Viterbo STORIA
Alessandro Finzi

                                 Guanajuato, San Diego

Caro Mauro, continuo a ricevere immagini di santa Rosa presenti in varie parti del mondo.

Le accumulo nella speranza di trovare qualcuno che voglia collaborare per fare uno studio sull'iconografia di santa Rosa che ha subìto molte varianti nel tempo e nel suo diffondersi per il mondo, assimilando aspetti appartenenti ad altre epoche ed altre culture, oltreché varianti dovute all'immaginazione degli artisti che ne hanno raffigurato l'immagine.

Ma oggi ne ho ricevuta una per la quale voglio fare un'eccezione. Me la manda Stefano Aviani Barbacci che ormai i lettori conoscono, in particolare per il suo contributo alla conoscenza della diffusione del culto della Santa in Argentina e Cile.

Questa immagine, però, proviene dal Messico e per tutti coloro che sono interessati il pensiero andrà subito al famoso tempio di Santiago di Querétaro.

Il quadro si trova invece a Guanajuato, capitale di un altro dei 32 stati federati del Messico, nella cappella del Signore di Burgos del Tempio dell'ex convento de San Diego.

La facciata del tempio seicentesco è così spettacolare che merita di essere ammirata e non escludiamo, sulla base di altri esempi, che fra le molte sculture e tondi che la adornano, trattandosi di una chiesa francescana, vi sia anche l'immagine di santa Rosa, cosa che purtroppo l'insufficienza di dettagli non ci consente di verificare.

La chiesa è dedicata a san Diego, nome assunto dal contadino azteco che si chiamava precedentemente Cuauhtlatoatzin e nel 1524 fu uno dei primi indios a ricevere il battesimo. Sul suo mantello si impresse miracolosamente la famosa e veneratissima immagine della Vergine di Guadalupe.

Ed ecco il quadro che porta l'indicazione di "Santa Rosa da Viterbo, francescana del Terzo Ordine (1733)".

Santa Rosa in piedi, con le caratteristiche rose in grembo, ha sullo sfondo un paesaggio rigidamente geometrico con lunghe porte senza battenti che si aprono come cavità oscure che oggi attribuiremmo al surrealismo italiano di De Chirico e Sironi.

La Santa sembra guardare verso un devoto che si inginocchia ai suoi piedi e regge in mano qualcosa che assomiglia a una scatoletta che, forse, una accurata pulizia del dipinto consentirebbe di meglio capire cosa sia.

Ma la cosa è ingannevole e il particolare ci rivela invece che le pupille sono rivolte in alto e guardano verso il ramo di gigli, particolare molto raro nelle immagini di santa Rosa, e il fusto, che la torsione della mano volge verso di lei, per straordinario artificio iconografico diventa anche la base.... di un crocifisso!!

Si suppone che questa sia una allusione al periodo in cui, sconvolta dal pensiero delle sofferenze di Gesù, Rosa si sottopose anch'essa allo strazio di dure penitenze. Non bisogna meravigliarsi. Abbiamo altre volte illustrato come i pittori disponessero di dettagliatissime biografie di santa Rosa in lingua spagnola e ne conoscessero i particolari molto meglio della maggioranza degli attuali fedeli viterbesi.
 


Anche guardando i piedi si può osservare un particolare imprevisto: questi sono sovrapposti a dei legni. La cosa non si spiega se non come un'allusione al miracolo del rogo da cui Rosa uscì illesa. La pulizia del quadro dovrebbe dire di più, però forse non è suggestione se notiamo fra i piedi e sulla destra un bagliore rossastro che allude al fuoco.

Comunque non sono rare le raffigurazione di santa Rosa in cui nella stessa immagine si allude contemporaneamente a eventi cronologicamente diversi. 

L'ingrandimento del busto consente di vedere un'altra innovazione iconografica rappresentata dalla catenelle sul petto che termina a destra con due pietre preziose. Un vezzo assolutamente incompatibile con la figura di Rosa.

Ma sui tetti cosa succede? A sinistra sembra che sotto un cielo plumbeo arrivi uno scroscio potente di pioggia che tracima e cade in basso. A destra vi sono invece le luci di un incendio e il cielo diventa luminoso e sgombro da nubi, mentre al di sopra della Santa si colora di una luminosità rosata.

A parte quest'ultimo particolare che è una simbolica luce di santità altre volte rilevabile, per quanto avviene sui tetti, anche perché non saprei spiegarlo (Rosa che indica la celata salvezza in Cristo mentre le città sono distrutte dall'acqua e dal fuoco?) non vorrei aver lavorato troppo di fantasia.

 

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