
La Villa Bruschi-Falgari nel 1900 c. (Archivio Mauro Galeotti)
Il complesso architettonico – che comprende la Villa, la Cappella gentilizia e l’edificio rustico – venne eretto per volere dei conti Bruschi-Falgari su una delle tante loro proprietà ubicate sul territorio della città, in una fresca e accogliente dove nasce una delle più antiche e importanti sorgenti della Tarquinia medievale, la Fonte dei Giardini o dell’lsaro.
La Villa o “casino”, di pregiatissimo stile classicheggiante fu progettata dall’architetto Virginio Vespignani nel 1860 circa e venne ad aggiungersi a un precedente edifico rustico e alla Cappella gentilizia adiacente. l conti Bruschi-Falgari vollero far edificare più che una vera e propria residenza, un complesso suburbano sprovvisto di attrezzature per il pernottamento, da utilizzare nei momenti lasciati liberi dalle loro attività cittadine. Il parco che circonda i 3 edifici storici è ricco di pregiate essenze arboree e cespugliose alloctone prelevate dal marito della contessa negli innumerevoli viaggi all’estero. Nel corso degli anni il parco fu nobilitato con l’istallazione scenografica di innumerevoli reperti archeologici provenienti dalle vaste proprietà terriere possedute dai conti Bruschi-Falgari sul territorio di Corneto, nome con cui era precedentemente identificata la città di Tarquinia.
La Villa, nel suo insieme, comprende l’edificio maggiore, realizzato in stile classicheggiante e destinato a finalità di soggiorno per la buona stagione, una piccola dimora rustica ubicata sul lato destro della stessa villa e probabilmente destinata a guardiania e infine, alla sua sinistra, un altro piccolo edificio adibito a Cappella gentilizia nella quale hanno trovato degna sepoltura le sorelle contesse Bruschi Falgari e i rispettivi coniugi. Il parco si compone anche di un percorso denominato “dell’amore” poiché, secondo la tradizione, gli innamorati usavano dichiararsi in questo luogo nei giorni di apertura della villa alla cittadinanza, ogni lunedì di Pasqua. Il percorso si snoda lungo tutto il parco e nel suo tragitto intercetta una grotta al cui interno è presente la sorgente naturale, chiamata Fonte dei Giardini o dell’lsaro.
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