
Il Presidente della Viterbese Marco Arturo Romano
Lettera al Presidente della Viterbese Marco Arturo Romano.
Caro Presidente Romano,
scusi se non mi firmo; ma il mio nome non conta perché potrei chiamarmi Paolo, Giovanni, Francesco, Stefano, Luciano, Maria, Simona, e così via, come tanti tifosi viterbesi; perché quello che sto per dirLe lo pensano in tanti; consideri come se ci fossero tante firme sotto questa lettera.
Sono un vecchio tifoso gialloblu.
Pensi che il mio ricordo più lontano è degli anni ’50: quello di mio padre – medico della squadra in promozione o giù di lì – che accompagna nel suo studio il difensore Scagliarini, tra il primo e il secondo tempo, per curargli una ferita. Erano i tempi di “Puntanera” Vincenti. Lei non sa molto di quei tempi, ma le assicuro che erano tempi forti…
Negli anni ’70 ho invaso il campo dopo la partita che ci decretò matematicamente promossi in serie C… Restani, Campani, Pescosolido…ma anche di questo Lei sa poco. Poi, dopo tante alterne vicende sono arrivato a godere dei successi con il Presidente Camilli, che ci portò ai playoff per la B e a vincere la Coppa Italia nel 2019, subito prima del Suo arrivo.
Lei fu onesto e mi piacque: non disse “vinciamo”, ma disse “ci proveremo”. E dette buoni segnali.
Tuttavia le cose sono precipitate; del resto, molte società di calcio sono fallite o sono rimaste colpite dalla crisi economica susseguente alla pandemia. E lei ha molte scusanti se non ha potuto investire più di tanto nella squadra. Ma vede, Presidente, sono cose che sono capitate anche a squadre di città che suppergiù sono simili a Viterbo: Gubbio, Imola, Pontedera, Fermo, Montevarchi… non dico Modena, Reggio, Pescara, roba che ha frequentato la A…
Noi perché siamo arrivati a questo punto? I tifosi non sono più quelli di due anni fa, o è la squadra che non è più quella di due anni fa? E’ sicuro di aver fatto una campagna di rafforzamento della squadra? Non ci sono troppi giovani di non bellissime speranze, poca roba che non viene dalle migliori promesse delle giovanili di A e B, ma gente di seconda o terza fascia? Non ci sono troppi giocatori un po’ bolliti, facili agli infortuni, oppure nervosetti e inaffidabili? Non faccio nomi, sennò si offendono, ma lei sa a chi mi riferisco. Non ha scelto allenatori un po’ alla buona, con un curriculum un po’ modesto? Non si è fatto affiancare da un DS un po’ così, che non si è mosso bene sul mercato? Le faccio un nome a caso: Samuele Spalluto è un giovanissimo bomber che ha fatto bene nella Fiorentina Primavera e adesso è il miglior attaccante del Gubbio. Lei ha cercato giovani tra le promesse della Lazio (poche da qualche tempo a questa parte, la Lazio primavera stenta) e del Frosinone (non molto probabili, in verità) e ha trovato qualche delusione. O no?
Lei dice che se ne va perché i tifosi non La meritano. Lei ha citato Camilli che se ne andò lamentandosi dei tifosi viterbesi e di Viterbo; ma se ne andò anche da Grosseto, insoddisfatto dei tifosi grossetani e di Grosseto. Mamma mia, ‘sta Maremma è proprio insopportabile; e sembra che lo sia anche la tifoseria genoana, per non parlare di quella salernitana…ambedue preoccupate di una più che possibile retrocessione…
Non sarà, la Sua, la vecchia tiritera di chi si è stufato di mettere i soldi nel calcio e cerca delle scuse…?
Non è che se la squadra retrocede, se ne andrà come i topi che abbandonano la nave in avaria? E se la squadra, rinforzata, si salva, se ne andrà comunque perché si vende meglio una squadra di C che di D?
Non è che Lei si finge offeso e deluso, per giustificare il suo dietrofront nel mondo del calcio? Sa, purtroppo i tifosi – e in particolare quelli viterbesi - sono abituati anche a questo… Del resto è successo anche a Milano, a Roma, a Firenze, non sarebbe la prima volta. Ed è anche comprensibile, perché chi ci mette i soldi ha tutto il diritto di fare marcia indietro se l’affare, l’impegno non sembrano più convenienti.
Faccia come vuole, ma non dica che se ne va perché è offeso dal comportamento dei tifosi.
Ci pensi bene. I tifosi possono essere contenti di una squadra che ha fatto 14 punti in 19 partite ed è sempre stata ultima? Che ha beccato 33 gol, quint’ultima tra le 60 squadre di C?
Sono i tifosi a scendere in campo o i giocatori scelti da Lei e dal suo DS di fiducia?
Crede che i tifosi vengano allo stadio a godersi lo spettacolo, come se andassero a teatro ad assistere ad un lavoro di Shakespeare o ad un’opera di Verdi? I tifosi viterbesi vengono al Rocchi per veder vincere la loro squadra, non vengono a godersi lo spettacolo di 5 gol sul groppone con l’Entella o di sei tiri in porta in totale, su due partite casalinghe con squadre definite “abbordabili”. Qualche tifoso si fa pure 300 chilometri per seguire la Viterbese in trasferta…
Lei si offende? Murilo – tanto per non far nomi - si offende? E i tifosi, no? Non devono offendersi? Devono battere le mani come marionette di fronte ad uno spettacolo indecoroso?
Certo, non erano proprio questi i programmi… Lei, caro Presidente, ha detto che rinforzerà la squadra a gennaio e al 99% la Viterbese si salverà. Con i suoi investimenti di mercato? O perché già sa che quattro o cinque squadre falliranno e i gialloblu saranno ripescati?
Sa cosa penso? Che Lei, in queste sue ultime esternazioni, si è fatto prendere dalla delusione e dalla rabbia per i risultati fallimentari della squadra, poi ha cercato nei tifosi – disperati dai risultati e dalle promesse non realizzate - un capro espiatorio per non cedere al peso dei Suoi errori e di quelli dei Suoi collaboratori.
Si faccia un esame di coscienza. O lo faccia fare ai suoi collaboratori; e ai suoi giocatori.
Presto andremo a Imola. A Viterbo l’Imolese ci dette tre pappine; ora sta appena 4 punti sopra a noi (con una partita in meno e una penalizzazione). Vediamo cosa sapremo fare. Vediamo cosa saprete fare.
Io spero di festeggiare: come tifoso, lo spero per i tre punti; lo spero per le Sue intenzioni, Presidente; lo spero per l’umore di Murilo.
Un tifoso gialloblu.






















