Viterbo CRONACA STORICA da "PIZZERIA IL MONASTERO VITERBO"
Nicolò Maria Torelli

La tegola con raffigurata la Madonna della Quercia
L'anno 1632 Martia di Valerio Curti da Bagnaja stando in casa con una sua figlia chiamata Laura,
ed altra figlia bambina di trè anni, e tutte intimorite da un'improvisa turbazione del tempo, venne un fulmine si terribile, che rotte le mura di detta Casa in cinque luoghi percosse detta Martia con la figlia maggiore, restando quella inginocchione immobile con gl'occhi aperti, e come morta; e questa invocata in quell'istante la Madonna della Quercia, benche anch'essa rimanesse senza potersi muovere, e tutta abbronzita come dal fuoco, non perdè però la parola, nè la vista.
Onde veduta la Madre in quello stato, esclamò. mia Madre è morta, Madonna SSma ve la raccomando, e seguitando a pregarla si sentì affatto sciolta alz'andosi senza nessuna lesione.
Rinvenne dopo due ore anche la Madre, però perduta nel suo corpo dal mezzo in giù, ma raccomandandosi da se medesima alla gloriosa Vergine della Quercia dopo un'altr'ora si ritrovo affatto libera, come anche la figliuola piccola, che fu preservata illesa.
L'anno 1640 Pietro di Domenico da Castel Fiorentino [è raffigurato sul soffitto della Sala Regia del Palazzo dei Priori di Viterbo ed era sulla Strada Partoleva che da Montefiascone va verso Castel Cellesi e Celleno] abitante a Corneto [Tarquinia] fu all'improvviso percosso da una saetta, che oltre avergli abbrugiato in dosso i vestimenti, gli levò con la pelle tutta la carne nel filo della schiena, e tutta la polpa della gamba dritta sin'all'ossa, che nell'una, e nell'altra parte si vedevano scoperte, lasciandolo in terra come morto.
Al primo tuono, e folgore invocò il nome della Madonna della Quercia, per la di cui grazia, sopraggiunti alcuni passagieri li smorzorno il fuoco dal vestito, che ancora ardeva, e con molta carità lo portorno in Corneto: dove benchè da Medici fosse affatto spedito, e da parenti pianto per morto, la mattina seguente si levò sano, e salvo, e senza stroppio alcuno, ringraziando la sua Liberatrice, e fu a portarli il voto.
Frate Nicolò Maria Torelli: Miracoli della Madonna della Quercia di Viterbo, in Viterbo 1793, pag. 256 a 257
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