle Erbe per il mercato giornaliero di erbaggi che vi si teneva da lungo tempo. Nel 1798, sotto i Francesi, assunse il nome di Piazza dell’Uguaglianza, in quell’anno veniva proibito, a mezzo affissione di un manifesto, fare incetta di alimenti che si vendevano «a Some, a Ceste, a Canestre […] per rivenderli, ed anche comprarli per se, a detta misura prima di un’ora avanti mezzo giorno di ogni mattina, e precisamente prima che non sarà levata la Bandiera che si terrà nel Cantone di detta Piazza, e vi si metterà ogni mattina, dal Custode di essa.
Questi oggetti di sussistenza devono stare a beneficio della Massa degli Abitanti, e nessuno per empire la propria casa può spogliare la Piazza, finchè questa non sia stata fornita dei generi suddetti al meno sino all’ora indicata, ed a questo proposito nessuno potrà infastidire i Venditori come si è sino ad ora veduto pratticare».
In un altro manifesto del 29 Luglio 1850 leggo: «E’ proibito ai Venditori di erbaggi d’ingombrare le strade con banchi, ceste e canestre in che sogliono tenerli fuori de’ loro spacci; ed a quelli di Piazza d’Erbe è consentito di tenerli dentro il limite demarcato dalle colonnette che vi furono erette a questo fine».
Quelle colonnette erano già in uso nel 1843 infatti con notificazione del 21 Agosto 1843 il delegato apostolico Marcello Orlandini dispone: «Sulla Piazza dell’Erbe non potranno ritenersi i banchetti per vendere erbaggi, pane ed altri generi se non entro la linea delle colonne, e non sarà lecito agli Erbaroli di condurre, ed esporre sulla Piazza erbaggj che non siano già scelti, netti, e lavati o entro le rispettive chi ne avesse, o nel luogo della provenienza, o della abitazione de’ venditori, non volendosi a nessun patto soffrire la vista delle immondezze dei fracidumi che risultano dall’arbitrarsi di costoro a scegliere e lavare sulle Piazze e nelle fontane che vogliamo assolutamente nette e pulite sotto la stabilita penale di sc. 2 a carico di chiunque vi contravverrà».
Dal 13 Giugno 1874 il sindaco ordinò che il mercato degli erbaggi, frutta e altri commestibili fosse trasferito in Piazza Fontana Grande e in Piazza dell’Oca, oggi della Vittoria, ma il mercato non trovò molti consensi da parte degli ambulanti. Cesare Pinzi ricorda che sulla Piazza delle Erbe si effettuava un mercato, forse d’erbaggi, sin dal 1476.
Piazza del Comune
Sin dal 1480, dal mese di Dicembre, fu disposto che vi si tenesse un pubblico mercato sotto i portici del Palazzo comunale, che proseguì fino al 1873 occupando l’intera piazza, come rilevo dalla Gazzetta di Viterbo del 23 Giugno 1877. Ma, in realtà, il mercato fu poi ripreso perché, dalle foto che possiedo, lo vedo attivo fin oltre gli anni ‘20 tanto è vero che fu definitivamente trasferito dalla piazza nel 1935.
In merito alla bandiera di Viterbo ecco un riferimento al mercato:
«In quella bandiera, che si inalberava già sul palazzo Comunale nei giorni di mercato il sabbato, fino al 1870 e nella solenne processione per la festa di S. Michele Arcangelo in Maggio, era in cima appesa una corona di olivo, in segno di vittoria e di pace, la quale seguì di fatto a quel memorabile evento".
Piazza del Gesù
Già nella metà del XIII secolo, in piazza, si teneva il mercato tutti i giovedì, i venerdì ed i sabati, lo conferma lo Statuto di Viterbo del 1251. Lo stesso stabilisce che gli operai dei campi che cercavano lavoro, e che erano residenti nelle Contrade delle Porte di san Lorenzo e di san Pietro, dovevano sostare in piedi in Piazza san Silvestro per essere meglio individuati dagli eventuali datori di lavoro.
Nel 1935 è stata risistemata la pavimentazione della piazza, sulla quale si teneva un pubblico mercato di frutta, verdura e altri generi.
Chiesa di san Silvestro o del Gesù di stile nettamente romanico si trova menzionata già nel 1080 quando è detta in "mercato".
Chiesa di santa Maria Nuova
Su una colonna del portico esterno della chiesa, del quale oggi ne vediamo pochi resti addossati alla casa parrocchiale, appresso alla chiesa, era la misura di lunghezza campione detta "il passo", utilizzata al mercato esistente nelle prossimità, prevista dallo Statuto della città del 1251 alla sezione prima, rubrica 33.
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1895 Piazza Fontana Grande
1895 Piazza Fontana Grande
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1895 Piazza Fontana Grande
1895 Piazza Fontana Grande
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1895 Piazza Fontana Grande
1895 Piazza Fontana Grande
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1895 Piazza Fontana Grande
1895 Piazza Fontana Grande
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1900 Piazza del Plebiscito
1900 Piazza del Plebiscito
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1900 Piazza Fontana Grande
1900 Piazza Fontana Grande
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1910 Piazza del Plebiscito
1910 Piazza del Plebiscito
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1910 Piazza del Plebiscito
1910 Piazza del Plebiscito
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1910 Piazza del Plebiscito
1910 Piazza del Plebiscito
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1910 Piazza del Plebiscito
1910 Piazza del Plebiscito
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1910 Piazza del Plebiscito
1910 Piazza del Plebiscito
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1920 Piazza del Plebiscito
1920 Piazza del Plebiscito
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1920 Piazza del Plebiscito
1920 Piazza del Plebiscito
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1930 Piazza Fontana Grande
1930 Piazza Fontana Grande
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1935 Piazza Fontana Grande
1935 Piazza Fontana Grande
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1936 Piazza del Plebiscito
1936 Piazza del Plebiscito
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1962 Piazza Fontana Grande
1962 Piazza Fontana Grande
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1962 Piazza Fontana Grande
1962 Piazza Fontana Grande
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1962 Piazza san Carluccio
1962 Piazza san Carluccio
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1962 Piazza san Carluccio
1962 Piazza san Carluccio
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