Viterbo CRONACA STORICA da "PIZZERIA IL MONASTERO VITERBO"
Nicolò Maria Torelli

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La Madonna dipinta sulla tegola è sulla quercia, acquerello di Vincenzo Panicale del 1619, tratto dal “Libro dei Miracoli” p. 8 Biblioteca Besso di Roma

Parimente alcune divote Donne Viterbesi mosse da Celesti visioni, ritrovata la figura di Maria Santissima sopra la Quercia, frequentemente la visitavano: ed una di loro chiamata Bartolomea dopo esservi stata un giorno lungamente ad orare, quasi li dispiacesse il lasciarla, se la portò alla propria Casa; ma quella ben presto fece ritorno alla sua Quercia; dove la buona Donna, dopo averla diligentemente cercata, con suo stupore la ritrovò; e non potendo imaginarsi, come ciò fosse accaduto, ripigliata la Santa Tegola, per meglio assicurarsene rinserrolla dentro una cassa.

Tutto però in vano, perché indi a poco aperta la cassa, non ve la ritrovò altrimenti che come prima era ritornata al luogo.

Accortosi perciò non esser questo provenuto da arte umana; e che la Beatissima Vergine aveva eletto quell'Albero per sua residenza, e non voleva stare altrove, domandò perdono del suo troppo ardire, e perseverando nella sua divozione. esortava altri a visitarla, con dire che ne avrebbero ricevute molte grazie.

Correva l'anno della nostra salute 1467, quando la Gran Madre di Dio volle palesarsi in questo suo ritratto, vero rifugio de' bisognosi, e consolazione degli afflitti, mossa a pietà delle tante calamità, nelle quali si ritrovava il Cristianesimo, atterrito, e combattuto in più parti dalla potenza de' Turchi, e li Regni, e Provincie della Spagna, Ungheria, Settentrione, e di quasi tutta Europa erano in stravaganti sconvolgimenti per l'eresie, ribellioni, e guerre fra di loro, dalle quali era non meno oppressa l'Italia, aggiunte le rivoluzioni della Repubblica Fiorentina: e la Città di Viterbo si vedeva quasi distrutta dalle diaboliche fazzioni de' Cittadini, e non poco desolata dalle frequenti mortalità, per una fiera pestilenza, che vi regnava.

Nel principio dunque del Mese di Luglio, molti oppressi dalle Infermità, alla vista della prodigiosa figura restarono subito risanati.  [... continua al prossimo articolo...]

Frate Nicolò Maria Torelli: Miracoli della Madonna della Quercia di Viterbo, in Viterbo 1793, pag. 1 - 3

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