Sutri, Tarquinia, Viterbo STORIA

Sutri nel 1900 - Tarquinia nel 1940 (Archivio Mauro Galeotti)

Culti, ludi e riti di Sutri (VT), sulla via Francigena

Il Parco Regionale dell’antichissima città di Sutri rappresenta una delle più piccole realtà del sistema regionale delle Aree Protette del Lazio.
E’ caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici ed ambientali.

L’antichissima città di Sutri che ricorda incontri storici tra impero e papato e ancor prima tra etruschi e romani, presenta un caratteristico centro storico di assetto medioevale arroccato su un alto sperone di tufo rosso.

Noi ne visiteremo la parte più antica, ripercorrendo a valle l’importante via romana Cassia. La stessa arteria fu denominata Francigena nel Medioevo per essere stato asse viario dei pellegrini alla volta di Roma e della Terra Santa, che vedevano in Sutri un’importante meta prima di giungere alla Città di Pietro anche per via di un’importante chiesa rupestre dedicata alla Madonna del Parto sede di un precedente luogo di culto dedicato al dio Mitra.

Lo visiteremo passando dall'anfiteatro interamente scavato nella roccia, a lungo sepolto e lasciato nell'oblio, al castello di Carlo Magno, proseguendo nelle profonde tagliate di tufo sulle orme dei pellegrini per ritornare al punto di partenza attraverso l'incredibile necropoli rupestre.

Durata 3 ore. A cura di Antico Presente

La visita guidata sarà condotta da Sabrina Moscatelli, guida turistica abilitata e guida ambientale escursionistica associata AIGAE

Appuntamento
Sabato 9 marzo 2019 ore 14.30 alla Biglietteria dell'Anfiteatro a Sutri (VT).

Condizioni
Minimo 15 partecipanti. Prenotazione obbligatoria. Si richiedono scarpe comode e con fondo adatto a camminare su strade di campagna.

Contributo
Quota di partecipazione € 10,00 che include polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000. la visita guidata è gratuita per i ragazzi fino a 16 anni. INGRESSO GRATUITO per questa settimana annunciata dal ministro dei Beni Culturali (da verificare). Nel caso in cui verrà disdetta, il costo del biglietto d'ingresso è di 5,00 euro.

Informazioni e prenotazioni
Sabrina 3395718135 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.anticopresente.it

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I volti di Tarquinia (VT): centro, museo e necropoli sito Unesco

L’antica città, conosciuta con il nome di Tarchna, sorgeva nella parte più elevata di un colle poco distante dall’attuale centro abitato, dove oggi si trovano le rovine dell’Ara della Regina, un tempio utilizzato per la celebrazione di riti e preghiere, uno dei più importanti ritrovamenti archeologici di tutta Tarquinia. Tra le rovine di questo grande tempio (del IV secolo a.C.), è avvenuto il ritrovamento di una delle più importanti opere di arte etrusca: la lastra raffigurante i Cavalli Alati (alta 1.15m e larga 1.25m), che insieme ad un altra raffigurante una biga andata sfortunatamente perduta, ornava il frontone del tempio.

Dell’antica gloriosa città, oggi silenziosa e volta di fronte alle mute necropoli, un tempo la vita scorreva palpitante, tra fiorenti commerci, abili artigiani e generosi raccolti, nell’estasi religiosa e nell’adorazione dei defunti.

Il tempo ha tentato di cancellare e imprigionare nei sepolcri le loro gesta e la loro cultura, ma la storia ha salvato i segreti di questa vivace e grandissima civiltà: Antica capitale d’Etruria, ricordata come una delle più vaste e potenti città dell’età classica, Tarquinia è la fonte più importante di testimonianze dell’antico popolo Etrusco.

La nostra visita inizierà nella Necropoli di Monterozzi, Patrimonio Unesco, con ciò che resta del popolo villanoviano che proprio qui ha preceduto quello etrusco, per poi proseguire con la conoscenza diretta degli abitanti dell’antica città, all’interno delle loro tombe. Sì, avete capito bene, li conosceremo proprio, vedremo i loro volti e quelli dei loro famigliari. Vedremo le vesti che indossavano, la moda, le acconciature, i gioielli e i loro oggetti, ma entreremo nel vivo delle loro abitudini, certezze, paure, rituali e persino in alcuni aspetti della sfera sessuale.

Affacciandoci nei profondi ipogei, rimarremo stupiti dai vivaci colori, dalla ricchezza di dettagli, ma soprattutto dalle immagini reali di persone, per la maggior parte semisdraiati su triclini, che in atmosfera ed abiti festosi, sembrano averci aspettato per farci partecipare al loro eterno banchetto, tra musici, giochi e danze. Sono dei preziosi “scatti” di oltre duemila anni, che mostrano con esattezza notizie e consuetudini a noi sconosciute.

La serie straordinaria di tombe dipinte, rappresenta il nucleo più prestigioso della necropoli, che resta per questo aspetto, la più importante del Mediterraneo, tanto da essere definita 'il primo capitolo della storia della pittura italiana'. L’uso di decorare con pitture i sepolcri delle famiglie aristocratiche, è documentato anche in altri centri dell’Etruria, ma solo a Tarquinia il fenomeno assume dimensioni così ampie e continuate nel tempo: esso è, infatti, attestato dal VII al II secolo a.C.

Le immagini che vi sono riprodotte tendono a ricostruire intorno alla figura del defunto scene che si riferiscono alla sua vita quotidiana quasi a voler sottolineare, riflettendo una credenza comune a tutti i popoli primitivi, la continuità della vita oltre la morte all’interno di quella tomba che ne rappresentava la casa eterna.

Ci sposteremo a piedi nell’attuale centro storico prevalentemente medioevale, senza rinunciare ad alcuni gioielli anteriori. Si presenta come un agglomerato color sabbia, fatto di vicoli stretti e tortuosi racchiuse in poderose mura, torri snelle che allungano il collo verso il cielo, vecchi palazzi dalle fondamenta massicce e l’aspetto nobile, la chiesa di Santa Maria in castello sorta dentro la più antica fortificazione del centro e un gruppo numeroso di torri medioevali che superano in altezza le case e spezzano l’orizzonte, come baluardi della storia che fu, in un lucente contrasto con lo sfondo del mare.

Termineremo in una delle più belle e interessanti strutture, quella del Palazzo Vitelleschi, realizzato a partire dal XV sec. e attualmente adibito a Museo Nazionale Etrusco. Qui sono custoditi i tesori della Necropoli, i ricchi corredi funebri e sarcofagi, con espressioni artistiche di altissimo livello che spaziano dalla scultura, all’oreficeria e ceramica arricchite persino di oggetti provenienti dalla Grecia e dall’antico Egitto.
Sarà qui che vedremo quale poteva essere un corredo funerario principesco, con quali manufatti si preparava un simposio, con quali gioielli venivano decorate le donne, con quale tecnica si simulavano gli oggetti in metallo e con cosa si facevano le protesi dentarie. Ammireremo i volti di pietra nei sarcofagi che mostrano il reale defunto e ci emozioneremo di fronte ai famosi “Cavalli Alati” che sembrano pronti per spiccare il volo, sulle ali del mito.

A cura di Antico Presente
Durata 3 ore e mezza.inclusi gli spostamenti dentro il bellissimo centro storico che vorrei fare a piedi per un totale di 4 km circa (in caso di pioggia ci sposteremo con le auto).

La visita guidata sarà condotta da Sabrina Moscatelli, Guida Turistica Abilitata e Guida Ambientale Escursionistica associata AIGAE.

Appuntamento
Domenica 10 marzo 2019 ore 9.30 alla Necropoli di Monterozzi, via Ripagretta a Tarquinia (VT). 

Condizioni
Minimo 15 partecipanti. Prenotazione obbligatoria.

Costo
Quota di partecipazione € 10.00 che include polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000. E' previsto l'utilizzo delle ricetrasmittenti al costo di € 1,50 a persona.
Gratuità degli ingressi per questa settimana, annunciata dal ministro dei Beni Culturali (da verificare). Nel caso in cui verrà disdetta, il costo cumulativo per visitare museo e necropoli è di €8,00 a persona.

Informazioni e prenotazioni

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Le illusioni ottiche del barocco a Viterbo

Apertura straordinaria dell’Ex Chiesa della Pace, e dell’Ex chiesa di santa Caterina
Faremo una visita tutta incentrata sui poco conosciuti monumenti barocchi della città e due aperture straordinarie: con un permesso speciale, solo per noi, si apriranno le porte della ex Chiesa di Santa Caterina, capolavoro del pittore Antonio Colli, che ha lasciato nel capoluogo una testimonianza di altissima pittura barocca, forse il suo più grande capolavoro.

Entreremo in questa grande aula interamente affrescata e stuccata dove non capiremo bene cosa è dipinto e cosa invece è reale. Tutto è stato realizzato per stupire e ingannare l’occhio attraverso lo sfondamento prospettico della volta aperto su un cielo luminosissimo e ricco di figure. Non a caso il Colli lavora con il grande Andrea Pozzo, forse il più grande pittore di architetture finte di tutto il centro Italia.
Un luogo importante, dove anche Vittoria Colonna visse per un periodo, durante il quale Michelangelo scambiava con lei numerose lettere in parte giunte fino a noi.

Ci sposteremo poi alla ex Chiesa della Pace, un tempo connessa al convento omonimo il quale, però, fu danneggiato durante la seconda guerra mondiale e poi definitivamente distrutto per far spazio a un istituto scolastico.
La ex chiesa è l’unico ambiente rimasto della struttura originaria. Anche qui della ex chiesa, aperta straordinariamente per noi, ammireremo la volta e le pareti interamente affrescate e ancora una volta ci faremo influenzare dagli inganni dipinti. I nostri occhi non capiranno fino in fondo dove finisce la finzione pittorica e dove inizia quella materica. E non mancheremo di parlare delle prove di portata della Macchina di Santa Rosa! Infatti la ex chiesa, da anni ormai, ospita alla fine di giugno questo evento molto importante per la città, per i facchini e per i loro parenti che si accalcano per seguire le prove del trasporto e il verdetto della giuria.

Termineremo la nostra visita all’interno della Chiesa del Gonfalone, forse la più conosciuta delle tre chiese per conoscere da vicino il sublime stendardo di Giovan Francesco Romanelli, di recente restaurato, e per concludere in bellezza la mattinata col naso all’insù, ad osservare i meravigliosi affreschi della volta e delle pareti e… sappiate che all’interno di questa chiesa le colonne dipinte si muovono!!
Non ci credete? Venite a constatarlo voi in prima persona!

Durata 3 ore a cura di Antico Presente e Visitare La Tuscia

La visita guidata sarà condotta da Marco Zanardi, Storico d'Arte, Archeologo e Guida Turistica abilitata

Appuntamento
Sabato 9 marzo 2019 ore 10.00 a Viterbo, piazza del Plebiscito, sotto i portici del palazzo. 

Condizioni
Minimo 15 partecipanti. Prenotazione obbligatoria.

Costi
Quota di partecipazione € 10,00 (+ 1.50€ per il noleggio di radioline per ascoltare la guida) che include visita guidata e polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000.
Per chi vuole, piccola offerta alla Confraternita del Gonfalone

Informazioni e prenotazioni
MGiulia 335 8034198 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.anticopresente.it

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Donne e Dee dell'antica Etruria

In occasione dell’8 marzo vi accompagneremo in un viaggio alla scoperta delle Donne e delle Dee dell’antica Etruria. E lo faremo visitando un luogo straordinario, il Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo, che ci condurrà per mano direttamente nel loro (ed anche nostro) mondo!

Quando pensiamo allo stato della donna nelle civiltà antiche, nel nostro immaginario si profila la figura di una donna subalterna rispetto all’uomo, e il cui compito è soprattutto quello di curare le attività domestiche, o comunque di attendere a occupazioni tipicamente femminili.
Non era così, invece, per la donna etrusca: nessun altra donna come quella etrusca godette di un grado tanto alto di emancipazione, libertà e autonomia. “Le donne etrusche”, “sapevano essere custodi del focolare”, ma allo stesso tempo erano in grado di “tenere a bada la folla di servi e domestici. Semplicemente, a differenza di Penelope e Andromaca, esse non si accontentavano di attendere pazientemente a casa il ritorno degli sposi, ma prendevano legittimamente parte a tutti i piaceri della vita”.

Nella nostra visita potremo immaginarci la vita di tutti i giorni nelle ricostruzioni delle case etrusche, tra focolare, utensili ma anche magnifici gioielli.

E cosa dire delle Dee? Soprattutto di Demetra? Il culto che ha per protagonista la madre, Dea dei cereali e delle norme civili, la quale attraverso la ciclica scomparsa agli Inferi e ricomparsa sulla Terra della figlia, garantisce agli uomini l'alternanza delle stagioni e dei cicli vitali.

La figura di Demetra, nota in Etruria almeno dal VI sec. a.C. grazie alle raffigurazioni su alcuni vasi attici, sviluppa successivamente il proprio culto in area tirrenica, sulla scorta di una sovrapposizione/assimilazione con divinità locali, note per lo più attraverso iscrizioni e materiali votivi provenienti da santuari.

Nel 2006 nei pressi di Vetralla fu scoperto un piccolo complesso santuariale dedicato proprio a lei contente una statua raffigurante Demetra (Vei per gli etruschi, Cerere per i romani).

Si tratta di un santuario semiscavato nella roccia del tutto singolare.
La scoperta di questo santuario ha messo in luce un culto a carattere essenzialmente rurale, in cui l’acqua svolgeva un ruolo centrale. Il luogo sacro, nel quale si chiedeva fecondità e salute, ha un’altra caratteristica importante, che ha permesso tra l’altro la conservazione di questa sensazionale testimonianza archeologica: è l’”abbandono ragionato” della struttura.

Oggi, il santuario è stato ricostruito all’interno del Museo in una stanza dedicata alla Dea. Potremo entrare nel piccolissimo santuario ed ammirare tutti i manufatti ad esso connessi. Il nostro viaggio attraverso il culto ci permetterà di scoprire similitudini e differenze nelle manifestazioni rituali, molto vicine alle esigenze universali dell'uomo.

Durata 3 ore a cura di Antico Presente.

La visita guidata sarà condotta da Sabrina Moscatelli, guida turistica abilitata e guida ambientale escursionistica associata AIGAE

Appuntamento
Venerdì 8 marzo ore 17.00 a Viterbo in piazza della Rocca 21b di fronte al Museo Nazionale Etrusco di Rocca Albornoz .

Condizioni
Minimo 15 partecipanti. Prenotazione obbligatoria.

Costi
Quota di partecipazione € 10,00 che include la visita guidata e la polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000. L’entrata al museo è gratuita in quanto ricade nella settimana della cultura

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